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Segnalazione Centrale rischi: ultime sentenze

28 Giugno 2022
Segnalazione Centrale rischi: ultime sentenze

Responsabilità dell’operatore finanziario; risarcibilità sia del danno non patrimoniale sia del danno patrimoniale; ingiusta segnalazione alla Centrale rischi.

Indice

Danni da illegittima segnalazione alla centrale rischi

La illegittima segnalazione alla centrale rischi di un credito in misura quasi venti volte superiore al suo importo effettivo, può ritenersi senz’altro che causi un danno di immagine e un danno effettivo nell’accesso al credito da risarcire.

Corte appello Firenze sez. II, 26/01/2022, n.155

Presupposto della segnalazione del debitore alla Centrale Rischi

Il ritardo nel pagamento del debito o il volontario inadempimento non sono di per sé condizioni sufficienti per la segnalazione del debitore, da parte della Banca, alla Centrale Rischi, essendo necessario un quid pluris rappresentato da una situazione patrimoniale caratterizzata da grave e non transitoria difficoltà economica, equiparabile alla condizione di insolvenza, seppur non con essa coincidente.

Corte appello Milano sez. II, 18/11/2021, n.3374

Danno all’immagine e alla reputazione

Il danno all’immagine ed alla reputazione per illegittima segnalazione alla Centrale Rischi costituisce un “danno conseguenza” e pertanto non può ritenersi sussistente in re ipsa, dovendo essere allegato e provato da chi ne domanda il risarcimento.

Tribunale Brindisi sez. I, 20/05/2021, n.768

Segnalazione “a sofferenza”

La segnalazione “a sofferenza” di un nominativo alla Centrale rischi della Banca d’Italia è idonea a causare un pregiudizio alla reputazione del soggetto segnalato. Infatti, la Centrale rischi è una banca dati che fotografa l’insieme delle posizioni debitorie delle persone fisiche o giuridiche verso il sistema bancario e finanziario, che può essere consultata dalle banche e dalle società finanziarie ai fini della valutazione del merito creditizio dei soggetti che richiedano l’erogazione di prestiti. Pertanto, l’immediata conseguenza della suddetta segnalazione è la perdita di affidabilità sul mercato finanziario del soggetto segnalato. Tale pregiudizio è certamente ancor più pregnante quando il soggetto segnalato svolga la professione di imprenditore, che, di norma, prevede una frequente necessità di accesso al credito, nonché l’esigenza di conservare i finanziamenti in corso.

Nel caso di specie, i giudici hanno riconosciuto la natura illecita della segnalazione, in quanto l’imprenditore segnalato non poteva considerarsi inadempiente alle proprie obbligazioni restitutorie nei confronti dell’istituto di credito nel momento in cui tale segnalazione veniva effettuata.

Corte appello Milano sez. I, 10/03/2021, n.780

Segnalazione centrale rischi: danni

Per stabilire se una banca abbia correttamente o meno segnalato alla Centrale dei Rischi l’inadempimento d’una obbligazione del cliente, non è sufficiente valutare ex post se, all’esito del giudizio tra banca e cliente, le eccezioni da questi frapposte all’adempimento dei propri obblighi si siano rivelate infondate ma è necessario stabilire, con valutazione ex ante, se al momento in cui il cliente ha rifiutato l’adempimento delle proprie obbligazioni i motivi del rifiuto apparissero oggettivamente non infondati, e prospettati in buona fede. L’onere della relativa prova grava su chi domanda il risarcimento del danno da illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi (in tal senso Cass., Sez. III, sent. n. 3139 del 9.2.2021).

