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Truffe romantiche: mentire sui sentimenti per avere regali è reato?

19 Luglio 2019 | Autore:
Truffe romantiche: mentire sui sentimenti per avere regali è reato?

Fare finta di innamorarsi di una persona (anche online) per ottenere dei beni o dei soldi è punito dalla legge? Come avviene l’inganno affettivo?

Pensi di avere trovato l’amore della tua vita e, in realtà, quello che hai davanti è il più grande farabutto mai esistito. Uno (o una) che ha giurato di consegnarti la chiave del suo cuore e che, in cambio, ha voluto da te (ed accettato volentieri) ogni tipo di regalo: l’anello di brillanti, la vacanza da sogno, perfino la metà di un appartamento da condividere. Salvo poi tirar fuori una scusa per dirti che è finita, che non se la sente più di andare avanti, che ha sbagliato, che «magari è meglio restare amici». Ovviamente, i regali se li tiene: appartengono a «quel bellissimo periodo passati insieme in cui ci siamo tanto amati». Una delusione che potrebbe non restare tale ma trasformarsi anche in un danno economico non indifferente. Provocato dai professionisti delle truffe romantiche. Mentire sui propri sentimenti per avere regali è reato? Di certo, è una strategia squallida. Ma cosa dice la legge in proposito?

La legge, come ricorda una recente sentenza della Cassazione, dice che giocare con i sentimenti degli altri per aumentare il proprio patrimonio è una vera e propria truffa. Romantica, amorosa, sentimentale, affettiva, chiamala come vuoi. Ma di truffa si tratta.

Sono almeno 2.000 le persone che, negli ultimi quattro anni, ci sono cascate in Italia nel meccanismo delle truffe romantiche, in particolare di quelle ordite online, che spesso sono le più efficaci. Almeno, che si sappia: molti casi, infatti, non vengono denunciati per la vergogna di ammettere la propria ingenuità. Persone tra i 40 ed i 65 anni che, mediamente, hanno messo in modi diversi nelle tasche dei falsi corteggiatori 50mila euro a testa, secondo i dati dell’Acta, l’Associazione contro le truffe affettive creata a Torino nel 2014 da una ex sindacalista che, a sua volta, era stata vittima di un raggiro di questo tipo. Se mentire sui propri sentimenti per avere regali è reato, significa che è possibile denunciarlo.

Ma come e quando scatta la truffa romantica? È possibile riconoscerla prima che sia troppo tardi? E che cosa si può fare quando si smaschera il (o la) furfante che ti ha preso in giro per mesi o per anni ingannandoti sui suoi sentimenti per avere da te dei regali? Vediamo.

Truffe romantiche: che cosa sono?

La migliore definizione di una truffa romantica è proprio quella: mentire sui propri sentimenti per avere dei regali o per ottenere, comunque, un guadagno di tipo economico. Dire «ti amo» quando in realtà si ama di più il portafoglio, il conto corrente o il patrimonio dell’altro. Beni sui quali poter mettere le mani dopo aver conquistato la fiducia ed il cuore di una persona.

Questo comportamento è una truffa. Così si evince dalla recente sentenza con cui la Cassazione [1] ha confermato la condanna ad un uomo che, fingendo di avviare una relazione sentimentale con una donna più grande di lui (ma l’età importa relativamente), le ha proposto di comprare insieme un appartamento e le ha chiesto dei prestiti in cambio della cointestazione di quote societarie. Va da sé che, nonostante le fotografie mostrate (fasulle), l’acquisto dell’appartamento era una colossale bufala, così come le quote societarie.

Affinché la truffa romantica – spiega la Suprema Corte – venga ricostruito, occorre pensare alla catena formata da comportamenti e dalle relative conseguenze, ossia:

  • il raggiro o artificio: ti dico che mi sono innamorato di te, che voglio stare con te e costruire una vita insieme, che non posso vivere senza di te, ecc. pur sapendo che non è vero;
  • l’induzione in errore: la corte che ti faccio è talmente spudorata che finisci per crederci e per cedere ad instaurare una relazione sentimentale con me;
  • l’atto dispositivo: ti propongo di comprare una casa (che, in realtà non esiste) o di prestarmi dei soldi da investire nel nostro futuro (titoli, azioni, polizze che non acquisterò mai). Ci caschi e mi presti i soldi;
  • il danno patrimoniale: ad un certo punto sparisco ed i soldi non li vedi più;
  • il profitto ingiusto: ad un certo punto sparisco e mi godo i tuoi soldi ai Caraibi.

Truffa romantica: perché è reato

Affinché venga configurato il reato, la truffa romantica deve passare dagli step che abbiamo appena citato, ma si deve dimostrare l’intenzione di ingannare l’altra persona ed il nesso causale tra il raggiro dello spasimante e l’errore della vittima che, in base ad un presunto sentimento, compie delle scelte economiche e patrimoniali che non avrebbe mai fatto se non ci fosse stato l’inganno.

