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Promessa di matrimonio: ultime sentenze

4 Agosto 2019
Promessa di matrimonio: ultime sentenze

Promessa di matrimonio; seduzione con promessa di matrimonio; recesso dalla promessa di matrimonio; obbligo di rimborso delle spese affrontate; rifiuto di contrarre matrimonio dopo le pubblicazioni.

Quali sono le conseguenze dell’ingiustificata rottura della promessa di matrimonio? Chi senza un giustificato motivo, dopo le pubblicazioni, rifiuta di contrarre matrimonio è tenuto a rimborsare al partner le spese sostenute in vista delle nozze.

Recesso dalla promessa di matrimonio

La scelta di non contrarre matrimonio è un atto di libertà incoercibile, con la conseguenza che colui il quale receda ingiustificatamente dalla promessa di matrimonio può andare incontro alla speciale responsabilità di cui all’art. 81 c.c., consistente nell’obbligazione di rimborsare l’importo delle spese affrontate e delle obbligazioni contratte in vista del matrimonio, ma non alla generale responsabilità aquiliana di cui all’art. 2043 c.c. e, ancor meno, all’obbligo di risarcire il danno non patrimoniale.

Tribunale Benevento, 10/05/2019, n.821

Risarcimento del danno

Il/la promesso/a sposo/a che senza un giustificato (e da lui provato) motivo e dopo che siano intervenute le pubblicazioni rifiuta di contrarre matrimonio è tenuto/a al rimborso delle spese sostenute dal compagno/a in vista delle nozze.

Possono essere considerate risarcibili, ai sensi dell’art. 81 c.c., non soltanto le spese strettamente connesse alla celebrazione del matrimonio, ma anche tutte quelle che si sostengono in vista dello stesso e che sono legate ad esso da un nesso eziologico.

Cassazione civile sez. III, 15/10/2015, n.20889

Seduzione con promessa di matrimonio

Non è atto contra jus la rottura di una relazione sentimentale, neppure se i partner hanno avuto rapporti sessuali ed hanno procreato, e ancora meno il rifiuto delle “nozze riparatrici”. Il nostro ordinamento tutela e protegge al massimo livello la libertà matrimoniale dell’individuo e non accorda tutela alcuna alla donna “sedotta” neppure nel caso in cui vi sia stata formale promessa di matrimonio.

Corte appello Catania, 21/09/2015

Promessa di matrimonio non formalizzata

In tema di promessa di matrimonio non formalizzata – ma solo estrinsecatasi come mero fatto conosciuto dalla cerchia di amici e parenti – l’ingiustificato rifiuto a contrarre matrimonio giustifica il risarcimento del danno, esclusivamente nel caso in cui la suddetta promessa sia stata formalizzata in scrittura privata o atto pubblico.

Tribunale Roma sez. I, 12/01/2015

Rottura della promessa di matrimonio

In tema di risarcimento danni per rottura della promessa di matrimonio, è inammissibile la proposizione della domanda di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. per difetto del requisito della sussidiarietà, potendo il danneggiato esercitare altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subìto, quali le azioni di cui agli artt. 80 e 81 c.c.

Tribunale Messina sez. I, 30/06/2014, n.1489

Promessa di matrimonio: recesso senza giustificato motivo

L’illecito consistente nel recesso senza giustificato motivo dalla promessa di matrimonio non è assoggettato ai principi generali in tema di responsabilità civile, contrattuale od extracontrattuale, né alla piena responsabilità risarcitoria che da tali principi consegue, poiché un tale regime potrebbe tradursi in una forma di indiretta pressione sul promittente nel senso dell’accettazione di un legame non voluto; sicché il risarcimento dei danni conseguenti all’ingiustificata rottura della promessa di matrimonio va circoscritto alle spese fatte ed alle obbligazioni contratte dal promissario, escludendo, pertanto, il risarcimento dei danni non patrimoniali.

Cassazione civile sez. VI, 02/01/2012, n.9

Promessa solenne di matrimonio

In tema di matrimonio, l’avvenuta richiesta di pubblicazioni integra promessa solenne di matrimonio la cui rottura legittima l’altro promittente all’azione di restituzione dei doni fatti e ad ottenere il risarcimento dei danni relativi alle obbligazioni assunte ed alle spese contratte “a causa” della semplice promessa, e cioè nella presupposizione della celebrazione del futuro patrimonio ed a prescindere dalle cause della rottura che rimangono prive di rilevanza.

Tribunale Monza, 31/03/2011

Promessa di matrimonio, recesso e onere a carico del recedente

In tema di promessa di matrimonio, l’obbligazione che consegue “ex lege” all’esercizio del diritto di recesso non può configurarsi come illecito extra-contrattuale, costituendo il recesso espressione di una libertà fondamentale, né come responsabilità contrattuale o precontrattuale, posto che la promessa di matrimonio non è un contratto e neppure costituisce un vincolo giuridico tra le parti; si tratta, infatti, di una particolare forma di riparazione collegata direttamente dalla legge alla rottura del fidanzamento “senza giusto motivo”, con la conseguenza che incombe al recedente, qualora voglia sottrarsi a sifatta obbligazione riparatoria, l’onere di provare la sussistenza del giustificato motivo, quale fatto costitutivo negativo della pretesa dell’altra parte.

Cassazione civile sez. III, 15/04/2010, n.9052

Rottura della promessa di matrimonio e restituzione dei doni

La rottura della promessa di matrimonio legittima il donante all’azione di restituzione dei doni fatti “a causa” della promessa e ciò a prescindere dalle cause della rottura, che rimangono prive di rilevanza.

Tribunale Bari, 28/09/2006

Promessa di matrimonio: ha natura negoziale?

Posto che la promessa di matrimonio è destituita di qualsiasi effetto vincolante, essendo inconcepibile, prima ancora che nel diritto, nella coscienza sociale, un vincolo a contrarre matrimonio ed essendo la libertà matrimoniale diritto fondamentale della persona, ne consegue l’impossibilità di attribuire ad essa natura negoziale e, quindi, di ritenere che il risarcimento ex art. 81 c.c. sia conseguenza di un inadempimento contrattuale; dunque, il comportamento del nubendo promittente che si scioglie dalla promessa, essendo espressione di quel diritto personale fondamentale che è la libertà matrimoniale, non può mai essere qualificato in termini di illiceità ex art. 2043 c.c., vale a dire che di per sè la rottura della promessa di matrimonio, anche se fatta senza “giusto motivo”, non è mai antigiuridica, perché non è non iure, e quindi non è mai produttiva di danni ingiusti.

Tribunale Reggio Calabria sez. II, 12/08/2003


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