Tribunale Torino sez. I, 17/02/2021, n.782

Buona fede del cliente

In tema di risarcimento del danno derivante da illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia, il giudice, per stabilire se una banca abbia correttamente o meno comunicato l’inadempimento di una obbligazione del cliente, non deve limitarsi a valutare “ex post” se, all’esito del giudizio tra tale banca e lo stesso cliente, le eccezioni da quest’ultimo frapposte all’adempimento dei propri obblighi si siano rivelate infondate, ma è tenuto a stabilire, con valutazione “ex ante”, se, al momento in cui il medesimo cliente ha rifiutato detto adempimento, i motivi del rifiuto apparissero oggettivamente non infondati e prospettati in buona fede, gravando l’onere della relativa prova su chi domanda il risarcimento.

Cassazione civile sez. III, 09/02/2021, n.3130

Danno non patrimoniale: caratteristiche, prove e valutazione del giudice

Il danno non patrimoniale, al pari di qualsiasi altro tipo di danno, non può mai ritenersi in re ipsa, con la conseguenza che la relativa prova (eventualmente anche presuntiva) deve essere dapprima offerta da chi invochi il risarcimento e quindi valutata dal giudice. I pregiudizi non patrimoniali, al fine di essere risarcibili, devono superare una soglia minima di tollerabilità, ovviamente ben più elevata per le società commerciali rispetto alle persone fisiche, poiché altrimenti si perverrebbe a ristorare come veri danni dei semplici fastidi o disagi.

Il giudice deve, dunque, accertare l’esistenza del danno in questione, asseritamente subito a seguito di un’illegittima segnalazione a sofferenza presso la Centrale dei Rischi, verificando se e in quale misura il fatto illecito abbia nuociuto all’immagine pubblica della persona giuridica, con conseguente necessità di un’indagine sulla diffusione della notizia diffamatoria, sulla sua percepibilità da parte della collettività, sulla possibilità per fornitori e clienti di connettere il declino societario a quella notizia, piuttosto che ad altri fattori, nonché sull’eccedenza del danno rispetto alla soglia della normale tollerabilità.

Corte appello Napoli sez. VII, 22/01/2021, n.225

Nozione di insolvenza

Ai fini della segnalazione a sofferenza la nozione di insolvenza che si ricava dalle Istruzioni emanate dalla Banca d’Italia, sulla base delle direttive del Cicr, non si identifica con quella propria fallimentare, ma si concretizza in una valutazione negativa della situazione patrimoniale, apprezzabile come deficitaria, ovvero come di grave difficoltà economica, senza, quindi, alcun riferimento al concetto di incapienza o irrecuperabilità. Si deve, quindi, trattare di una grave e non transitoria difficoltà economica equiparabile, anche se non coincidente, con la condizione d’insolvenza.

È del tutto evidente, allora, che – contrariamente a quanto ritenuto dalla ricorrente – nell’apprezzamento da compiersi circa l’esistenza di una sofferenza, ai fini della verifica circa la legittimità della segnalazione presso la Centrale rischi, entri sicuramente in gioco la consistenza patrimoniale del debitore. E ciò ben si comprende: il dato di una ipotetica alterazione del patrimonio può infatti concorrere a determinare l’insorgenza di quella situazione di grave difficoltà economica in cui la stessa sofferenza consiste. Basti pensare al caso in cui il debitore proceda a una gratuita dismissione di cespiti di valore: tale evenienza si traduce, come è ovvio, nell’impossibilità, da parte di quel soggetto, di far fronte alla propria inadempienza attraverso la monetizzazione dei detti beni.

Cassazione civile sez. I, 15/12/2020, n.28635

Illegittima segnalazione del debitore alla Centrale Rischi

In tema di obbligazioni bancarie, in ipotesi di illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi, possono essere risarciti sia il danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica, con riguardo ai valori della reputazione e dell’onore (essendo anche i soggetti collettivi titolari dei diritti della personalità a tutela costituzionale ex art. 2 Cost.), sia il danno al patrimonio, che può essere oggetto della prova presuntiva, quale conseguenza per l’imprenditore di un peggioramento della sua affidabilità commerciale, essenziale anche per l’ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, con lesione del diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza.

Corte appello Reggio Calabria sez. I, 26/10/2020, n.677

Valore probatorio della sentenza penale di assoluzione nel giudizio civile

La sentenza penale di assoluzione costituisce prova nel giudizio civile  che l’imputato non ha commesso il fatto o che il fatto non sussiste solo se è pronunciata ai sensi dell’art. 530 comma 1 c.p.p. e non anche quando non sia certa la prova ex art. 530 , comma 2 c.p.p..

(Nel caso di specie, si trattava di una segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi presso la CRIF S.p.a. di un correntista che era stato assolto dall’imputazione di concorso in appropriazione indebita per mancanza di prova sul concorso con il funzionario, ma pur non essendo vincolante la sentenza di proscioglimento, non avendo tuttavia provato la banca, nel processo civile, la condotta illecita del correntista si riteneva illegittima la segnalazione al CRIF).

Tribunale Potenza, 21/10/2020, n.747

Stato di insolvenza rilevante

Ai fini della segnalazione alla Centrale Rischi, la nozione di insolvenza non si identifica con quella propria fallimentare, ma si concretizza in una valutazione negativa della situazione patrimoniale, apprezzabile come “deficitaria”, ovvero come di “grave difficoltà economica”, senza, quindi, alcun riferimento al concetto di incapienza o irrecuperabilità e senza che assuma rilievo la manifestazione di volontà di non adempiere, che sia giustificata da una seria contestazione sull’esistenza del credito.

Tribunale Cosenza sez. I, 12/10/2020, n.1718

Danno per illegittima segnalazione alla Centrale Rischi

Nell’ambito di un rapporto di conto corrente, la condanna della Banca al risarcimento del danno per illegittima segnalazione alla Centrale rischi presuppone la prova, il cui onere incombe sul correntista attore, sia del danno-evento che del danno-conseguenza, non essendo sufficiente lamentare un generico danno derivante dalla segnalazione alla centrale dei rischi, senza però dimostrare un effettivo e specifico pregiudizio che ne sia conseguito sul piano dell’estrinsecazione della sua attività o delle relazioni eventualmente instaurate con altri istituti di credito.

(Nel caso di specie, il Tribunale non ha riconosciuto il risarcimento, avendo ravvisato legittima la segnalazione della Banca, a fronte di un grave inadempimento protratto per lungo tempo manifestatosi nell’ambito di una grave situazione patrimoniale del correntista che già aveva indotto un altro Istituto di credito a segnalare lo stesso nominativo a sofferenza presso la Centrale Rischi).

Tribunale Piacenza, 09/10/2020, n.469

Iscrizione alla Centrale Rischi illegittima rimasta visibile per molti anni

In tema di segnalazione alla Centrale dei Rischi, qualora disagio subito dall’attore per l’illegittima iscrizione nel SIC non sia limitato ad un brevissimo lasso di tempo ma prolungato è verosimile che l’attore abbia subito dei danni quantomeno di natura non patrimoniale: come ad esempio il danno alla reputazione e all’immagine, conseguenti all’illegittima iscrizione del suo nominativo nel SIC, danno che trova riscontro nel fatto che l’iscrizione illegittima è rimasta visibile per molti anni e ha impedito all’attore di ottenere finanziamenti per mancanza di affidabilità ).

Corte appello Milano sez. I, 24/07/2020, n.1979

Errata segnalazione alla centrale rischi

In caso di errata segnalazione alla centrale rischi della Banca d’Italia, il risarcimento va escluso se si tratta di società in crisi da anni e manca la prova che la stretta sui finanziamenti degli istituti di credito sia collegata al comportamento illegittimo della banca che ha lanciato l'”alert”. Ad affermarlo è la Cassazione che ha accolto sul punto il ricorso della banca autrice di una segnalazione errata che riguardava un’esposizione debitoria nel confronti di un altro istituto che in realtà non c’era. La suprema corte, pur confermando l’inesistenza dell’indebitamento segnalato, rinvia la decisione alla Corte d’appello affinché svolga una nuova valutazione sul nesso causale tra la stretta sui crediti e l’alert infondato.

