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Posso andare al mare in topless?

19 Luglio 2019 | Autore:
Posso andare al mare in topless?

Prendere il sole in topless: può essere un illecito? Cosa dice la legge a riguardo? Cosa sono gli atti indecenti? Cosa sono gli atti osceni?

Per la maggior parte degli italiani l’estate è sinonimo di mare: la meta preferita dei vacanzieri della penisola sono le località marittime, ove è possibile prendere il sole in tutto relax. I patiti delle spiagge, per essere sicuri di abbronzarsi ben bene, vorrebbero ridursi ai minimi termini: se per l’uomo il problema non si pone più di tanto, per le donne una tintarella integrale significa rinunciare al classico bikini due pezzi e andare al mare in topless. Si può? Le donne possono prendere il sole col busto completamente nudo? Cosa dice la legge a proposito? C’è il rischio di commettere un illecito o addirittura un reato? Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo se è possibile andare al mare in topless.

Topless: cosa dice la legge?

Se ti stai chiedendo se puoi andare al mare in topless, allora vorrai senz’altro sapere cosa dice la legge a riguardo. Ebbene, nonostante l’alluvionale legislazione italiana, devi sapere che, in merito al prendere il sole in spiaggia senza la parte superiore del costume femminile, la legge non dice nulla.

In poche parole, insomma, non c’è alcun precetto legislativo che ti vieti di andare in spiaggia in topless. Se vuoi assicurarti un’abbronzatura totale, nessuno te lo vieta. Attenzione, però, a quello che ti dirò nei prossimi paragrafi.

Atti contrari alla pubblica decenza: cosa sono?

Il nostro Codice penale prevede l’illecito amministrativo degli atti contrari alla pubblica decenza, secondo cui è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila a diecimila euro chi, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza [1].

Il topless può essere definito un atto indecente secondo la legge? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo comprendere cosa intende il legislatore quando parla di indecenza. Ebbene, la decenza è senza dubbio un concetto generico che attiene a quell’insieme di norme che impongono, in conformità al comune sentimento, di astenersi dal compiere atti che offendono i principi comuni del pudore e della morale.

Di conseguenza, un atto è indecente quando desta negli altri un sentimento di ripugnanza e disgusto: ciò vuol dire che l’indecenza non è solamente riferita alla sfera sessuale (come per gli atti osceni, come ti spiegherò di qui a breve), ma anche a condotte del tutto differenti, come ad esempio quella di bestemmiare pubblicamente a gran voce o di urinare in un luogo pubblico.

Prendere il sole in topless: rientra tra gli atti indecenti?

Andare al mare in topless è un atto indecente? Assolutamente no, a meno che la propria nudità non sia ostentata in maniera volgare, ad esempio quando accompagnata da atteggiamenti sconvenienti.

Potrebbe essere indecente, invece, prendere il sole in una spiaggia pubblica (magari, anche piena di bambini) completamente nudi: per il nudo integrale, è consigliabile una spiaggia di nudisti (su questo specifico argomento ti consiglio di leggere il mio articolo dal titolo Nudismo: è reato?).

Topless: può essere atti osceni in luogo pubblico?

Il Codice penale italiano prevede un’altra condotta illecita la quale, in determinate circostanze, può divenire perfino reato: sto parlando degli atti osceni in luogo pubblico. Secondo la legge [2], chi, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila a trentamila euro.

Per la legge [3] si considerano osceni gli atti che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore e la morale, declinata però sotto il profilo sessuale. In altre parole, secondo la giurisprudenza è osceno ciò che, avendo connotazione sessuale, suscita nell’osservatore rappresentazioni e desideri erotici, oppure provoca una reazione emotiva immediata di disagio, turbamento e repulsione [4].

Un topless al mare è osceno, dunque, solamente se la nudità viene utilizzata per provocare volontariamente il desiderio sessuale altrui. D’altronde, la stessa nozione di “atti” osceni  induce a ritenere che vi sia la volontà di punire solo le condotte attive, nel senso che, se la vista di un topless può ingenerare un desiderio erotico nell’osservatore, ma non è ravvisabile alcuna volontà della donna di far sorgere tale rappresentazione, allora sicuramente non si tratterà di un atto osceno.

Atti osceni: quando è reato?

Gli atti osceni diventano reato, con applicazione della pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi, se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano.

La spiaggia è, sicuramente, un luogo ove è possibile trovare minori: perché sussista reato, però, è sempre necessario che ricorra l’oscenità così come descritta nel paragrafo precedente. Pertanto, il topless di una donna che vuole prendere in santa pace il sole non costituisce né un atto indecente, né un atto osceno.

note

[1] Art. 726 cod. pen.

[2] Art. 527 cod. pen.

[3] Art. 529 cod. pen.

[4] Cass., sent. n. 37395/2004.

