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Parte il maxi concorso scuola: bando per 24mila posti a docente

3 Dicembre 2019
Parte il maxi concorso scuola: bando per 24mila posti a docente

Cattedre: con il via libera della Camera si avvicina il concorso per l’arruolamento dei docenti delle scuole medie e superiori. 

Un nuovo maxi concorso a cattedra per 24mila insegnanti che partirà molto presto, considerato che oggi la Camera ha approvato il decreto scuola che adesso passa al Senato per l’esame e l’approvazione definitiva: il provvedimento convertirà in legge il decreto [1] emanato dal Governo alla fine di ottobre, chiamato anche “salva precari” perché realizza il piano messo in piedi dal ministro dell’Istruzione per rimediare al problema del precariato che affligge la scuola italiana.

Sono circa 55 mila gli insegnanti precari del nostro Paese. Nonostante siano privi di abilitazione, sono ugualmente chiamati in cattedra ogni anno per la cronica carenza di docenti di ruolo. Ma proprio l’assenza di abilitazione impedisce loro di essere stabilizzati. Ebbene, proprio a questi è indirizzata la prima parte della riforma della scuola messa a punto dai tecnici del Miur che vedrà un concorso straordinario per 24mila docenti con 36 mesi di servizio, anche non consecutivi, svolti negli ultimi otto anni, vale a dire tra il 2011-2012 e il 2018-2019. Per “anno” si intendono 180 giorni di lezione complessivi, oppure insegnamento, senza soluzione di continuità, dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale. Il servizio dovrà essere stato prestato unicamente in scuole secondarie statali.

Vediamo come funziona il bando. Si tratta di un concorso nazionale (anche se organizzato a livello regionale). Verranno realizzate delle graduatorie con validità per tre anni. È previsto una prova scritta (al pc) e una orale.

La seconda parte della riforma prevede invece il ritorno dei “Percorsi abilitanti speciali” (Pas), della durata di un anno, che le università dovranno far partire sempre entro il 2019. Anche questa misura è rivolta ai precari, vale a dire a quei docenti non abilitati con almeno 36 mesi di servizio alle spalle; in più vi potranno praticare anche i dottori di ricerca e chi non ha terminato procedure di abilitazione per maternità o ragioni di salute (per loro si prescinde dal requisito del servizio).

Con questa abilitazione i precari potranno partecipare anche ai prossimi concorsi ordinari (avranno una super valutazione dei titoli di servizio) e, in prospettiva, alle future immissioni in ruolo.

Le due misure straordinarie hanno così trovato posto nel decreto legge di riforma della scuola che adesso si accinge a diventare legge, con la conversione che – salvo modifiche apportate dal Senato – avverrà entro il corrente mese di dicembre. Si mette così “una pezza” a un problema molto più ampio: gli insegnanti precari in Italia sono molti di più di quelli che verranno stabilizzati dal nuovo maxi concorso.

note

[1] Decreto legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti.


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