Cassazione civile sez. VI, 01/07/2020, n.13264

Prova del danno

In tema di errata segnalazione alla Centrale Rischi Investimenti Finanziari (CRIF), in assenza di prova del danno, pur non essendo il danno non patrimoniale in re ipsa, il giudice può far ricorso alle presunzioni valorizzando i dati di comune esperienza. (Nel caso di specie, si trattava di un imprenditore, amministratore di una società di assicurazioni, che aveva correttamente pagato le rate di mutuo personale e che per la professione che svolgeva doveva poter contare su una corretta reputazione personale e dell’immagine).

Corte appello Torino sez. I, 18/06/2020, n.649

Illegittima segnalazione della banca alla Crif: come ottenere il risarcimento

Nel nostro ordinamento, per ottenere il risarcimento di un pregiudizio conseguente all’altrui comportamento illegittimo occorre allegare e provare non solo un danno – evento, ma anche un danno – conseguenza; ciò, peraltro, vale anche con specifico riferimento alla richiesta di risarcimento del danno da illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi, in quanto il danno da illegittima segnalazione in Centrale Rischi non può essere considerato in re ipsa nell’illegittimità della segnalazione e non è nemmeno sufficiente la prova, da parte del danneggiato, di non aver potuto ottenere credito da altri istituti o intermediari a seguito della segnalazione: il danneggiato deve altresì provare il beneficio economico che avrebbe conseguito tramite l’impiego del denaro che gli è stato ingiustamente negato a causa della segnalazione.

Tribunale Catania sez. IV, 12/06/2020, n.2027

Danno all’immagine ed alla reputazione

Per quanto riguarda poi i danni fatti valere in conseguenza della segnalazione alla centrale rischi vige il principio secondo il quale il danno all’immagine ed alla reputazione (nella specie, “per illegittima segnalazione alla Centrale Rischi”), in quanto costituente “danno conseguenza”, non può ritenersi sussistente “in re ipsa”, dovendo essere allegato e provato da chi ne domanda il risarcimento.

Tribunale Bolzano sez. I, 29/05/2020, n.441

Segnalazione in Centrale Rischi e previo avviso al cliente

L’assolvimento dell’onere della previa segnalazione della registrazione, atto unilaterale e recettizio ex art. 1334 c.c., per cui la Banca non può limitarsi a provarne l’invio, occorrendo, invece, la prova dell’avvenuta ricezione da parte del destinatario, è giustificato dalla fondamentale esigenza di avvisare il debitore circa l’imminente segnalazione, in anticipo rispetto all’effettivo inoltro, e ciò sia nell’ottica di leale collaborazione e buona fede che deve orientare i rapporti tra privati, sia in modo da consentire al soggetto interessato la possibilità di eliminare il presupposto della segnalazione, ai fini di garanzia dell’equilibrio tra i contrapposti interessi.

Tribunale Salerno sez. I, 05/02/2020, n.496

Danno da illegittima segnalazione alla Centrale Rischi

La condotta dell’intermediario che effettui una illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi si configura come fonte di responsabilità contrattuale (la raccolta e trasmissione dei dati deriva da un rapporto contrattuale) ed extracontrattuale, a seguito della violazione dei canoni di correttezza e buona fede richiesti nello svolgimento di ogni rapporto obbligatorio secondo le norme generali ex artt. 1715, 1374, 1375 c.c..

Dalla illegittima segnalazione di un nominativo alla Centrale Rischi derivano responsabilità per l’operatore finanziario, oltre al diritto al risarcimento dei danni per il soggetto segnalato illegittimamente.