Il raggiro o artificio, dunque, può consistere nel mentire sui propri sentimenti per avere dei regali, cioè nella manipolazione della realtà per ingannare un’altra persona. Non c’entra, secondo il parere della Cassazione, il fatto che la vittima abbia verificato o meno il comportamento dello spasimante, poiché per far scattare il reato di truffa basta che lei abbia commesso l’errore come conseguenza di un raggiro o di artifici [2].

In questo modo, la Corte Suprema conferma che mentire sui propri sentimenti per avere regali è reato. Nella sentenza in commento, infatti, si evidenzia come l’imputato abbia messo insieme dei finti sentimenti di amore con la proposta di una vita insieme e di investimenti economici e finanziari in comune. In questo modo – si legge ancora – per lui è stato possibile convincere la vittima, ingannarla e trarne profitto.

Truffa romantica online: come funziona?

Il truffatore romantico è in agguato non solo in carne ed ossa ma anche – soprattutto, verrebbe da dire – davanti alla tastiera di un computer o di uno smartphone. La truffa sentimentale online continua a mietere vittime tra chi crede alle «moine» di chi si presenta come l’uomo o la donna della loro vita ma che, in realtà, altro non vuole se non ingrossare il proprio patrimonio a loro spese.

La tecnica è risaputa: vieni contattato via Facebook, Instagram o un altro social network con qualsiasi scusa. Sicuramente sei attratto/a dalla sua disinvoltura (oltre che delle belle foto che ti mette a disposizione ma che, sicuramente, non ritraggono lui o lei). Se prima vi limitavate al saluto del buon giorno o della buona notte, poi il numero dei messaggi cresce con l’aumento della confidenza. Ti racconti ma, soprattutto, hai la sensazione che quell’utente all’improvviso nella tua vita condivida le tue idee, le tue passioni, i tuoi punti di vista. Ti fa sentire una persona unica, ti dice che si sta innamorando di te, che vorrebbe incontrarti presto e questo finisce per avvolgerti fino al punto di provare un interesse sentimentale, fino all’abbandono.

Prima o poi, però, la persona che c’è dall’altra parte fa la prima vera mossa per avere un tornaconto: una richiesta di soldi. «Per continuare a scriverti devo rinnovare l’abbonamento del wifi e sono a corto di soldi, mi daresti una mano? Si tratta di 100 euro, niente di che. Così magari ti faccio qualche videochiamata». È una delle tattiche più diffuse. I messaggi continueranno, probabilmente la videochiamata te la farà anche. Se vede che hai pagato la prima volta, sa che potresti farlo almeno una seconda. Ci sarà, però, un problema più grosso da risolvere, possibilmente di salute (quello intenerisce sempre) e ti chiederà altri soldi. A te come a tutte le altre persone con cui starà facendo lo stesso gioco.

Truffa romantica: cosa fare?

Assodato che mentire sui propri sentimenti per avere regali è reato, l’unica cosa che puoi fare quando ti accorgi di essere stato vittima di un raggiro sentimentale è quella di sporgere denuncia. Non sempre è facile vincere il senso di vergogna ed ammettere davanti ad un poliziotto o ad un carabiniere di essere stati ingannati da chi ti ha promesso mari e monti pur di conquistare il tuo cuore. Tuttavia, bisogna farlo.

Oggi ci sono delle realtà che aiutano delle persone vittime delle truffe romantiche. Ad esempio, la citata Acta mette a disposizione questo modulo per presentare la relativa denuncia, con tutti i dettagli del truffatore e della «storia» vissuta con lui (anche se solo online).

Più difficile pretendere che i regali vengano restituiti da una persona con cui si ha avuto una relazione, diciamo così, più tradizionale, cioè dalla fidanzata o dal fidanzato che ha frequentato casa, con cui si è usciti regolarmente, ecc. Anche perché parlare in questi casi di truffa romantica forse può essere esagerato. Forse.

Si sa che non manca la persona «disinteressata» che, guarda caso, si mette insieme a chi sta bene di portafoglio (possibilmente con buoni ascendenti di famiglia) e che, casualmente, si annoia di quella relazione quando ha già avuto da lui due o tre anelli e un bracciale, o una partecipazione nella società del papà di lei. Certo, definire «inganno sentimentale» questo tipo di atteggiamento è difficile, anche quando si ha la certezza che una persona si fidanza più per soldi e non per l’animo sensibile dell’altro. Ad ogni modo, si sappia che i regali ottenuti dall’ex non vanno restituiti, in quanto sono considerati «liberalità d’uso». A meno che si tratti di beni di un certo valore, come una casa a Portofino o una Lamborghini: visto il valore elevato, quel regalo sarà considerato una donazione da fare davanti al notaio. Se questo atto non c’è, il regalo non è tale e, pertanto, va restituito.

note

[1] Cass. sent. n. 25165/2019 del 13.09.2019.

[2] Cass. sent. n. 55180/2018.


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