Autore immagine: Unpslash.com


5 Commenti

  1. Visto e considerato che il Codice Penale (art. 529) lascia la pura discrezionalità alla Magistratura nello stabilire cosa è osceno e/o contrario alla pubblica decenza o nessuno di questi, posso affermare che tale Autorità, per i pricipi di razionalità, tassatività e proporzionalità delle sanzioni, prima di potersi avvalere del suddetto potere, essa stessa deve prendere in considerazione la presenza di leggi e regolamenti disciplinanti la fattispecie in esame. Quindi, cosiderato che certi spettacoli contrari alla pubblica decenza, con nudi integrali, come i film vietati ai minori di anni 14, possono essere trasmessi in televisione dalle ore 23.00 alle ore 07.00 (art. 34 D.Lgs. 117/2005 disciplinato dalla Delibera AGCOM 292/12/CSP Allegato A, articolo 5, primo periodo, in riferimento ai punti 2 e 3 della Delibera AGCOM 23/07/CSP), si può ipotizzare che se una persona stesse esclusivamente senza vestiti nella succitata fascia oraria su una strada extraurbana, fuori dai centri abitati, delimitati dal corrispondente cartello bianco di località, per tale soggetto non dovrebbe essere emanata alcuna sanzione.

    1. Egr. Sig.,
      La ringrazio per aver letto l’articolo e per il Suo commento. Temo che le situazioni da Lei prospettate non siano comparabili: il nudo integrale che può apparire in tv, infatti, è cosa diversa da quello che può essere visto per strada. Nel primo caso, il divieto è previsto a tutela dei minori ed è diversamente modulabile a seconda della protezione che può essere garantita ad essi (si pensi al parental control). Inoltre, per determinati film potrebbe operare la scriminante di cui al secondo comma dell’art. 529 c.p., secondo cui «Non si considera oscena l’opera d’arte o l’opera di scienza, salvo che, per motivo diverso da quello di studio, sia offerta in vendita, venduta o comunque procurata a persona minore degli anni diciotto».
      Non a caso, ricordo che soli pochi mesi fa, in occasione della morte del regista Bertolucci, fu trasmessa in prima serata la celeberrima pellicola «Ultimo tango a Parigi». Il nudo integrale “per strada”, invece, se al di fuori di contesti precisi (ad esempio, spiaggia di nudisti), ben potrebbe far incorrere nell’illecito di Atti contrari alla pubblica decenza, mentre, per far scattare gli atti osceni, dovrebbe essere direttamente coinvolta la sfera sessuale.
      Il problema, insomma, è che il nudo integrale per strada non può essere controllato (in quanto chiunque potrebbe assistervi), mentre quello in tv sì.
      Cordialità.

      Avv. Mariano Acquaviva

      1. Grazie per la relativa risposta Avvocato. Però, posso dire altrettanto che anche ciò che si osserva in televisione, dove i relativi film non potrebbero rientrare nell’opera d’arte o di scienza, potrebbe essere visionato dai minori senza relativo controllo, al pari dei luoghi pubblici, visto che i rispettivi tutori non sempre guardano i filmati in merito in compagnia degli stessi bambini. Giustamente, i connessi parametri limitativi di spazio e tempo, equiparabili ai contesti precisi come quelli delle spiagge di nudisti od altro di adibito in questione, sono stati dal sottoscritto citati. Difatti da quello che ho saputo, qualche estate fa, un trans è stato sanzionato con € 3400,00 ed € 100,00 per atti contrari alla pubblica decenza ed adescamento scandaloso del meretricio (art. 726 Codice Penale e 5 Legge 75/1958 “Merlin”), siccome questo soggetto s’è posizionato in una strada extraurbana dopo la mezzanotte, vestito di sole scarpe e borsetta. Il suo avvocato ha svolto ricorso al corrispondente Prefetto con la relativa tesi difensiva (art. 18 Legge 689/1981), il quale ha stornato i suddetti verbali. Il tutto con ciò che ho citato in precedenza e con anche il fatto che in maniera paradossale, se al posto della detta persona fosse stato presente un grosso schermo video, raffigurante il medesimo trans con gli stessi atteggiamenti in un breve filmato a ripetizione perpetua, facilmente non si sarebbe potuta avere alcuna sanzione in questione.
        Dovremo vedere in una prossima corrispondente giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, la quale forse non tarderà ad arrivare, poiché diverse meretrici da strada stanno già adottando questo sistema per riuscire a procurarsi maggiori introiti.
        Grazie ancora.
        Distinti Saluti.
        Francostars.

      2. Ho dimenticato d’affermare che l’impostazione del “parental control” non è obbligatoria e che non tutti i relativi dispositivi pososno adottare tale sistema di censura automatica. Quindi, le trasmissioni dei film vietati ai minori d’anni 14 dovrebbero essere equiparabili ai luoghi pubblici/esposti al pubblico, altrimenti non sussisterebbe la logica della presenza della fascia oraria adibita in merito, Naturalmente, s’intendono solo gli atti contriari alla pubblica decenza e non certo quelli osceni, rappresentati nelle pellicole vietate ai minori d’anni 18.

  2. “Pertanto, il topless di una donna che vuole prendere in santa pace il sole non costituisce né un atto indecente, né un atto osceno.”… Diversamente un uomo o donna nudi che “vogliano prendere il sole integrale in santa pace” costituisce a priori un reato. Poi per il discorso dei minori mi viene da ridere. Frequento un campeggio in croazia naturista con 8000 presenze divise tra famiglie con in media due figli di tutte le età e nonni con i nipoti al mare tutta la stagione. Nudi dalla mattina alla sera e con tutti i bambini (circa 4000)…. tutti complessati. Ho portato due amici di mio figlio di dodici anni e mi hanno detto: sai che si sta proprio bene nudi e alla fine non volevano più rivestirsi (da ricovero in manicomio) e mio figlio frequenta questi posti nudo da quando è nato…. ora è in terapia con psicofarmaci….

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