Corte appello Bari sez. II, 28/05/2019, n.1245

Responsabilità della banca e prova

Con riguardo alla segnalazione in Centrale Rischi, deve essere preliminarmente sottolineato che la stessa, normalmente (come nel caso di specie), si verifica nell’ambito di un rapporto di natura contrattuale fra la banca e il segnalato, con conseguente attrazione dell’eventuale responsabilità della banca all’interno del regime della responsabilità contrattuale ex art. 1218 cod. civ. il danno da illegittima segnalazione in Centrale Rischi però non può essere considerato in re ipsa nell’illegittimità della segnalazione e non è nemmeno sufficiente la prova, da parte del danneggiato, di non aver potuto ottenere credito da altri istituti o intermediari a seguito della segnalazione: il danneggiato deve altresì provare il beneficio economico che avrebbe conseguito tramite l’impiego del denaro che gli è stato ingiustamente negato a causa della segnalazione.

Tribunale Treviso sez. I, 15/02/2019

Illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi

In ipotesi di illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi, possono essere risarciti sia il danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica, con riguardo ai valori della reputazione e dell’onore (essendo anche i soggetti collettivi titolari dei diritti della personalità a tutela costituzionale ex art. 2 Cost.), sia il danno al patrimonio, che può essere oggetto della prova presuntiva, quale conseguenza per l’imprenditore di un peggioramento della sua affidabilità commerciale, essenziale anche per l’ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, con lesione del diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza.

Tribunale Modena sez. II, 11/01/2019, n.44

Mancato preavviso o di errata valutazione sullo stato finanziario-patrimoniale

La segnalazione alla Centrale Rischi è illegittima nel caso in cui sia mancato il preavviso, previsto dall’art. 4, comma 7, del Codice di deontologia e dall’art. 125, comma 3, del Testo Unico Bancario, per cui l’intermediario deve preavvertire il cliente almeno 15 giorni prima di procedere alla segnalazione,  e anche in caso di errata valutazione dell’intermediario circa lo stato finanziario-patrimoniale del soggetto segnalato “a sofferenza”, che deve trovarsi in una effettiva situazione di insolvenza apprezzabile come grave e non transitoria difficoltà economica.

Tribunale Firenze sez. III, 09/01/2019, n.42

Segnalazione della banca alla Crif

In caso di illegittima segnalazione della banca alla Crif (Centrale rischi finanziaria) l’imprenditore, ingiustamente indicato come cattivo pagatore, non può avere de plano il risarcimento del danno, ma deve provarlo.

Il danno cioè non è in re ipsa ma va provato. L’accertata violazione nell’utilizzo dei dati personali del cliente erroneamente additato dalla banca non solleva il danneggiato dal dimostrare il danno alla sua reputazione e offrire mezzi di prova per quantificarlo. Circostanza nella fattispecie non verificatasi.

Cassazione civile sez. I, 08/01/2019, n.207

L’obbligo di segnalazione da parte della banca alla Centrale Rischi

L’obbligo di segnalazione da parte della banca alla Centrale Rischi sussiste all’esito di una valutazione della situazione economico patrimoniale del debitore, senza che debba darsi rilievo ad una situazione di mero ritardo nell’adempimento, all’eventuale atteggiamento di contestazione della pretesa creditoria (non potendo in altre parole il rifiuto del pagamento o la contestazione di quanto preteso, bastare per procedere alla segnalazione), alla sussistenza di garanzie (reali o personali), a tutela del credito, che quindi di per sé non bastano per escludere la segnalazione.

Tribunale Terni, 07/01/2019, n.18

Stato di insolvenza per la segnalazione del debitore alla Centrale rischi

Lo stato di insolvenza – non necessariamente coincidente con quello proprio della disciplina fallimentare – rilevante ai fini della segnalazione del debitore alla Centrale rischi scaturisce da una valutazione negativa della situazione patrimoniale del medesimo, evincibile anche da una grave difficoltà economica, che induce la definitiva irrecuperabilità del credito, sulla base di circostanze di fatto (quali la pluralità di inadempimenti, la costituzione di garanzie reali in favore di terzi o l’esistenza di procedure esecutive infruttuose) che devono essere specificatamente indicate dal giudice di merito, in mancanza potendo ravvisarsi il vizio di insufficiente motivazione.

