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Si può votare fuori sede?

19 Luglio 2019 | Autore:
Si può votare fuori sede?

Studenti o lavoratori che vivono lontano dal loro seggio devono tornare per forza a casa per esercitare il loro diritto di voto?

Sei uno studente e frequenti l’università lontano dal tuo Comune di residenza? Oppure sei un lavoratore che svolge la sua attività in un’altra provincia? Visto che gli italiani sono chiamati alle urne con una certa frequenza, forse ti sarai chiesto se si può votare fuori sede. Se, cioè, ti è permesso esercitare il tuo diritto nel posto in cui ti trovi abitualmente adesso senza dover, per forza, prendere l’auto o un treno e recarti nel luogo in cui hai ufficialmente la residenza.

Purtroppo, non è così semplice. La legge dà la possibilità di votare fuori sede solo a determinate categorie di elettori ma non a tutti. Si tratta di chi appartiene, ad esempio, alle forze dell’ordine oppure a chi è ricoverato in ospedale o in una casa di cura. Quindi, studenti e lavoratori che si trovano lontani da casa, cosa devono fare?

Devono muoversi. A loro spese, anche se ci sono delle agevolazioni, cioè degli sconti per chi prende i mezzi pubblici allo scopo di tornare a casa per votare. Sulla benzina e sull’autostrada no, quelle sono a carico dell’elettore.

Verrebbe da domandarsi come mai, vale a dire perché si deve costringere una persona a fare un viaggio di un solo fine settimana per poter votare quando basterebbe farlo nel Comune in cui ha il domicilio. Non sarà la residenza, ma, comunque, è il suo punto di riferimento, seppur temporaneo. Se un giovane di Reggio Calabria che studia a Milano si deve prendere un aereo di andata e ritorno per soli due giorni, mamma e papà saranno contenti di rivederlo, per carità. Ma non è detto che quella data sia la più opportuna per fare un viaggio di mille e passa chilometri, andata e ritorno in due giorni, magari con gli esami che incombono.

Lo stesso può succedere al dipendente torinese che, per motivi di lavoro, si trova a Perugia o chissà dove. Insomma, si può votare fuori sede solo in determinati casi ma non in tutti. Vediamo.

Chi può votare fuori sede?

Come abbiamo accennato, la legge consente di votare fuori sede, cioè in un Comune diverso da quello in cui risiede ed in cui si trova il suo seggio, solo a determinate categorie di elettori, ed in particolare:

  • chi si trova ricoverato in ospedale o in una casa di cura;
  • militari;
  • naviganti;
  • appartenenti alle forze dell’ordine;
  • membri dell’Ufficio elettorale di sezione;
  • rappresentanti di lista designati dai partiti, ma solo se sono elettori dello stesso collegio plurinominale alla Camera e della Regione al Senato.

Ad esempio, il rappresentante di lista che abita in centro a Milano e viene designato dal partito ad un seggio di Quarto Oggiaro, quindi in periferia, può votare in quel seggio di Quarto Oggiaro.

Chi non può votare fuori sede?

Tutti gli altri elettori. Non possono votare fuori sede, dunque, le persone che non appartengono alle categorie sopra citate, come studenti o lavoratori lontani dal loro Comune di residenza per motivi di studio o di lavoro.

Questi cittadini dovranno tornare nelle loro città per esercitare il loro diritto di voto nel seggio di iscrizione.

Si può votare fuori sede ai referendum?

Referendum ed elezioni politiche hanno una differenza sostanziale che consente di votare fuori sede. Come si sa, per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ci sono dei collegi territoriali in cui, in base al territorio ed al numero di aventi diritto, viene eletto un certo numero di parlamentari.

Nei referendum, invece, questa divisione non esiste, poiché il collegio di residenza è unico a livello nazionale. Questo, però, non vuol dire che ad una consultazione referendaria uno possa votare dove gli pare e capita. Tuttavia, a differenza delle politiche, in questo caso chi vive lontano dal luogo di residenza può chiedere una delega come rappresentante di lista che gli consenta di votare fuori sede.

Voto fuori sede: quali agevolazioni per il trasporto?

Se sei uno studente o un lavoratore costretto a tornare a casa per le elezioni perché non puoi votare fuori sede, meglio che non tocchi la macchina (a meno che la distanza sia breve e ne valga la pena).

Sono previste, infatti, delle agevolazioni sui mezzi pubblici di trasporto, vale a dire su aerei, treni e traghetti. Vediamo in che cosa consistono, in base a quanto applicato alle ultime elezioni europee del 2019.

Sconti sugli aerei per votare

Se sei residente nel Sud e studi o lavori in una città del Nord, o viceversa, forse starai valutando la possibilità di prendere un aereo per raggiungere il luogo in cui si trova il tuo seggio e poter esercitare il tuo diritto al voto.

Alitalia propone sui voli nazionali uno sconto di 40 euro sul totale del costo dei biglietti di andata e di ritorno. Tuttavia, la spesa sostenuta per il biglietto deve essere superiore a quei 40 euro al netto di tasse, supplementi e servizio di vendita. Insomma, gratis non voli.

Per beneficiare dell’agevolazione, devi presentare al momento del check-in del viaggio di andata il documento di identità e la tessera elettorale o una dichiarazione sostitutiva del fatto che la possiedi.

Per il ritorno, invece, serve proprio la tessera elettorale regolarmente timbrata, in modo da consentire al personale della compagnia aerea di verificare che effettivamente sei andato a votare e non a farti un week end lontano dalle urne.

Sconti sui treni per votare

Anche in treno puoi trovare delle agevolazioni per tornare a casa a votare.

Trenitalia applica le riduzioni di prezzo solo per i viaggi di andata e ritorno in seconda classe a queste condizioni:

  • 70% di sconto sul prezzo base per i treni di media e di longa percorrenza nazionale, quindi Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Intercity e IntercityNotte e per il servizio cuccette;
  • 60% di sconto sul prezzo dei biglietti per i treni regionali.

Il biglietto di andata può essere acquistato con lo sconto fino al decimo giorno prima del voto e quello di ritorno fino alle ore 24 del decimo giorno successivo.

Anche in questo caso occorre presentare documento di identità e tessera elettorale (timbrata per il viaggio di ritorno).

Dal canto suo, Italo propone uno sconto del 60%, ma l’acquisto deve avvenire online. Durante il viaggio di ritorno, devi mostrare al controllore (oltre al biglietto) la tessera elettorale timbrata al seggio.

Sconti sui traghetti per votare

Non solo aerei o treni ma anche traghetti. Chi utilizza questo mezzo per tornare a casa a votare e sceglie la Compagnia italiana di navigazione, che copre le rotte verso Sicilia, Sardegna e le Isole Tremiti, può beneficiare di uno sconto del 60% sulla tariffa ordinaria, dal decimo giorno prima delle elezioni al decimo giorno dopo il voto.

Come nei casi precedenti, anche qui sarà necessaria la tessera elettorale per avere l’agevolazione, con il relativo timbro per il viaggio di ritorno.


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