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Come trasferire soldi al figlio

21 Luglio 2019
Come trasferire soldi al figlio

Bonifici, assegni, consegna a mani: tutti i modi per dare del denaro a un figlio evitando problemi con Fisco, eredi, ex moglie.

Trasferire soldi a un figlio è sicuramente un comportamento lecito e consentito dalla legge: è anzi adempimento di un dovere morale e di solidarietà insito all’interno di ogni famiglia e riconosciuto dallo stesso legislatore. Tuttavia ci sono diverse regole con cui tale attività deve essere coordinata e che è bene conoscere in anticipo. Regole che variano a seconda della finalità per cui si intende effettuare il trasferimento del denaro. Si può, ad esempio, trasferire soldi al figlio a titolo di mantenimento o per fargli un regalo; gli si può inviare del denaro per consentirgli di far fronte a un debito o per dargli la disponibilità economica necessaria a comprare un bene di particolare valore (un’auto o una casa). Ognuna di queste situazioni si interseca con diverse norme che è bene conoscere.

Di tanto parleremo qui di seguito. Ti spiegheremo come trasferire soldi a un figlio e quali rischi si possono correre se non si è prudenti. Ma procediamo con ordine.

Come trasferire soldi a un figlio per mantenimento

Immaginiamo una coppia di coniugi che si separi. Con la sentenza che pone fine al matrimonio, il giudice obbliga l’uomo a versare, in favore dell’ex moglie, due assegni mensili: il primo per il mantenimento della donna e il secondo per il mantenimento dei propri figli. Le regole da rispettare, in questo caso, sono le seguenti.

Il padre deve versare i soldi per il mantenimento dei figli nelle mani o sul conto corrente della madre. Non può quindi consegnare la somma nelle mani dei figli a meno che questi non siano maggiorenni e ne abbiano fatto espressa richiesta. Senza un’esplicita domanda dei ragazzi, anche superata la maggiore età, il padre dovrà fare il bonifico all’ex.

Il trasferimento dei soldi non può essere sostituito dall’acquisto dei beni di prima necessità, abiti, alimenti, gite, automobili e neanche dalla donazione di una casa.

Il versamento del mantenimento è obbligatorio anche nei mesi in cui i figli vanno a vivere dal padre (ad esempio ad agosto): questo perché l’assegno di mantenimento è un importo unico annuale che solo per comodità viene diviso in 12 rate mensili.

Per il materiale trasferimento dei soldi, il genitore deve utilizzare il bonifico bancario (sicuramente più comodo e tracciabile, garantendo anche la prova dell’avvenuto pagamento) o la consegna diretta nelle mani della madre (a patto che la cifra non superi 3mila euro).

Come trasferire soldi a un figlio a titolo di donazione

Un padre o una madre può regalare dei soldi al figlio in qualsiasi momento e per qualunque ragione. In questo caso però deve osservare due importanti cautele. La prima è nei confronti del Fisco, la seconda nei confronti degli eventuali fratelli o altri eredi. Vediamo singolarmente queste due ipotesi.

Come trasferire soldi al figlio senza allertare l’Agenzia delle Entrate

Nel momento in cui il figlio ottiene una disponibilità di denaro maggiore rispetto a quelle che sono le sue possibilità economiche e con questa acquista un oggetto di lusso (un’auto, una casa, un viaggio, ecc.) può rischiare un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima, infatti, tramite il redditometro, è in grado di rilevare consumi superiori al reddito dichiarato. A questo punto, il contribuente deve essere in grado di dimostrare la provenienza dei soldi, cosa che può fare solo se questi gli sono stati erogati con un bonifico o con un assegno.

Dunque, per trasferire soldi al figlio è sempre meglio usare mezzi tracciabili, in modo da contrastare, anche a distanza di molti anni, gli eventuali accertamenti del Fisco. Tali mezzi tracciabili sono appunto il bonifico bancario o postale o l’assegno non trasferibile.

Nel momento in cui il figlio effettuerà l’acquisto (ad esempio un immobile) sarà meglio che metta per iscritto che il denaro con cui viene pagato il prezzo è il frutto della donazione del genitore.

Come trasferire molti soldi a un figlio 

Donare del denaro è un atto lecito ma se è di «non modico valore» deve avvenire dinanzi al notaio e in presenza di due testimoni. È “di modico valore” tutto ciò che, in relazione alle possibilità economiche del donante, non comporta un eccessivo impoverimento. Regalare 100 euro non necessita del notaio; regalarne 100mila per una persona che ne guadagna a malapena 500 al mese, richiede il pubblico ufficiale.

Se, però, la donazione del denaro in favore del figlio viene fatta con bonifico ed è finalizzata all’acquisto di un bene specifico (ad esempio, un’auto o una casa) non c’è bisogno del notaio e dei testimoni. Lo ha chiarito la Cassazione a Sezioni Unite nelle proprie istruzioni su come fare la cosiddetta donazione indiretta.

Se la donazione non rispetta la forma del rogito notarile può essere impugnata da chiunque in qualsiasi momento.

Una volta effettuato l’atto notarile è necessario usare l’assegno o il bonifico. Difatti, per somme superiori a 3mila euro sono obbligatori gli strumenti di pagamento tracciabili.

Come trasferire soldi al figlio senza avere problemi con gli altri eredi

Un altro problema che si può porre quando si regala del denaro a un figlio sono le eventuali contestazioni dei fratelli o degli altri eredi del donante: costoro potrebbero opporsi alla donazione. Non si può, però, contestare una donazione finché il donante è ancora in vita: questi infatti potrebbe fare, successivamente, ulteriori regali che potrebbero ristabilire le dovute proporzioni. Gli eredi legittimari, cioè solo il coniuge e i figli, possono impugnare la donazione che li ha privati delle quote di eredità riservate loro dalla legge, solo dopo la morte del donante e fino a massimo 10 anni dall’apertura della successione. Per evitare contestazioni di questo genere, prima della donazione il donante può far firmare agli altri suoi eredi un atto di accettazione della donazione stessa con cui si impegnano a non impugnarla.

Come trasferire soldi a un figlio per pagargli la casa o l’auto

Si chiama donazione indiretta ed è il metodo con cui una persona (di norma un genitore) regala a un’altra il denaro necessario per l’acquisto di un bene specifico. La donazione indiretta si può fare versando i soldi direttamente al venditore oppure dandoli al donatario affinché questi poi li usi per pagare il prezzo. In questo secondo caso è necessario usare il bonifico bancario o l’assegno non trasferibile; nell’atto di acquisto poi bisognerà specificare la provenienza dei soldi per non incorrere nell’obbligo di corrispondere l’imposta sulle donazioni.

Come trasferire denaro a un figlio per coprire un suo debito

Un figlio potrebbe aver contratto dei debiti cui il padre o la madre potrebbero voler porre rimedio. In questo caso il genitore può fare il bonifico direttamente al creditore o al figlio, specificando che si tratta di una donazione rivolta a estinguere la passività. Sarà, comunque, opportuno usare il bonifico indicando come causale lo scopo della donazione.

Il creditore non può opporsi al pagamento del debito da parte di un terzo.


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