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Riscatto laurea: quale conviene?

19 Luglio 2019 | Autore:
Riscatto laurea: quale conviene?

È più conveniente il riscatto degli studi universitari ordinario o quello con onere agevolato?

Recentemente, l’Inps ha messo a disposizione degli utenti un nuovo servizio, che consente di calcolare l’onere del riscatto della laurea: il servizio, cioè, calcola quanto costa recuperare gli anni del corso di studio universitario ai fini della pensione.

A questo proposito, non molti sanno che è possibile scegliere tra due differenti tipologie di riscatto degli anni di laurea: il riscatto ordinario e quello agevolato. Chi sceglie il riscatto agevolato, paga un onere ridotto, ma si ritrova, d’altra parte, con un beneficio ridotto, ai fini della misura della pensione.

Tra l’altro, non sempre il riscatto agevolato è il più conveniente: in alcuni casi, può difatti risultare più costoso rispetto al riscatto ordinario degli anni di studi universitari.

Dunque, in merito al riscatto laurea, quale conviene? È meglio versare l’onere calcolato col sistema ordinario, oppure quello agevolato?

Per rispondere alla domanda, dobbiamo innanzitutto osservare che la convenienza non è unica, ma dipende dalla prospettiva in cui la si valuta: chi paga un onere minore, in termini di riscatto, si avvale sicuramente di un risparmio, ma si tratta di un vantaggio momentaneo, non a lungo termine. Beneficerà, infatti, di un’utilità ridotta, per quanto riguarda l’ammontare della futura pensione (trattandosi di periodi da valutare col sistema di calcolo contributivo, vale il principio “meno spendi, meno prendi”).

Chi, invece, versa un ammontare di contribuzione maggiore, si ritroverà con un maggior trattamento. Non deve essere trascurato, a questo proposito, l’aspetto fiscale: i contributi previdenziali da riscatto, infatti, sono completamente deducibili dal reddito di chi li versa (o dei familiari che hanno la persona a carico, salvo alcune casistiche particolari nelle quali si può fruire di una detrazione d’imposta). Ma procediamo con ordine.

Quali corsi di studi si possono riscattare?

Non tutti i corsi di studi si possono riscattare, cioè recuperare ai fini contributivi, per la pensione, ma solo i corsi legali di studio universitario, con conseguimento (per la generalità dei lavoratori dipendenti dalle aziende del settore privato):

  • del diploma universitario, della durata di tre anni;
  • del diploma di laurea, della laurea triennale, laurea specialistica, laurea magistrale;
  • del diploma di specializzazione post-laurea, della durata di due anni;
  • del dottorato di ricerca

Non sono riscattabili i periodi già coperti da contribuzione, né i periodi fuori corso: il riscatto è limitato alla durata del corso legale (normalmente dal 1° novembre al 31 ottobre).

Possono essere riscattati due o più titoli, anche conseguiti all’estero, se la laurea è stata riconosciuta da un’università italiana o ha valore legale in Italia.

Gli iscritti alla gestione Separata Inps possono riscattare il corso di studi universitario solo per i periodi successivi al 31 marzo 1996.

Come si calcola il costo del riscatto?

Per i periodi da valutare col sistema retributivo (sino al 31 dicembre 1995 per chi ha meno di 18 anni di contributi presso le gestioni Inps alla stessa data, sino al 31 dicembre 2011 per chi ha almeno 18 anni di contributi alla data), il costo del riscatto si calcola in questo modo:

Calcolo della pensione inclusi i periodi da di riscattare

Calcolo della pensione senza considerare i periodi da di riscattare
=
Differenza
x
Coefficiente di riserva matematica (varia a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore, dell’età e del sesso)
=
Onere di riscatto

Il costo del riscatto, per i periodi da valutare col sistema contributivo (dal 1996 o dal 2012), è determinato in questo modo:

  • per ogni anno da riscattare bisogna applicare l’aliquota contributiva (la percentuale da applicare al reddito a titolo di contribuzione) vigente nella gestione previdenziale presso la quale deve essere accreditata la contribuzione (ad esempio, per i dipendenti l’aliquota da applicare è pari al 33%), per il reddito imponibile degli ultimi 12 mesi;
  • nel caso in cui si debbano considerare delle annualità non intere, si deve rapportare l’imponibile dell’ultimo anno a mese, o a settimana;
  • se l’imponibile risulta inferiore al reddito minimale, o se non sono stati percepiti redditi, l’aliquota deve essere applicata sul minimale di reddito annuo vigente presso la gestione previdenziale interessata.

Come si calcola il costo del riscatto agevolato?

Col riscatto agevolato, il costo è ridotto:

  • innanzitutto, si devono prendere in considerazione i soli periodi da valutare con sistema contributivo;
  • poi, per ogni anno da riscattare, si procede a questa operazione:
Livello minimo imponibile contributivo annuo iscritti alla gestione commercianti (15.878 euro per il 2019) X
Aliquota di computo prestazioni pensionistiche FPLD- Fondo pensione lavoratori dipendenti (33%) =
Onere di riscatto

Il riferimento per i valori è la data di presentazione della domanda

Richiesta riscatto agevolato il 01/08/2019

  • imponibile gestione Autonomi 2019= 15.878 euro
  • x 33 % (aliquota FPLD) =
  • = 5.239,74 euro per ogni anno riscattato

Quale riscatto è meno costoso?

In base a quanto osservato, possiamo affermare che nella maggior parte dei casi sia meno costoso il riscatto agevolato, in quanto il reddito imponibile a cui fa riferimento non è l’imponibile degli ultimi 12 mesi del lavoratore, ma il minimale vigente presso la gestione Inps commercianti, pari a 15.878 euro per il 2019.

Attenzione, però: il lavoratore potrebbe avere percepito, negli ultimi 12 mesi, un reddito imponibile inferiore al minimale vigente presso la gestione commercianti, o non aver percepito alcun reddito (pensiamo a un lavoratore a inizio carriera, a un part time, a una persona che lavora solo per parte dell’anno).

In questo caso:

  • col riscatto agevolato, si prende come riferimento il minimale della gestione commercianti, pari a 15.878 euro (valore 2019);
  • col riscatto ordinario- contributivo, dovrebbe applicare il minimale vigente presso il fondo pensione lavoratori dipendenti, o meglio la retribuzione minima per l’accredito di un anno intero di contributi presso l’Inps, pari a 10.670,40 euro per il 2019;
  • ragion per cui, il riscatto meno costoso, per chi ha un reddito, rapportato ad anno, sotto i 15.878 euro (valore 2019), è il riscatto ordinario.

Quale riscatto è più conveniente?

Un conto è il riscatto meno oneroso, un conto l’operazione più conveniente. Nel sistema di calcolo contributivo, infatti:

  • se l’onere di riscatto è minore, saranno minori i contributi accreditati, e dunque risulterà minore anche il vantaggio in termini di pensione;
  • se l’onere di riscatto è più elevato, saranno maggiori i contributi accreditati, e dunque risulterà più significativo anche il vantaggio in termini di pensione;

Attenzione, poi, alla valutazione dei costi anche in termini fiscali: non bisogna dimenticare che il costo dei contributi da riscatto è, nella generalità dei casi, integralmente deducibile dal reddito.

note

[1] Art.20 Co. 6 DL 4/2019.


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