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Bollette telefoniche: ultime sentenze

4 Agosto 2019
Bollette telefoniche: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: fruizione dei servizi telefonici; contratto telefonico di abbonamento; bolletta telefonica; spese di spedizione della bolletta telefonica e rimborso; pagamento del servizio telefonico; rifiuto di pagamento della bolletta telefonica.

Le spese di spedizione della bolletta telefonica gravano sull’utente se è previsto contrattualmente. Il gestore può sospendere l’abbonato dal servizio telefonico in uscita se non paga la bolletta? Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze.

Spese di spedizione della bolletta telefonica

In tema di servizi di telefonia, le spese di spedizione della fattura relativa ai corrispettivi dovuti dagli abbonati per la fruizione dei servizi telefonici (cosiddette “bollette telefoniche”) non debbono necessariamente gravare sull’impresa che eroga il servizio, non potendo un siffatto obbligo desumersi dall’art. 21, comma 8, del d.P.R. 26 agosto 1973, n. 633, introdotto dal d.P.R. 23 dicembre 1973, n. 687, in quanto la spedizione non può ritenersi segmento dell’operazione di emissione della fattura, né ricondursi ai conseguenti adempimenti e formalità, segnando, invece, il momento stesso in cui viene a perfezionarsi la fatturazione.

Tali spese trovano invece disciplina nell’ambito del diritto civile e della volontà negoziale delle parti, dovendosi pertanto correlare all’obbligazione di pagamento del servizio telefonico, per cui, ove sia contrattualmente previsto che esse gravino sull’utente e siano anticipate da chi emette la fattura, il relativo rimborso deve essere escluso dalla base imponibile del corrispettivo per il servizio telefonico reso dal gestore, come si evince dall’art. 15, primo comma, n. 3, del citato d.P.R. n. 633.

Tribunale Potenza, 16/04/2019, n.347

Rifiuto di pagare le bollette

La pretesa di un adeguamento non previsto nel contratto ed il rifiuto di pagare le bollette restituendole all’Ente locale costituiscono condotte non conformi alle pattuizioni contrattuali e quindi illegittime. (Nella specie, il Comune di Nocera Inferiore aveva affidato alla Ital Telecom s.r.l. il servizio di gestione delle utenze telefoniche e dei dati dell’ente locale).

Tribunale Nocera Inferiore sez. I, 10/03/2017, n.465

Corrispettivi dovuti dagli abbonati per i servizi telefonici

In tema di telefonia, le spese di spedizione della fattura relativa ai corrispettivi dovuti dagli abbonati per la fruizione dei servizi telefonici (cosiddette bollette telefoniche) non debbono necessariamente gravare sull’impresa che eroga il servizio, non potendo un siffatto obbligo desumersi dall’art. 21 comma 8 d.P.R. 20 ottobre 1972 n. 633 in quanto la spedizione non può ritenersi segmento dell’operazione di emissione della fattura, né ricondursi ai conseguenti adempimenti e formalità, segnando il momento stesso in cui viene a perfezionarsi la fatturazione.

Tribunale Salerno sez. II, 18/11/2015, n.4839

Contestazione delle bollette telefoniche

Va cassata, perché inficiata dai vizio di omessa pronuncia, la sentenza di merito che, in una controversia nella quale si contestavano alcune bollette telefoniche nelle quali venivano addebitati importi esorbitanti relativi anche all’uso dei servizi audiotex e videotex in epoca precedente alla loro regolamentazione, nulla aveva detto sulla questione, prospettata dal cliente e suscettibile di avere un’importanza decisiva, della necessità di un ‘approvazione esplicita, o almeno di una preventiva negoziazione, di tali servizi.

Cassazione civile sez. III, 29/08/2013, n.19882

Contratto telefonico

Non è nulla la disposizione del contratto telefonico di abbonamento in base alla quale le spese postali di spedizione delle bollette telefoniche devono essere addebitate al cliente in quanto la spedizione non rientra tra le condotte vietate dall’art. 21 legge iva.

Tribunale Nocera Inferiore, 04/06/2013, n.518

Invio postale della bolletta

In tema di bollette telefoniche, il gestore del servizio può legittimamente caricare sul cliente le spese di spedizione della fattura. I costi relativi all’invio postale della bolletta, infatti, non rientrano nella categoria dei costi non addebitabili. Pertanto, non è nulla la clausola contenuta nelle condizioni generali di contratto che addebita tali costi.

Cassazione civile sez. III, 05/03/2009, n.5333

Fornitura tecnica del servizio telefonico e delle apparecchiature connesse

Il contratto di utenza telefonica è inquadrabile come un rapporto di fornitura-appalto continuativo di servizi, ai sensi dell’art. 1677 c.c., al quale sono applicabili in quanto compatibili le norme dell’appalto e quelle relative al contratto di somministrazione, per cui gli obblighi del gestore non si risolvono esclusivamente nella fornitura tecnica del servizio telefonico e delle apparecchiature connesse, ma anche nel garantire la sicurezza della linea da possibili intrusioni e attacchi da parte di terzi.

