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Contestazione fattura: ultime sentenze

1 Marzo 2022
Contestazione fattura: ultime sentenze

Rapporto contrattuale; contestazione; fattura commerciale; fatture relative ad operazioni in tutto o in parte inesistenti; onere della prova.

In caso di contestazione della sussistenza del rapporto contrattuale tra le parti qual è il valore probatorio della fattura commerciale? La fattura e l’estratto autentico del libro giornale hanno efficacia probatoria? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Immediata contestazione fattura

Non può essere invocato il principio secondo il quale la fattura può rappresentare un elemento di prova, nel caso della immediata contestazione del somministrato e comunque la convenuta non ha fornito la prova del proprio credito anche sotto altro aspetto, in quanto si è limitata a produrre la fattura emessa ma senza dimostrare alcunché in ordine alla corrispondenza tra dati rilevati dalla lettura del contatore e quelli riportati in fattura.

Tribunale Trani sez. I, 29/11/2021, n.2058

Valore probatorio fattura

La fattura, ancorché documento di parte, è valido elemento di prova in relazione alle prestazioni eseguite, specie nell’ipotesi di mancata contestazione del rapporto giuridico intercorrente fra le parti, fonte del diritto di credito a tutela del quale si è agito.

Corte appello Lecce sez. II, 18/10/2021, n.1111

Contestazione di fatture oggettivamente inesistenti

Nel caso in cui l’Ufficio ritenga che la fattura concerna operazioni oggettivamente inesistenti, cioè sia una mera espressione cartolare di operazioni commerciali mai poste in essere da alcuno, e quindi contesti l’indebita detrazione dell’I.V.A. e/o deduzione dei costi, ha l’onere di fornire elementi probatori del fatto che l’operazione fatturata non è stata effettuata (ad esempio, provando che la società emittente la fattura è una “cartiera”) e a quel punto si trasferirà sul contribuente l’onere di dimostrare l’effettiva esistenza delle operazioni contestate. Quest’ultima prova non potrà consistere, però, nell’esibizione della fattura, né nella sola dimostrazione della regolarità formale delle scritture contabili o dei mezzi di pagamento adoperati, i quali vengono normalmente utilizzati proprio allo scopo di far apparire reale un’operazione fittizia.

In caso di accertata assenza dell’operazione, peraltro, è escluso che possa configurarsi la buona fede del cessionario o committente, il quale sa bene se ha ricevuto o meno una determinata fornitura di beni o prestazione di servizi.

Comm. trib. reg. Potenza, (Basilicata) sez. I, 19/07/2021, n.177

Operazione fatturata

Qualora la contestazione dell’Ufficio riguardi una fattura per operazione oggettivamente inesistente vale a dire di fattura che sia espressione meramente cartolare di operazione mai realizzata, ricade sull’Ufficio medesimo l’onere di fornire elementi probatori, anche in via indiziaria e presuntiva, del fatto che l’operazione fatturata non è stata effettuata dopodiché ricadrà sul contribuente l’onere di dimostrare l’esistenza effettiva dell’operazione allo scopo non essendo tuttavia sufficiente la dimostrazione della regolarità formale delle scritture contabili o dei mezzi di pagamento adoperati in quanto si tratta di dati facilmente falsificabili.

Pertanto, deve escludersi che ricada sull’Ufficio la prova della mala fede del contribuente atteso che qualora sia stata accertata l’assenza dell’operazione il contribuente cessionario è all’evidenza a conoscenza del fatto di avere ricevuto o meno una determinata fornitura di beni.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XI, 26/02/2021, n.811

Efficacia indiziaria della fattura commerciale

La fattura commerciale conserva un’efficacia indiziaria, anche laddove lo stesso rapporto contrattuale sia in contestazione.

Corte appello Trento, 28/08/2020, n.108

Valore probatorio della fattura commerciale

La fattura commerciale, avuto riguardo alla sua formazione unilaterale, va inquadrata tra gli atti giuridici a contenuto partecipativo, consistendo nella dichiarazione indirizzata all’altra parte di fatti concernenti un rapporto già costituto, con la conseguenza che, qualora il rapporto sia contestato tra le parti, la fattura non può costituire un valido elemento di prova delle prestazioni eseguite, ma può al massimo costituire un mero indizio. La contestazione che una parte svolge in ordine alla esistenza di un credito, quale risultante da una fattura commerciale, obbliga dunque la medesima a fornire al Giudice la prova dell’esatto ammontare del credito stesso. E ciò anche laddove, intervenuto un pagamento parziale, il creditore reclami la differenza.

