Tassato il rimborso spese mediche

20 Luglio 2019 | Autore:
Tassato il rimborso spese mediche

Per l’Agenzia Entrate i rimborsi di spese sanitarie effettuati dal datore di lavoro sono redditi di lavoro dipendente e come tali vanno tassati, anche se si possono scaricare.

Se hai sostenuto spese mediche e poi sei stato rimborsato dal tuo datore di lavoro, non ritenerti fortunato: su quella somma il Fisco ti farà pagare le tasse, anche se si tratta di un rimborso di soldi che avevi speso tu. Alcuni datori di lavoro (in genere si tratta di enti pubblici o grandi aziende) hanno dei fondi che rimborsano ai lavoratori dipendenti, in tutto o in parte, le spese mediche che essi hanno sostenuto, specialmente se sono ingenti o si tratta di eventi importanti, come le operazioni chirurgiche o le terapie costose. Ebbene, in questi casi il rimborso di spese mediche dovrà essere tassato appena arriva in busta paga: è questo il parere espresso ieri dall’Agenzia delle Entrate [1], secondo cui non si tratterebbe di un rimborso ma di una voce di retribuzione.

Cos’è successo per arrivare a questa decisione? Un datore di lavoro si era rivolto all’Agenzia per sapere come avrebbe dovuto regolarsi per la tassazione dei rimborsi di spese mediche documentate che erogava ai suoi dipendenti (si trattava di un Ente pubblico che aveva costituito un fondo apposito per queste evenienze). La risposta del Fisco è stata drastica: si tratta di reddito di lavoro dipendente a tutti gli effetti e quindi diventa tassabile [2]. Però la stessa Agenzia dall’altro lato riconosce che, trattandosi di spese sanitarie, esse rimangono detraibili: il lavoratore, quindi, le potrà detrarre al 19%, scaricandole nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui esse sono state sostenute.

La soluzione dell’Agenzia è svantaggiosa per il contribuente, che aveva già sostenuto e pagato in precedenza  quelle spese e, quando ottiene il rimborso dal suo datore di lavoro, viene tassato come se l’importo costituisse reddito. Quella somma è equiparata allo stipendio, anche se non lo è affatto, ma l’Agenzia si appiglia alla norma Irpef che considera retribuzione tutte le voci corrisposte dal datore al lavoratore a qualsiasi titolo. La possibilità di ottenere la detrazione serve a poco, perché intanto l’aliquota Irpef si è alzata, essendo aumentato il reddito imponibile in cui sono confluite anche queste voci di rimborso e quindi l’importo delle tasse da pagare aumenta. Il lavoratore rimborsato viene, quindi, considerato più “ricco”, tant’è che queste voci faranno aumentare anche il valore del suo Isee.

note

[1] Risposta ad interpello n.285/2019 del 19 luglio 2019.

[2] Art. 51 DPR n.917/96 “Testo Unico Imposte sui Redditi”.


1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA