Diritto e Fisco | Articoli

Quali atti può autenticare il funzionario comunale?

19 Luglio 2019
Quali atti può autenticare il funzionario comunale?

Mi sono recato presso il responsabile dell’Ufficio Anagrafe del Comune (incaricato dal Sindaco) per fare autenticare la firma che dovevo porre su due documenti che avevo con me. Una volta visti i contenuti dei documenti il responsabile dell’ufficio anagrafe si rifiutava di autenticare la firma in quanto ha ritenuto (così mi ha detto) che quei documenti avevano “dei contenuti” che non rientravano tra i documenti per i quali loro potessero effettuare l’Autentica di firma. Preciso che i documenti erano: a) una delega a predisporre una operazione di trasferimento mobiliare ; b) una Dichiarazione personale. Al sottoscritto risulta invece che il responsabile dell’ufficio anagrafe dei comuni (incaricati dai sindaci) in caso di documenti come questi non debbano valutare i contenuti dei documenti o la veridicità di ciò che in essi sta scritto (altra cosa è per i notai), ma devono limitarsi ad accertare che la firma sul documento sia stata apposta in loro presenza dal soggetto di cui loro devono aver accertato le generalità. Vi chiedo cortesemente di darmi un parere Legale nel merito e di indicare le normative e gli articoli di legge che devo a questo punto indicare ai funzionari comunali.

Il quesito posto dal lettore è così riassumibile: quali atti può autenticare il funzionario comunale (segretario o altro delegato del Sindaco)?

In genere, quando si ricorre al funzionario comunale quale pubblico ufficiale munito di potere di autentica, ci si rivolge al segretario comunale. Ebbene, secondo l’art. 97, co. 4, lett. c), D.lgs 267/2000 (cosiddetto Testo Unico degli Enti Locali), il segretario comunale “…roga, su richiesta dell’ente, i contratti nei quali l’ente è parte e autentica scritture private ed atti unilaterali nell’interesse dell’ente”.

In pratica, il potere di autentica spetta al segretario comunale solamente se il Comune sia parte dell’atto o sia comunque interessato allo stesso: si pensi ad un contratto che abbia ad oggetto un bene comunale, oppure  alle dichiarazioni che devono essere rese alla pubblica amministrazione o ai gestori di pubblici servizi (concorsi, bandi di gare, ecc.). Se, al contrario, l’atto è del tutto estraneo agli interessi pubblici (cioè, comunali), il segretario non potrà autenticare la scrittura privata. Lo stesso dicasi per altro dipendente o funzionario dell’Ente.

Il funzionario comunale è altresì investito dei poteri di autenticazione negli altri casi tassativamente indicati dalla legge: ad esempio, l’art. 21 del D.P.R. n. 445/2000 dice che l’autenticità della sottoscrizione di qualsiasi istanza o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da produrre agli organi della pubblica amministrazione, nonché ai gestori di servizi pubblici è garantita apponendo la sottoscrizione  direttamente alla presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore.

Se, invece, la medesima istanza o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà deve essere presentata ad un soggetto privato, l’autenticazione può essere effettuata dal segretario comunale, dal dipendente addetto a ricevere la documentazione o da altro dipendente incaricato dal Sindaco, mediante attestazione che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell’identità del dichiarante, purché però, come detto, si tratti di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, la quale sostituisce altra certificazione solamente nei casi tassativamente previsti dalla legge.

Come si evince da questo breve quadro normativo, i poteri di autenticazione dei funzionari comunali (e, in particolare, del segretario) sono limitati, in quanto l’ordinamento italiano dispone che la competenza generale in materia di autentica spetti al notaio, configurandosi il potere medesimo in capo a diverso pubblico ufficiale solo nell’ipotesi in cui una norma espressamente lo preveda, e con esclusivo riferimento agli atti ai quali la funzione è specificamente attribuita.

Ad esempio, anche gli avvocati sono investiti dalla legge del potere di autenticare la firma, ma solo quando essa sia riferibile al mandato conferito dal cliente.

In conclusione, dunque, poiché i documenti prodotti non rientrano tra gli atti negoziali che coinvolgono l’amministrazione comunale, né sono qualificabili come dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà, il segretario comunale o altro funzionario incaricato non potrà procedere ad autenticazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA