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Come incassare un assegno in nero

17 Luglio 2019
Come incassare un assegno in nero

Pagare un assegno in contanti allo sportello evita i controlli dell’Agenzia delle Entrate? 

Internet ci ha dato uno spaccato delle ipocrisie della nostra società. Con un computer davanti, nella solitudine della propria stanza, le persone tornano ad essere più facilmente se stesse. Succede in modo assai evidente sui social ma non solo. Ad esempio, la cronologia di navigazione sui siti può servire a ricostruire la personalità di un individuo, i suoi gusti, le sue preferenze. Dati importantissimi per chi vende sul web, tanto da essere registrati attraverso i cookies. Anche Google ha un suo modo di memorizzare le ricerche degli utenti e di selezionare quelle più frequenti. Questo algoritmo si chiama Google Suggest e lo utilizziamo quando, nel digitare una parola sulla stringa di ricerca, vediamo apparire i suggerimenti a possibili combinazioni (che poi sono quelle più usate). Ecco, stabilire cosa cerca la gente è utilissimo per chi fa informazione online e tenta, come noi, di rispondere ai dubbi dei propri lettori. Così, in questa opera di studio, ci siamo accorti che una delle chiavi di ricerca più inflazionate è come incassare un assegno in nero.

Parlavamo, ad inizio articolo, dell’ipocrisia della nostra società. Se scrivessimo un articolo dal titolo «come frodare l’assicurazione», «come non pagare le tasse» o, appunto, «come incassare un assegno in nero» dando istruzioni per violare la legge, le stesse persone che qualche minuto prima avevano fatto la medesima ricerca si alzerebbero indignate. Dall’altro lato, però, fa parte del giornalismo – ed è consentito dalla legge – spiegare le falle della legge, come i “furbetti” cercano di aggirare gli ostacoli e i divieti, in questo modo segnalando alle stesse autorità o al legislatore gli opportuni rimedi. Il giornalismo è anche (per alcuni, soprattutto) critica. 

Scrivere un articolo come incassare un assegno in nero non è neanche un’istigazione all’evasione perché non vuole essere un incentivo ma una dimostrazione di come il nostro sistema può presentare lacune.

Fatto questo dovuto preambolo a beneficio di quanti – immancabili – proveranno a criticare il titolo di questo articolo, cerchiamo ora di venire al nocciolo della questione e di spiegare se è davvero possibile sfuggire ai controlli del Fisco nel momento in cui si ha tra le mani un assegno bancario. Se, ad esempio, un cliente dovesse pagare il proprio fornitore attraverso un assegno non trasferibile, quest’ultimo potrebbe cambiarlo allo sportello della banca, evitando di versarlo sul proprio conto corrente ed accettando quindi i contanti, senza che l’operazione venga registrata e controllata dall’Agenzia delle Entrate?

Ecco qual è la risposta.

In un precedente articolo, abbiamo spiegato quali sono i pagamenti tracciabili e, tra questi, abbiamo incluso anche l’assegno (bancario o circolare). Nel momento in cui un assegno viene versato sul conto corrente, le banche registrano una movimentazione in entrata sul conto del beneficiario e una in uscita su quello dell’emittente (di solito si tratta di banche diverse ma ben potrebbe essere la stessa se i due sono clienti del medesimo istituto di credito). A questo punto, da un estratto conto con la lista dei movimenti, è possibile risalire all’operazione in questione anche a distanza di numerosi anni. L’Agenzia delle Entrate non ha, peraltro, necessità di chiedere alle banche tali documenti potendo operare i controlli in autonomia tramite l’Anagrafe dei rapporti finanziari.

Il dubbio che molte persone si pongono è se incassando un assegno allo sportello, quindi non versando il denaro sul conto, ma chiedendo i contanti, si può sfuggire a questo tipo di controlli. L’operazione resta tracciabile? Assolutamente sì. Sia che tu ritiri in contanti, sia che versi l’assegno sul conto, l’incasso è tracciato nel momento stesso in cui avviene il pagamento. Non si scappa. Quindi, se si tratta di un assegno in nero rischi un accertamento fiscale. Questo perché – come abbiamo ripetutamente spiegato su queste stesse pagine (leggi Ricavi in nero versati in banca: come il Fisco li scopre?), l’Agenzia delle Entrate parte dalla presunzione che ogni accredito in banca, così come ogni versamento di contanti, costituisce un reddito imponibile. Se tale denaro non è stato, quindi, denunciato nella dichiarazione dei redditi non può che essere frutto di evasione. Al contribuente, però, è data la possibilità di fornire una prova contraria e dimostrare che la somma è esentasse o era già stata tassata alla fonte.

Ritornando al tema di questo articolo, possiamo concludere dicendo che non è possibile incassare un assegno in nero e tutti gli ulteriori artifici usati in passato per aggirare l’ostacolo non solo si sono dimostrati inutili ma hanno peggiorato la situazione. Si pensi al caso di chi, ad esempio, per non versare l’assegno sul proprio conto, lo giri a un’altra persona facendosi rilasciare in cambio dei contanti. Intanto, questa tecnica è ormai impossibile perché per assegni superiori a mille euro c’è il divieto di girata. In secondo luogo, il problema si sposta sul nuovo prenditore che, se anche si tratta di un pensionato o un “insospettabile”, potrà ugualmente subire un accertamento; sarà lui a dover giustificare al Fisco come e perché ha ricevuto questo denaro.

note

Autore immagine: 123rf com


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