Tribunale Salerno sez. II, 09/07/2020, n.1766

Illegittimità dell’atto di contestazione delle sanzioni

È illegittimo l’atto di contestazione delle sanzioni emesso ai sensi dell’art. 6 del d.lgs. 471/1997 nei confronti di un professionista che abbia acquistato, nell’esercizio della propria professione, beni o servizi senza l’emissione della relativa fattura da parte del cedente, qualora tali acquisti si desumano unicamente dai prelevamenti bancari dal medesimo effettuati sul proprio conto corrente, dal momento che, in seguito alla declaratoria di incostituzionalità dell’art. 32 del d.P.R. 600/1973, grava sull’Ufficio l’onere di dimostrare che i prelevamenti ingiustificati e non annotati nelle scritture contabili siano stati utilizzati per acquisti inerenti alla produzione dei redditi.

Comm. trib. reg. Varese, (Lombardia) sez. VII, 29/06/2020, n.1390

La contestazione della veridicità di un atto

In caso di contestazione rispetto alla veridicità di un documento (fattura) esistente e formalmente ineccepibile, incombe in caso all’Amministrazione l’onere di dimostrare che la fattura è stata emessa per operazioni inesistenti non potendo il semplice sospetto essere sufficiente per supportare l’accertamento comportando l’inversione dell’onere della prova.

Comm. trib. prov.le Como sez. II, 14/02/2020, n.11

Fattura prodotta in giudizio e non contestata dal destinatario

La mancata contestazione di una fattura prodotta in giudizio non equivale al mancato disconoscimento di una scrittura privata avente efficacia di piena prova fino a querela di falso, ex art. 2702 c.c., tenuto conto che tale valenza è prevista nei soli confronti di chi abbia sottoscritto il documento ed è limitata alla provenienza, e non alla veridicità, delle dichiarazioni in essa riportate.

Cassazione civile sez. II, 19/09/2019, n.23414

Fattura annotata nei libri obbligatori: è prova del negozio?

In caso di contestazione tra le parti, la fattura, ancorché annotata nei libri obbligatori non può assurgere a prova del negozio e dei relativi elementi (come l’elenco delle prestazioni, il prezzo, le modalità di pagamento ed altro), ma può comunque costituire un indizio utile ai fini della decisione.

Tribunale Bari sez. II, 03/05/2019, n.1905

Fattura commerciale

La fattura commerciale, avuto riguardo alla sua formazione unilaterale e alla sua funzione di far risultare documentalmente elementi relativi all’esecuzione di un contratto, s’inquadra tra gli atti giuridici a contenuto partecipativo, e si struttura secondo le forme di una dichiarazione, indirizzata all’altra parte, avente ad oggetto fatti concernenti un rapporto già costituito, onde, quando tale rapporto, per la sua natura o per il suo contenuto, sia oggetto di contestazione tra le parti stesse, la fattura, ancorché annotata nei libri obbligatori, non può, attese le sue caratteristiche genetiche, assurgere a prova del contratto, ma, al più, rappresentare un mero indizio della stipulazione di quest’ultimo e dell’esecuzione della prestazione indicata, mentre nessun valore, nemmeno indiziario, le si può riconoscere tanto in ordine alla corrispondenza della prestazione indicata con quella pattuita, quanto in relazione agli altri elementi costitutivi del contratto tant’è che, contro e in aggiunta al contenuto della fattura, sono ammissibili prove anche testimoniali dirette a dimostrare eventuali convenzioni non risultanti dall’atto, ovvero ad esso sottostanti.

Ciò in quanto un documento proveniente dalla parte che voglia giovarsene non può costituire prova in favore della stessa, né determina inversione dell’onere probatorio nel caso in cui la parte contro la quale è prodotto contesti il diritto, anche relativamente alla sua entità, oltreché alla sua esistenza.

Corte appello Milano, 28/02/2019, n.928

Rapporto oggetto di contestazione: la fattura è una valida prova?

La fattura, atto di formazione unilaterale, non costituisce un valido elemento di prova ove il rapporto sia oggetto di contestazione: in tali casi, infatti, la fattura può costituire soltanto un indizio, che onera la parte – laddove l’esistenza del credito in esso rappresentata sia contestata – di fornire al giudice la prova dell’esatto ammontare del credito stesso, anche nel caso in cui sia intervenuto un pagamento parziale, e il creditore reclami la differenza.

Corte appello Ancona sez. I, 19/12/2018, n.3030

Emissione della fattura e contestazione specifica

In tema di ingiunzione civile, nel giudizio di opposizione il negozio giuridico sottostante l’emissione delle fatture deve essere oggetto di contestazione specifica e non può essere considerato equivalente della contestazione il generico richiamo alla regola dell’onere probatorio e alle regole sull’efficacia probatoria dei documenti, richiamo che è del tutto inconferente perché l’onere della prova viene in considerazione solo in presenza di una specifica contestazione.