Tribunale Arezzo, 13/11/2018, n.1057

Centrale Rischi di Bankitalia

È legittima la segnalazione, da parte della banca che eroga un prestito, alla Centrale rischi finanziari del semplice ritardo nel pagamento delle rate mensili, anche se si tratta di importi modesti. A stabilirlo è la Cassazione per la quale per la Centrale rischi finanziari non valgono i medesimi criteri che regolano le segnalazioni alla Centrale Rischi di Bankitalia, essendo diverse sia le finalità perseguite dai due istituti che il concetto di insolvenza a cui fanno riferimento.

Cassazione civile sez. III, 22/08/2018, n.20896

Difficoltà economica grave e non transitoria

La segnalazione a sofferenza dalla Centrale Rischi non può scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito o da volontario inadempimento, ma deve essere determinata dal riscontro di una situazione patrimoniale deficitaria, caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica equiparabile, anche se non coincidente, con la condizione d’insolvenza, come richiesto dalla circolare Banca d’Italia n. 139/1991 e succ. agg..

Tribunale Milano sez. VI, 30/06/2018

Ingiusta segnalazione alla Centrale rischi e danno risarcibile

In tema di segnalazione alla Centrale Rischi, al soggetto il cui nominativo sia stato indebitamente segnalato alla Centrale rischi spetta il risarcimento del danno non patrimoniale contemplato dall’art. 2059 c.c., sussistendo un’ingiusta lesione di un valore inerente alla persona costituzionalmente garantito, senza la necessità che tale lesione configuri reato.

I danni per la lesione della reputazione e dell’immagine possono essere liquidati equitativamente tenendo conto di vari parametri, quali l’ammontare del debito erroneamente segnalato, la durata dell’indebita segnalazione, la posizione personale del danneggiato, le modalità di scoperta della segnalazione.

Tribunale Catanzaro sez. I, 12/06/2018, n.1032

Segnalazione alla Centrale rischi

In tema di segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, dall’art. 1375 c.c. si trae la fonte normativa (riconducibile al principio generale dell’ordinamento civile della buona fede) in forza della quale l’istituto bancario, prima di dar corso alla segnalazione alla Centrale Rischi, è tenuto ad accertarsi che il cliente sia stato preventivamene informato della revoca del mutuo e soprattutto che sia stato messo per tempo in condizione di ripianare l’esposizione debitoria onorando il suo debito onde evitare la segnalazione.

Tribunale Brindisi, 15/05/2018

Atto di precetto illegittimo e ingiusta segnalazione alla Centrale rischi

Va risarcito il danno provocato ad un imprenditore per l’atto di precetto notificatogli, dichiarato poi illegittimo, nonché per la segnalazione alla centrale rischi, tale danno va liquidato tenendo conto del tempo trascorso tra la data della trascrizione immobiliare (nella specie: giugno 1994, coincidente con la scadenza della rata di mutuo asseritamene insoluta), della segnalazione alla Centrale rischi ed a quella della cancellazione della trascrizione (nella specie: esistente almeno fino alla sentenza definitiva della Corte d’Appello) e della stessa segnalazione, dell’ammontare del credito vantato dall’istituto di credito (nella specie: il danno veniva valutato in €  20.000,00 oltre lucro cessante ed interessi compensativi).

Corte appello Roma sez. III, 30/04/2018, n.2764



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1 Commento

  1. In sintesi:
    vinte due cause contro Hypo Adria Bank ora Julia Portfolio Solutions;
    non riscattato immobile per deterioramento dello stesso imputabile alla Hypo (sentenza Tribunale Lecco);
    fatta valere Legge 4/8/2017 nr. 124 par. 137 e 138;
    la Julia, se vendesse l’immobile a prezzi di mercato dovrebbe corrisponderci circa 60000 euro;
    segnalazione indebita che non si riesce a cancellare malgrado esistano tutti i presupposti per farlo.
    Ghersetti Manlio cell. 349 7474932.

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