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Figli nati fuori dal matrimonio: ultime sentenze

7 Agosto 2019
Figli nati fuori dal matrimonio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: minore nato fuori dal matrimonio; tutela e mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio; ricorso per Cassazione; posizione dei figli di genitori non coniugati e dei figli nati nel matrimonio; affidamento del minore ai servizi sociali; condanna di un convivente al rimborso delle spese di mantenimento.

Si prescrive l’accertamento giudiziale della paternità dei figli nati fuori dal matrimonio? Il reato di violazione degli obblighi di mantenimento si configura anche per i figli nati fuori dal matrimonio? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Affidamento del minore nato fuori dal matrimonio ai servizi sociali

Il decreto emesso dalla Corte d’appello in sede di reclamo avverso un provvedimento del tribunale, che, nell’ambito del conflitto genitoriale, dispone l’affidamento del minore nato fuori dal matrimonio ai servizi sociali, è ricorribile per Cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost.poiché, già nel vigore della l. n. 54 del 2006, ed a maggior ragione dopo l’entrata in vigore del d. lgs. n. 154 del 2013,che ha abolito ogni distinzione tra figli nati da genitori non coniugati e figli nati dal matrimonio, al predetto decreto vanno riconosciuti i requisiti della decisorietà, poiché risolve contrapposte pretese di diritto soggettivo, e di definitività, perché ha un’efficacia assimilabile, “rebus sic stantibus” a quella del giudicato, non rilevando, a sostegno della tesi contraria, che si tratti di un provvedimento di affidamento ai servizi sociali, atteso che ciò non determina alcuna modificazione della qualificazione giuridica del provvedimento.

Cassazione civile sez. I, 12/11/2018, n.28998

Violazione degli obblighi di assistenza familiare

A prescindere dal dato letterale del nuovo art. 570-bis c.p., introdotto dal d.lg. 1° marzo 2018 n. 21 (di attuazione del principio di delega della riserva di codice nella materia penale contenuto nell’art. 1, comma 85, lett. q), l. 23 giugno 2017 n. 103), che sembrerebbe limitare l’ambito di operatività della norma alle sole violazioni degli obblighi di “assistenza commessi dal “coniuge”, l’unica interpretazione sistematicamente coerente e costituzionalmente compatibile e orientata è quella dell’applicazione della norma – che si limita a spostare la previsione della sanzione penale (prima prevista dagli abrogati articoli 12-sexies l. 1° dicembre 1970 n. 898 e 3 l. 8 febbraio 2006 n. 54) all’interno del codice penale – anche alla violazione degli obblighi di natura economica che riguardano i figli nati fuori del matrimonio.

Del resto, la stessa legge delega all’origine del decreto n. 21 del 2018 ha legittimato un intervento di natura solo compilativa, con il passaggio di reati già esistenti all’interno del codice penale, senza però prevedere cambiamenti sostanziali, e la stessa giurisprudenza della Corte costituzionale ha sempre precisato che quando la delega, come nel caso della disciplina sulla riserva di codice, ha per oggetto il riordino di norme già esistenti, allora non si giustificherebbe alcuna introduzione di soluzioni innovative rispetto al sistema legislativo precedente.

Cassazione penale sez. VI, 24/10/2018, n.55744

Tutela dei figli nati fuori dal matrimonio

In materia di mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio, il versamento diretto da parte del debitore del genitore inadempiente ai sensi dell’art. 3, comma 2,l. n. 219/2012 può essere ottenuto all’esito di un procedimento stragiudiziale analogo a quello previsto dall’art. 8, comma 3, l. n. 898/1970.

Tribunale Genova sez. IV, 11/10/2018

Ricorso per Cassazione

In tema di affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio, la legge n. 54 del 2006 ha equiparato la posizione dei figli nati “more uxorio” a quella dei figli nati da genitori coniugati, estendendo la disciplina in materia di separazione e divorzio anche ai procedimenti ex art. 317 bis c.c., che hanno assunto autonomia procedimentale rispetto ai procedimenti di cui agli artt. 330,333 e 336 c.c., senza che abbia alcun rilievo il rito camerale.

Ne consegue che i decreti emessi dalla Corte d’appello avverso i provvedimenti adottati ai sensi dell’art. 317 bis c.c. relativi ai figli nati fuori dal matrimonio ed alle conseguenti statuizioni economiche, ivi compresa l’assegnazione della casa familiare, sono impugnabili con ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., ora equiparato sostanzialmente al ricorso ordinario in forza del richiamo operato dall’ultimo comma dell’art. 360 c.p.c. ai commi 1 e 3 (nel testo novellato dal d.lgs. n. 40 del 2006).

Cassazione civile sez. VI, 31/07/2018, n.20204

Omissione versamento dell’assegno di mantenimento al figlio nato fuori dal matrimonio

L’art. 570 bis c.p. non sanziona penalmente l’omissione dell’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento a favore dei figli nati da genitori non coniugati. Tuttavia si deve ritenere che la condotta del genitore non coniugato che non corrisponde l’assegno di mantenimento a favore del figlio minore nato fuori dal matrimonio sia sussumibile nella fattispecie di cui all’art. 570, comma 1, c.p.

Tribunale Treviso, 08/05/2018, n.554

Tutela penale

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 570 bis c.p. per violazione del principio di eguaglianza e disparità di trattamento ex art. 3 della Costituzione nella parte in cui non estende la medesima tutela penale prevista in favore dei figli di genitori coniugati ai figli nati fuori dal matrimonio.

Tribunale Nocera Inferiore, 26/04/2018

Decreto di affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio

Il decreto della corte di appello, contenente i provvedimenti in tema di affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio e le disposizioni relative al loro mantenimento, è ricorribile per cassazione ai sensi dell’articolo 111 della Costituzione poiché già nel vigore della legge n. 54 del 2006 – che tendeva ad assimilare la posizione dei figli di genitori non coniugati a quella dei figli nati nel matrimonio – e a maggior ragione dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 154 del 2013 – che ha abolito ogni distinzione – al predetto decreto vanno riconosciuti i requisiti della decisorietà, in quanto risolve contrapposte pretese di diritto soggettivo, e di definitività, perché ha un’efficacia assimilabile rebus sic stantibus a quella del giudicato.

Cassazione civile sez. un., 30/03/2018, n.8042

Tribunale per i minorenni

Alla luce della normativa attualmente vigente in materia, anche nei casi di pendenza innanzi al giudice ordinario di procedimenti di separazione, divorzio, annullamento, nullità matrimoniale ovvero di quelli relativi ai figli nati fuori dal matrimonio, la competenza a decidere sulle domande de potestate proposte ai sensi degli artt. 330 e 333 c.c. dal Pubblico ministero minorile, o da un parente nei confronti di uno o entrambi i genitori di un minore, spetta al Tribunale per i minorenni.

Tribunale minorenni Catania, 21/03/2018

Violazione degli obblighi di natura economica del genitore separato

In tema di reati contro la famiglia, è configurabile il reato di cui all’art. 3, legge 8 febbraio 2006, n. 54, anche in caso di omesso versamento, da parte di un genitore, dell’assegno periodico disposto dall’autorità giudiziaria in favore dei figli nati fuori dal matrimonio.

Cassazione penale sez. VI, 22/02/2018, n.14731

Figli di genitori non coniugati: equiparazione ai figli nati nel matrimonio

In tema di affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio, la legge n. 54 del 2006, dichiarando applicabili ai relativi procedimenti le regole da essa introdotte per quelli in materia di separazione e divorzio, esprime, per tale aspetto, un’evidente assimilazione della posizione dei figli di genitori non coniugati a quella dei figli nati nel matrimonio, in tal modo conferendo una definitiva autonomia al procedimento di cui all’articolo 317-bis del Cc rispetto a quelli di cui agli articoli 330, 333 e 336 del Cc, e avvicinandolo a quelli in materia di separazione e divorzio con figli minori, senza che assuma alcun rilievo la forma del rito camerale, previsto, anche in relazione a controversie oggettivamente contenziose, per ragioni di celerità e snellezza.

Deriva da quanto precede, pertanto, che nel regime di cui alla legge n. 54 citata, sono impugnabili con il ricorso per cassazione, ai sensi dell’articolo 111 della Costituzione, i provvedimenti emessi dalla Corte d’appello, sezione per i minorenni, in sede di reclamo avverso i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 317-bis relativamente all’affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio e alle conseguenti statuizioni economiche, ivi compresa l’assegnazione della casa familiare.

Cassazione civile sez. I, 22/06/2017, n.15482

Provvedimenti in favore dei figli minori nati fuori dal matrimonio

Le domande, soggette a riti diversi, di adozione di provvedimenti in favore dei figli minori nati fuori dal matrimonio e di condanna di un convivente al rimborso delle spese anticipate dall’altro per il mantenimento della prole, non sono cumulabili.

Tribunale Roma, 06/06/2017

Violazione degli obblighi di mantenimento

L’omesso versamento della somma fissata dal giudice per il mantenimento dei figli, anche nell’ipotesi che essi siano nati fuori dal matrimonio, integra il reato previsto dall’art. 3, l. n. 54 del 2006, in quanto ragioni sistematiche non consentono la sussistenza nell’ordinamento di tutele differenziate a seconda del fatto che la prole sia nata in costanza di matrimonio o al di fuori di esso.

Cassazione penale sez. VI, 06/04/2017, n.25267

Accertamento giudiziale della paternità dei figli nati fuori dal matrimonio

L’accertamento giudiziale di paternità non si prescrive. L’esigenza di certezza dei rapporti non rende quest’ultima un valore costituzionale prevalente su quello perseguito dal legislatore della riforma del 1975 – e degli anni successivi per altri profili – di assicurare un’ampia tutela ai figli nati fuori dal matrimonio.

Cassazione civile sez. I, 28/03/2017, n.7960

Domanda della madre per accertare la responsabilità del padre

In tema di figli nati al di fuori dal matrimonio, non può essere accolta la domanda della madre volta ad accertare la responsabilità del padre per aver privato il figlio del rapporto genitoriale e aver leso il suo diritto ad avere un padre quando è dimostrabile la disponibilità del padre a frequentare il figlio nei modi e tempi stabiliti dal tribunale e dagli accordi con la madre.

Tribunale Roma sez. XIII, 01/03/2017, n.4181


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