Tribunale Roma sez. XVII, 21/06/2018, n.12763

Onere della prova

In caso di apparente regolarità della fattura, la mera contestazione dell’Amministrazione finanziaria non è sufficiente ad invertire l’onere della prova, essendo invece necessario che essa dimostri sia la frode del cedente, sia la connivenza del cessionario, quest’ultima anche mediante presunzioni semplici (purché dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza), le quali possono derivare anche dalle medesime risultanze di fatto attinenti al ruolo di c.d. “cartiera” del cedente.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. IV, 30/05/2018, n.2495

La fattura e l’estratto autentico del libro giornale

La fattura e l’estratto autentico del libro giornale sono documenti cui non può accordarsi efficacia probatoria quanto meno nel giudizio di merito a cognizione piena che viene introdotto con l’opposizione a decreto ingiuntivo. Quanto alla fattura, infatti, trattandosi di un atto di formazione unilaterale, deve escludersi che, ove il determinato rapporto sia oggetto di contestazione, la stessa possa costituire un valido elemento di prova delle prestazioni eseguite.

In tali casi, infatti, la fattura può costituire soltanto un indizio, che onera la parte – laddove l’esistenza del credito in esso rappresentata sia contestata – di fornire al giudice la prova dell’esatto ammontare del credito stesso, anche nel caso in cui sia intervenuto un pagamento parziale, e il creditore reclami la differenza.

Parimenti è a dirsi con riferimento all’estratto del libro giornale che, se idoneo a conseguire l’emissione del decreto ingiuntivo, non può però essere sufficiente, nel giudizio ordinario di cognizione, a provare il credito, restando le relative risultanze valutabili dal giudice, nel suo prudente apprezzamento, secondo la regola generale dell’art. 116 c.p.c.

Tribunale Macerata, 15/02/2018, n.191

Errori di lettura e misurazione della fornitura di gas: contestazione di fattura

In tema di fornitura di gas e di contestazione di fattura, in assenza di autolettura da parte del cliente o addirittura di effettiva lettura del misuratore da parte del distributore di zona, la tariffazione avviene per mezzo dei consumi stimati in conformità a quanto stabilito dalla delibera dell’autorità per l’energia elettrica n. 229 del 2001. In ogni caso ogni errore di lettura e di misurazione è riferibile non tanto al fornitore di gas quanto al distributore al quale compete la gestione del flusso di gas proveniente dalla rete nazionale, laddove invece il fornitore è contrattualmente tenuto nei confronti del cliente finale esclusivamente all’approvvigionamento dei gas immessi nei gasdotti.

Tribunale Roma sez. IX, 07/06/2017, n.11641

Contestazione di operazioni inesistenti

In ipotesi di contestazione di operazioni c.d. soggettivamente inesistenti, come nel caso in esame, l’Amministrazione finanziaria è tenuta a fornire la prova, anche presuntiva, che l’operazione fatturata non è intercorsa tra i soggetti indicati in fattura, nonché ad indicare gli elementi indiziari sui quali si fonda la supposta conoscenza o conoscibilità del cessionario o committente in ordine alla fittizietà delle operazioni.

Ricade, invece, sul contribuente l’onere di dimostrare la fonte legittima della detrazione e la sua mancanza di consapevolezza di partecipare ad un’operazione fraudolenta, non essendo sufficienti, a tal fine, la regolarità formale delle scritture o le evidenze contabili dei pagamenti, in quanto si tratta di dati e circostanze facilmente falsificabili.

Comm. trib. reg. Catanzaro, (Calabria) sez. I, 24/03/2017, n.699

Fattura oggetto di contestazione

La fattura commerciale, avuto riguardo alla sua formazione unilaterale e alla sua funzione di far risultare documentalmente elementi relativi all’esecuzione di un contratto, s’inquadra tra gli atti giuridici a contenuto partecipativo e si struttura secondo le forme di una dichiarazione, indirizzata all’altra parte, avente ad oggetto fatti concernenti un rapporto già costituito.

Tuttavia, se il substrato probatorio appare sufficiente a comprovare l’esistenza del rapporto contrattuale tra la ditta attrice e la società convenuta sì da confermare la fattura oggetto di contestazione quale indice del rapporto di dare-avere tra le citate parti, si giunge, nell’ambito della presente fase di merito, alla cristallizzazione della prova a carico della convenuta.

Tribunale Messina sez. II, 29/05/2015, n.1221



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