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Quando è lecito registrare una conversazione

24 Luglio 2019
Quando è lecito registrare una conversazione

Registrazioni video e audio: quando sono legali. Tutti i limiti che bisogna rispettare per non violare la privacy altrui.

Quando bisogna procurarsi le prove di una conversazione la cosa migliore è registrarla. Per dimostrare un fatto in un processo ci sono, in verità, diversi strumenti: un documento scritto innanzitutto, la testimonianza di uno spettatore, una confessione dello stesso interessato (che certo, quanto a validità, supera tutte le altre prove). Ma pochi sono disposti a mettere nero su bianco ciò che dicono, così come non sempre si parla davanti a testimoni. Ed allora l’unica soluzione che resta è aprire l’app dello smartphone per le registrazioni audio e, segretamente, premere il tasto “recording…”. Ma attenzione: se si sbaglia momento e luogo si rischia un’incriminazione penale. È bene allora sapere quando è lecito registrare una conversazione. Cosa che ti spiegheremo in questo articolo.

Non ti resta che prendere cinque minuti del tuo tempo per capire quando puoi, all’insaputa degli altri, registrare ciò che questi dicono in “camera caritatis” o in pubblico. Se seguirai attentamente queste istruzioni potrai utilizzare la registrazione in un processo, sia esso civile o penale. Le trascrizioni delle registrazioni, infatti, se sono avvenute nel rispetto dell’altrui privacy, diventano prove a tutti gli effetti contro l’avversario.

Procediamo dunque con ordine e scopriamo quando è lecito registrare una conversazione.

Per la registrazione di una conversazione ci vuole l’autorizzazione del giudice o della polizia?

Partiamo da una precisazione. Se rispetterai le regole che a breve elencheremo potrai registrare una conversazione, all’insaputa del tuo interlocutore e di tutti gli altri presenti, senza dover chiedere autorizzazioni a giudici, pubblici ministeri, polizia o carabinieri. Ciò che tu stai facendo è infatti una semplice raccolta prove che può fare qualsiasi cittadino, anche con un semplice registratore. Diversamente, l’attività della polizia giudiziaria che conoscerai di certo con il nome di intercettazioni ambientali segue una procedura completamente diversa, può avvenire anche nei luoghi ove tu non puoi spingerti (ad esempio a casa dell’intercettato) ma richiede sempre l’autorizzazione del magistrato.

Dunque, quando parliamo di registrare una conversazione tra presenti non ci riferiamo alle intercettazioni ambientali che sono tutta un’altra cosa.

Registrazione e videoregistrazione sono la stessa cosa

C’è una seconda precisazione che voglio darti prima di spiegare quando è lecito registrare una conversazione: per la legge non c’è alcuna differenza tra video e audio. Sicché tutto ciò che diremo in queste righe potrai usarlo anche con riferimento a una videoregistrazione con una telecamera. Le regole insomma sono le stesse.

Quando si può registrare una conversazione?

La prima questione da capire è “quando” accendere il registratore.

Per non commettere reato di illecite interferenze nella vita privata, devi assolutamente essere presente al momento della conversazione. Non importa se non stai parlando: l’importante è che chi viene registrato percepisce la tua presenza fisica e sa che stai ascoltando la conversazione. Proprio in ragione della tua presenza, lui saprà in partenza ciò che vuol dirti e ciò che non vuole. Non puoi invece registrare una conversazione che si tiene tra altre persone mentre tu sei altrove.

Ernesto vuol sapere cosa pensano di lui i suoi colleghi di lavoro. Così, mentre tutti sono presenti in ufficio, finge di dover andare al bagno per lasciare sulla sua sedia un registratore acceso. Grazie alla registrazione, Ernesto scopre che uno dei suoi colleghi lo ricopre di insulti. Ernesto passa all’attacco e lo querela per diffamazione, ma in realtà sta facendo solo un danno a se stesso. Il procedimento penale nei confronti del collega non potrà andare avanti perché la prova è stata raccolta in modo illegale. Ernesto infatti non era presente mentre gli altri parlavano. Dall’altro lato, il collega querelato sporge una controquerela per violazione della privacy: Ernesto invece verrà condannato.

Un marito sospetta che la moglie lo tradisca. Così esce di casa lasciando una telecamera accesa puntata sul letto. Quando torna trova il filmato con l’evidenza dell’infedeltà. Il marito chiede la separazione con addebito alla moglie ma quest’ultima la spunta: la prova infatti non può essere usato perché carpita quando il marito non era presente.

Dove si può registrare una conversazione?

Il secondo limite da rispettare è il luogo. Non si può registrare una conversazione nei luoghi di privata dimora del soggetto intercettato: la sua casa, il suo garage, l’ufficio personale non aperto al pubblico. Secondo una recente sentenza della cassazione anche l’auto è un posto protetto in cui non si può usare il registratore.

Durante una discussione al bar tra due amici, Renato confessa a Giovanni di aver sentito il comune datore di lavoro dichiarare che intende licenziare quest’ultimo e che, non potendolo fare legalmente, intende procurandosi una scusa banale. Giovanni capisce che è il momento opportuno per registrare e chiede a Renato maggiori informazioni mentre, nel frattempo, ha aperto lo smartphone in modalità registratore vocale. La prova di Renato potrà essere usata contro il datore di lavoro.

Marco va allo studio del proprio avvocato e lo registra mentre questi ammette di aver sbagliato la strategia della causa. Dopodiché, gli intenta a sua volta un’azione di risarcimento. La prova audio qui non potrà essere usata perché lo studio professionale è un luogo privato.

Emilio è a una festa a casa di Rocco quando vede uno degli invitati che gli deve mille euro in forza di un prestito avvenuto verbalmente senza documenti scritti. Prende subito il registratore e gli fa confessare il debito. La prova è valida perché la dimora è quella di Rocco e non del suo amico.

Eleonora si trova a casa dell’amica Matilde che l’ha invitata per un pranzo. Durante lo spuntino, Matilde confessa che il concorso scolastico era truccato poiché lei già sapeva chi era la vincitrice. L’eventuale registrazione della dichiarazione di Matilde costituisce reato perché avvenuta a casa di quest’ultima.

Registratore in auto: si può?

Se il marito geloso o un investigatore privato ingaggiato da questi  piazza una microspia e il gps nell’auto della moglie risponde del reato di interferenza nella vita privata. Anche se no si tratta di una vera e propria intercettazione abusiva il comportamento è comunque vietato dal codice penale. Con la notevole conseguenza che il delitto risulta perseguibile soltanto a querela. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].

Insomma: tanto il gps quanto la cimice non consentono agli investigatori privati di inserirsi in un flusso di informazioni dal quale altrimenti sarebbero esclusi. E si configura così una tipica ipotesi di interferenza illecita nella vita privata.

La partecipazione di altre persone alla conversazione

Non rileva che, alla conversazione, abbiano partecipato anche altre persone che non fossero anche loro al corrente della registrazione: chi parla con altre persone – afferma la Cassazione – accetta il rischio di essere registrato. Del resto, il registratore altro non è che una prolunga della memoria dell’uomo. Per cui, chi dichiara alcuni fatti è perché sa e vuole che il suo interlocutore lo sappia, a prescindere poi dal fatto che questi preferisca registrare il fatto storico; se non volesse far sapere i suoi pensieri avrebbe diversamente taciuto sin dall’inizio. Ecco perché non si può registrare in propria assenza: perché chi parla deve sapere che ciò che dice sarà ascoltato da una persona in quel momento non presente.


note

[1] Cass. sent. n. 33499/19.


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