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Bollette gas: ultime sentenze

2 Agosto 2019
Bollette gas: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: fornitura di energia elettrica e gas; bolletta del gas; contratti di somministrazione di energia e gas naturale; contestazione da parte del consumatore; onere probatorio a carico della società somministrante rateizzazione dei conguagli nel settore di fornitura gas; pratiche commerciali scorrette e campagna pubblicitaria del settore energetico; gara per cessione di contratto di vendita di gas naturale.

Valore probatorio della bolletta

Nel caso di contratto di somministrazione grava sul gestore provare l’entità dei consumi e la bolletta è un atto unilaterale di natura meramente contabile. Infatti la bolletta del gas o dell’energia elettrica non basta a dimostrare che effettivamente l’azienda abbia erogato il servizio e in un procedimento ordinario non può essere utilizzata come prova per richiedere all’utente il pagamento di una determinata somma.

Tribunale Catania sez. III, 24/02/2019, n.891

Contestazione della fattura del gas

Qualora un consumatore contesti l’ammontare della fattura del gas rispetto a quanto effettivamente consumato, la società somministrante ha l’onere di provare il corretto funzionamento del contatore e la corrispondenza tra i dati forniti e quelli riportati in bolletta, pena il mancato riconoscimento della somma fatturata.

Corte appello Roma sez. II, 29/01/2018, n.569

Somministrazione energia e gas

Nei contratti di somministrazione di energia e gas naturale, a fronte della contestazione – anche stragiudiziale – della congruità dei consumi esposti nelle bollette e della conformità dei consumi effettivi, spetta al somministrante (società che fornisce il bene all’utente) e non al distributore (società che fornisce il bene per la fornitura agli utenti) la prova del quantum della merce fornita e del quantum del corrispettivo secondo i criteri di riparto stabiliti dagli artt. 1218 e 2697 c.c. e del principio della vicinanza della prova.

Consegue che la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione semplice di veridicità e la bolletta risulta idonea a dimostrare l’entità dei consumi della somministrazione solo in caso di mancata contestazione da parte dell’utente poiché, in ipotesi contraria, il somministrante deve provare la quantità di consumo registrato, il corretto funzionamento del contatore e la corrispondenza fra quanto riportato in bolletta e quanto emergente dal contatore.

Tribunale Grosseto, 10/09/2018, n.796

Autorità garante della concorrenza e del mercato e claim pubblicitario ingannevole

Una campagna pubblicitaria denominata “Tutto compreso gas” contenente il claim pubblicitario “Prezzo fisso e invariabile per un anno” seguito dall’indicazione “comprensivo di tutte le voci in bolletta, i.v.a. e imposte escluse” riportata a caratteri ridotti, integra una pratica commerciale idonea ad indurre in errore i destinatari, perché non viene fornita alcuna informazione in merito alla percentuale di incidenza della componente di commercializzazione all’ingrosso del gas, sul prezzo complessivo sostenuto dal consumatore.

Garante concorr. e mercato, 03/09/2013, n.24508

Fornitura di energia elettrica e gas

Gli esercenti di servizi per la fornitura di energia elettrica e gas (e nella specie l’Enel Distribuzione s.p.a), avevano e hanno l’obbligo di indicare in bolletta tutte le modalità di pagamento messe a disposizione degli utenti; e poiché, ai sensi dell’art. 6, comma 4, della delibera n. 200/1999, gli esercenti sono tenuti ad “offrire almeno una modalità gratuita di pagamento della bolletta”, risulta evidente che essi sono tenuti non solo ad offrire, ma anche ad indicare nella bolletta una modalità gratuita di pagamento.

Consiglio di Stato sez. VI, 03/05/2010, n.2507

Rateizzazione del pagamento per la fornitura di gas

In tema di rateizzazione dei conguagli nel settore di fornitura gas è disciplinata dalla delibera Aeeg 229/01. Detta delibera, all’art. 10, comma 6, prevede che il corrispettivo dovuto è suddiviso in un numero di rate di ammontare costante pari almeno al numero di bollette di acconto o stimate ricevute successivamente alla precedente bolletta di conguaglio e comunque non inferiore a due. Tale previsione non equipara però la periodicità dei ratei a quella della fatturazione, nulla riferendo in merito alla periodicità con cui devono essere corrisposte le rate, determinandone soltanto il numero.

Tribunale Bari, 07/03/2017, n.1241

Impresa operante nel settore speciale del gas e dell’elettricità

È soggetto alle regole di evidenza pubblica stabilite dal d.lg. n. 163 del 2006 per i settori speciali, e pertanto, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. e), n. 1), c.p.a., ricade nell’ambito della giurisdizione esclusiva del g.a., l’affidamento che, sotto il profilo soggettivo, riguarda un’impresa operante nel settore speciale del gas e dell’elettricità e, sotto il profilo oggettivo, attiene a un servizio, quale la stampa e imbustamento delle bollette, riferibile al predetto settore speciale di attività.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 20/10/2016, n.1158

Vendita al dettaglio di energia elettrica e di gas

Nel caso in cui non vengano rispettate dai venditori le nuove regole fissate con la Delibera 67/2013/R/COM del 21 febbraio 2013, intitolata Disposizioni per il mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica e di gas naturale in materia di costituzione in mora, è previsto che i clienti possono ricevere automaticamente dei congrui indennizzi accreditati in bolletta.

