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Cartelle esattoriali in estate: quanto tempo per il ricorso o pagare?

19 Luglio 2019
Cartelle esattoriali in estate: quanto tempo per il ricorso o pagare?

Sospensione feriale dei termini in agosto: cosa succede a chi decide di pagare o di impugnare la cartella? Quanto tempo ha? E se il termine scade di sabato?

Se ti arriva una cartella di pagamento in estate e sei in vacanza o stai per partire, puoi stare tranquillo: non devi affrettarti a cercare un avvocato che ti difenda per un eventuale ricorso. La legge prevede infatti che, per le cartelle esattoriali estive c’è più tempo per l’impugnazione. Questa previsione però non cambia i tempi di pagamento. Per cui, se invece di fare ricorso preferisci saldare il debito, magari chiedendo la rateazione, devi rispettare i sessanta giorni canonici previsti dalla legge. 

Ti spiego meglio come funziona questo meccanismo, ossia quanto tempo c’è per il ricorso o pagare le cartelle esattoriali in estate.

Ricorso contro cartella esattoriale e sospensione dei termini feriali

La prima cosa che devi sapere è che, durante tutto il mese di agosto, i termini processuali si sospendono. In pratica, se devi rispettare una scadenza per fare un ricorso o presentare delle note in una causa, tutto slitta ai mesi successivi. È come se, sul calendario, dopo il 31 luglio venisse il 1° settembre ed agosto non esistesse.

Antonio riceve una cartella esattoriali il 30 giugno. In condizioni normali egli avrebbe sessanta giorni di tempo per fare ricorso. Ma siccome in mezzo c’è agosto (che non si calcola), la scadenza per fare ricorso non è il 30 agosto ma il 29 settembre, ossia 60 giorni dopo il 30 giugno, ma senza contare agosto.

Luca riceve una cartella esattoriale il 12 agosto. Anche per Luca, il mese di agosto non si considera. Per cui il termine dei 60 giorni per il ricorso inizia a partire dal 1° settembre e scade il 30 ottobre.

La conseguenza pratica è abbastanza chiara: chi riceve cartelle esattoriali a partire da inizio giugno fino al 30 agosto gode di più tempo per presentare ricorso, poiché agosto non si calcola nel conteggio dei 60 giorni. 

Chi invece riceve la cartella il 31 agosto non ottiene alcun vantaggio perché il calcolo dei giorni per l’impugnazione inizia comunque a partire dal giorno successivo, che è il 1° settembre, già fuori dal periodo di sospensione feriale dei termini.

Attenzione però: se il ricorso viene presentato contro una cartella avente ad oggetto contravvenzioni stradali il termine non è più di 60 giorni ma di trenta. Vale pur sempre la sospensione dei termini feriali, per cui agosto non si calcola, ma resta il fatto che si ha la metà del tempo per rivolgersi al giudice di pace.

Stesso discorso vale per i ricorsi contro cartelle aventi ad oggetto contributi previdenziali Inps o assistenziali Inail. In questo caso il termine per il ricorso non è di 60 giorni ma di 40, al netto sempre della sospensione dei termini in agosto.

Pagamento della cartella esattoriale e sospensione feriale dei termini 

Le cose vanno diversamente per chi, invece di fare ricorso, decide di pagare. Anche per il pagamento della cartella esattoriale ci sono sessanta giorni, ma il conteggio non risente della sospensione dei termini feriali. Questo significa che se l’ultimo dei 60 giorni cade in agosto bisogna trovare il modo di versare il dovuto, ovunque ci si trovi, anche in vacanza.

Luca riceve una cartella esattoriale il 15 giugno. Il termine per pagare scade il 14 agosto.

Ricorda comunque che ci sono alcune importanti regole da seguire per il calcolo dei giorni (valgono anche per il ricorso). Il primo dei 60 giorni non è quello in cui il postino o il messo comunale ti consegna la cartella ma l’indomani. Il giorno della notifica non viene considerato.

Romeo riceve una cartella il 12 aprile. Il primo dei 60 giorni per pagare o fare ricorso è il 13 aprile.

La Cassazione ha detto che, nelle controversie tributarie, il termine per proporre ricorso, va calcolato escludendo il giorno iniziale e conteggiando quello finale, ma se quest’ultimo cade di sabato, è prorogato al primo giorno seguente non festivo. È del tutto irrilevante l’apertura degli uffici postali o la disponibilità ad accettare gli atti in scadenza l’ultimo giorno. Il sabato dunque è considerato festivo [1] e il pagamento può essere rinviato al lunedì successivo. 

Potrebbe però succedere che quando arriva il postino tu non sei a casa cosicché questi ti lascerà un avviso di giacenza nella cassetta delle lettere.

Se vai a ritirare la cartella nei primi 10 giorni dall’avviso di giacenza, i 60 giorni iniziano a decorrere dal giorno successivo a quello in cui, materialmente, hai recuperato la busta.

Se invece vai a ritirare la cartella nei giorni successivi al 10°, la cartella si considera notificata l’11° giorno dalla spedizione dell’avviso di giacenza; per cui il 1° dei 60 giorni è quello successivo al ritiro.

Che succede se paghi la cartella esattoriale in ritardo?

Al contrario di quanto succede con le multe stradali (il cui pagamento oltre il 60° giorno comporta il raddoppio della sanzione), nel caso in cui paghi la cartella esattoriale in ritardo sei tenuto a versare solo gli interessi. Dunque per ritardi di qualche giorno non c’è alcuna conseguenza. In ogni caso, se si supera un mese di ritardo è sempre bene farsi fare il “ricalcolo” del dovuto dall’ufficio. È anche vero che, se gli interessi sono inferiori a 30 euro, è impossibile ricevere una successiva cartella per questi ultimi: la legge vieta cartelle di importo inferiore a 30 euro.

note

[1] Art. 25 dpr 602/73: «3. Ai fini della scadenza del termine di pagamento il sabato e’ considerato giorno festivo».


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