Ne consegue che l’utente non è tenuto a pagare bollette telefoniche, per chiamate verso numeri speciali (889), avvenute non tramite telefono ma in automatico attraverso il modem utilizzato per il collegamento a internet, in presenza di un “Dialer”.

Giudice di pace Gioiosa Jonica, 01/12/2007

Comportamento illecito sotto il profilo concorrenziale

Integra un comportamento illecito sotto il profilo concorrenziale, da parte di un’impresa di telefonia che operi in posizione dominante di mercato, l’acquisizione del dissenso da parte dei propri clienti, mediante invio di moduli in parte precompilati insieme alle bollette telefoniche, ad essere indicati come contattabili a scopi commerciali negli elenchi pubblici o in tutte le banche dati accessibili alle imprese terze, in quanto il sistema del silenzio-diniego, applicato a comportamenti generalmente improntati all’automatismo, porta al mantenimento della posizione dominante a scapito di una effettiva competizione con gli operatori.

Tribunale Roma, 26/07/2007

Tentativo obbligatorio di conciliazione

In tema di contratti di fornitura di servizi, è improcedibile la domanda di rimborso delle spese di spedizione delle bollette telefoniche qualora l’utente non abbia esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II, 15/10/2006

Abbonato moroso

Non si dà luogo a cambiamenti di intestazione nei confronti dell’abbonato moroso di un rapporto instaurato con la Telecom Italia s.p.a. a meno che il subentrante non estingua o si accolli il debito maturato, mentre il suddetto gestore può sospendere l’abbonato dal servizio telefonico in uscita se non paga la bolletta entro quarantacinque giorni solari dalla data di scadenza o, comunque, trascorsi inutilmente quindici giorni da un apposito sollecito scritto successivo alla data di scadenza. L’abbonato a cui sia stato sospeso il servizio, per ottenerne il ripristino prima che il relativo contratto di abbonamento sia dichiarato risolto, è tenuto a corrispondere quanto dovuto ad ogni titolo al medesimo gestore.

Tribunale Bari sez. II, 07/04/2011, n.1269

Rimborso delle spese di spedizione delle bollette telefoniche

In tema di servizi di telefonia, la possibilità per il gestore di conseguire dall’utente, oltre al rimborso – spettante in forza delle condizioni generali di contratto – delle spese di spedizione della fattura relativa ai corrispettivi dovuti dagli abbonati per la fruizione dei servizi telefonici (cosiddette “bollette telefoniche”), anche il pagamento dell’Iva su tale anticipazione, risulta condizionata dalla circostanza che esso abbia agito solo “nell’interesse” dell’abbonato, ma non pure “in suo nome”, giacché ricorrendo tale seconda ipotesi è destinata a trovare applicazione la previsione di cui all’art. 15 n. 3 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, secondo la quale “le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte” non concorrono a formare la base imponibile dell’i.v.a., se (come nel caso di specie) esse risultino “regolarmente documentate”. Resta fermo, peraltro, che la natura tributaria di detta norma esclude che la stessa abbia l’effetto di imporre, sul piano contrattuale, di eseguire l’anticipazione “in nome e per conto” del cessionario o fruitore di una prestazione imponibile, aspetto destinato, pertanto, a trovare la propria regolamentazione negli accordi contrattuali intercorsi sul punto tra il gestore dei servizi telefonici ed ogni singolo utente, i cui contenuti condizionano l’applicazione di tale disposizione e, con essa, la possibilità di conseguire, o meno, il pagamento dell’i.v.a.

Cassazione civile sez. VI, 18/07/2013, n.17612


1 Commento

  1. Se mi è concesso (anche se è forse un po’ “fuori tema”, ma sempre di telefonia si tratta…)!
    A proposito dello SCANDALO delle bollette telefoniche a 28 giorni – ora rientrate, ma con un contemporaneo aumento osceno dell’8,6% inopinatamente tollerato dalle cosiddette “Autorità di controllo”… (ma controllo de che se Telecom & co. hanno ottenuto passivamente, cioè nell’inerzia e in totale assenza delle citate Autorità di NON-controllo e del governo, di poter far rientrare dalla finestra ciò che gli era stato appena negato con il ripristino delle bollette a scadenza mensile) – e della recente sentenza con cui i gestori telefonici sono stati condannati a rimborsare il MALTOLTO: Telecom & co. – un vero e proprio cartello, sic! – si stanno sbracciando per refilare, a compensazione di quanto “succhiato” agli utenti nel periodo tariffato a 28 giorni invece che a 30 – dei servizi di svariato genere… Ebbene, non guasterebbe da parte degli utenti, una Pec ai signori gestori in cui si chiede il rimborso oggettivo di quanto sottratto nel periodo giugno 2017 – aprile 2018… Se ho bisogno di un servizio, ve lo chiedo io, evitate di “impormelo” voi! Visto il comportamento “cristallino” di costoro, per la legge del contrappasso facciamoli almeno lavorare sodo e diamogli del filo da torcere… Vedrete, carissimi Telecom & co., che significherà la gestione dei rimborsi a milioni e milioni di utenti, malgrado l’aiutino dell’informatica imperante… Chissà mai che in futuro ci penserete bene prima di ordire le vostre losche trame!!!

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