Tribunale Teramo, 09/09/2014, n.1200

Bollette non conformi ai principi dell’Autorità garante dell’energia elettrica e del gas

Laddove il bando richiede ad ogni concorrente di “garantire l’uso di un sistema di fatturazione in linea con quanto disposto dall’Autorità garante dell’energia elettrica e del gas” nonché di “prendere atto dell’obbligo di svolgere l’attività di vendita nell’osservanza di tutte le norme vigenti” emesse dalla predetta Autorità introduce veri e propri requisiti di partecipazione e non impegni di esecuzione corretta del contratto (in applicazione a tale qualificazione è stata ritenuta legittima l’esclusione della ricorrente nei cui confronti l’Autorità garante del settore aveva accertato l’emissione di bollette non conformi ai principi della stessa Autorità e non aveva garantito ai clienti finali la necessaria trasparenza sull’identità).

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 15/05/2009, n.1046

Modalità gratuita per il pagamento della bolletta

Deve escludersi che la deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas con cui è stato imposto al soggetto esercente la somministrazione di energia elettrica di assicurare all’utente almeno una modalità gratuita per il pagamento della bolletta, abbia comportato l’integrazione del regolamento di servizio predisposto dal concessionario, e, indirettamente, dei singoli contratti di utenza, posto che l’indeterminatezza della prescrizione lasciava a quest’ultimo ampia discrezionalità circa le sue modalità di attuazione del precetto stesso (nella specie, è stata confermata, correggendone la motivazione, la pronuncia di merito che aveva escluso la responsabilità contrattuale del gestore, invocata dall’utente che lamentava il danno consistente nell’esborso di un euro per il pagamento della bolletta tramite il servizio postale).

Cassazione civile sez. III, 28/07/2011, n.16519



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2 Commenti

  1. Buongiorno…Sono consapevole del fatto che dovrei saperlo fare, ma vorrei imparare a farlo. Mi sono separata da un po’ ed era sempre mio marito ad occuparsi di queste cose, perciò io non me ne sono mai interessata… Magari voi potete spiegarmelo, A chi devo rivolgermi per far controllare se le mie bollette del gas sono corrette e per imparare a leggerle?

    1. Se la lettrice volesse far controllare le sue bollette del gas dovrebbe sottoporle all’attenzione di un’associazione a tutela dei consumatori presente sul suo territorio: il loro compito, infatti, è tutelare i cittadini dagli eventuali soprusi delle società che erogano le forniture presenti in ogni abitazione. Anche in rete ci sono associazioni di tal genere: ad esempio, un servizio di assistenza in materia di lettura della bolletta del gas è offerto dall’Unc, cioè dall’Unione nazionale consumatori, ai quali è possibile scrivere a questo indirizzo: energia@consumatori.it. Può altresì contattare una delle associazioni formalmente riconosciute dallo Stato: troverà l’elenco all’indirizzo https://www.mise.gov.it/index.php/it/mercato-e-consumatori/associazioni-dei-consumatori. Leggere una bolletta del gas non è impresa impossibile, considerando che la struttura è la medesima per ogni fornitore. Tralasciando i dati che si riferiscono al cliente (codice personale, punto di consegna, punto di riconsegna, ecc.), ciò che interessa al consumatore sono le voci inerenti ai costi. Questi possono essere così suddivisi: 1. spesa per la materia gas naturale, che comprende il costo del gas effettivamente consumato. Si tratta della principale voce di spesa nella bolletta del gas, quella che influisce per circa il 40% del totale della bolletta. Rientra ovviamente tra i costi variabili, che dipendono cioè dal consumo. Nelle spese per la materia gas naturale rientrano i seguenti importi: o materia prima gas in quota energia, che corrisponde al costo previsto per l’acquisto del gas rivenduto ai clienti; o oneri aggiuntivi in quota energia, che sarebbero i costi di carattere generale (es. servizio di rigassificazione, sviluppo stoccaggi, contenimento dei consumi di gas, ecc.); o commercializzazione al dettaglio in quota fissa e quota energia, per le attività di vendita al dettaglio (gestione commerciale, servizi al cliente, ecc.). 2. spesa per il trasporto e la gestione del contatore, che si riferisce al trasporto, allo stoccaggio, alla distribuzione del gas e alla gestione del contatore. Un tempo questa voce andava sotto la denominazione di servizi di rete: serve a coprire le spese di trasporto del gas attraverso i gasdotti fino alle vostre case, lo stoccaggio dello stesso e la gestione del contatore domestico. La tariffa viene stabilita annualmente per tutti gli operatori dall’Autorità e tiene conto dell’inflazione, degli investimenti realizzati e degli obbiettivi di recupero di efficienza. Il costo di questi servizi non cambia da un gestore all’altro: ciò significa che non c’è differenza tra il regime di maggior tutela e quello del mercato libero, in quanto la concorrenza gioca la sua partita sui costi variabili rappresentati dalla spesa per la materia del gas naturale (voce del punto nr. 1). La spesa per il trasporto e la gestione del contatore si compone di un costo fisso e di uno variabile a seconda del consumo; 3. spesa per gli oneri di sistema, che copre i costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema gas e viene pagata da tutti i clienti finali del servizio gas; 4. imposte: comprende l’imposta di consumo (accisa), che è diversa per il nord e per il sud Italia e si divide in quattro scaglioni di consumo (0-120, 120-480, 480-1560, oltre i 1560 smc); l’addizionale regionale; l’imposta sul valore aggiunto (Iva), applicata a tutte le voci della bolletta e che è pari, per gli usi civili, al 10% per i primi 480mc consumati, al 22% su tutti gli altri consumi e sulle quote fisse; per gli usi industriali è al 22%; 5. altre voci non presenti e che possono riferirsi ad eventuali addebiti, accrediti, interessi di mora, ecc.. È importante verificare se la bolletta faccia riferimento a consumi effettivi o solamente stimati: in questo ultimo caso, nella successiva fatturazione è possibile che vi siano conguagli volti ad allineare i consumi presunti a quelli reali. Si consiglia, infine, al lettore di verificare che l’Iva applicata sia quella corretta, come sopra indicato.

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