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Invalidità per casalinghe

22 Luglio 2019 | Autore:
Invalidità per casalinghe

Che cosa spetta alle casalinghe che diventano invalide: rendita Inail sino a 1300 euro al mese, pensione d’invalidità e d’inabilità civile.

Il lavoratore che diventa invalido, nella generalità dei casi, è tutelato con una pensione riconosciuta dall’Inps, l’assegno ordinario d’invalidità: questa prestazione, calcolata allo stesso modo della futura pensione, sulla base del reddito e dell’anzianità contributiva, spetta con almeno 5 anni di contributi accreditati, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio.

Se, poi, l’infortunio è stato causato dall’attività lavorativa, o si verifica una malattia professionale, il lavoratore è tutelato dalla rendita riconosciuta dall’Inail.

Ma che dire, invece, delle casalinghe, che non sono tenute al versamento della contribuzione? Spetta la pensione per invalidità delle casalinghe?

Se l’invalidità si verifica a causa di un infortunio domestico, in determinati casi si può ricevere una copertura Inail sino a circa 1300 euro al mese: le casalinghe, infatti, sono obbligate ad assicurarsi presso l’Inail, per l’attività svolta all’interno delle mura domestiche (pulizie, cura dei familiari, cura degli animali d’affezione, piccole manutenzioni, etc.).

Inoltre, se la casalinga invalida versa in stato di bisogno economico, può aver diritto alla pensione d’invalidità civile, o alla pensione d’inabilità civile, per invalidità al 100%; queste pensioni, sopra i 67 anni, si trasformano in assegno sociale sostitutivo.

E se l’invalidità si verifica sopra i 67 anni, quando non ci si deve più assicurare? In questo caso, possono spettare comunque delle pensioni, anche se non direttamente collegate allo stato d’invalidità. Ma procediamo con ordine.

Rendita Inail per invalidità casalinghe

L’assicurazione Inail per casalinghe tutela dal rischio di infortuni domestici; sono indennizzati i soli casi d’infortunio:

  • verificatosi in occasione di attività volte alla cura della famiglia;
  • per causa violenta o virulenta;
  • che causino alla persona danneggiata un’inabilità permanente dal 27% (non è dunque risarcita l’inabilità temporanea, o inferiore alla percentuale del 27%), se verificatisi entro il 31 dicembre 2018;
  • che causino alla persona danneggiata un’inabilità permanente dal 6% (non è dunque risarcita l’inabilità temporanea, o inferiore alla percentuale del 27%), se verificatisi dal 1° gennaio 2019.

Per gli infortuni verificatisi dal 2019, la rendita Inail spetta soltanto dopo che l’apposita commissione medica dell’istituto verifica, a seguito di guarigione clinica, un’invalidità almeno pari al 16%; la rendita, a seconda della percentuale d’invalidità riscontrata, può arrivare sino a 1.292,90 euro al mese.

Se, invece, l’invalidità va dal 6 al 15%, spetta un risarcimento una tantum pari a 300 euro.

Pensione d’invalidità per casalinghe

Se la casalinga, a seguito di un infortunio o di una malattia, riporta un’invalidità dal 74% al 99%, può ottenere la pensione d’invalidità civile (assegno mensile di assistenza per invalidi civili parziali): il suo reddito annuo personale, però, non deve superare i 4.906,72 euro (non si considera il reddito del coniuge, né il reddito degli altri eventuali componenti del nucleo familiare). Inoltre, per ottenere la prestazione è necessario trovarsi in stato di disoccupazione. Per approfondire: Pensione d’invalidità civile e limiti di reddito.

La pensione ammonta a 285,66 euro al mese.

Pensione d’inabilità per casalinghe

Se la casalinga, a seguito di un infortunio o di una malattia, riporta un’invalidità del 100%, può ottenere la pensione d’inabilità civile: il suo reddito annuo personale, però, non deve superare i 16.814,34 euro (non si considerano il reddito del coniuge e i redditi degli altri eventuali componenti del nucleo familiare). Per ottenere la prestazione non è necessario trovarsi in stato di disoccupazione. Per approfondire: Pensione d’inabilità civile.

Assegno sociale sostitutivo per casalinghe con invalidità

Se la casalinga ha un’invalidità riconosciuta prima del compimento dei 67 anni di età, e già percepisce la pensione d’inabilità civile o l’assegno mensile di assistenza, ha diritto, al compimento di 67 anni, alla conversione della prestazione in assegno sociale sostitutivo.

L’assegno sociale sostitutivo, o assegno sociale derivante dall’invalidità civile, ha un importo pari a:

  • 372,98 euro mensili se la casalinga ha un’invalidità dal 74% al 99%, con un limite di reddito personale pari a 4.906,72 euro annui; a determinate condizioni può ottenere la maggiorazione base, pari a 85,01 euro mensili, e la maggiorazione ulteriore, pari a 12,92 euro, dell’assegno sociale; inoltre, a partire dal 70° anno di età, può ottenere l’incremento della maggiorazione, o incremento al milione, pari a 191,46 euro (i valori si riferiscono all’anno 2019);
  • 372,98 euro mensili se la casalinga è invalida civile al 100%, con un limite di reddito personale annuo pari a 16.814,34 euro; anche in questo caso possono spettare la maggiorazione base, la maggiorazione ulteriore e l’incremento al milione.

Ai fini del diritto all’assegno vanno considerati solamente i redditi personali, e non quelli del coniuge.

Assegno sociale per casalinghe con invalidità

Se la casalinga diventa invalida dopo i 67 anni e non percepisce alcuna pensione, può ottenere l’assegno sociale, se possiede i seguenti requisiti:

  • almeno 67 anni di età;
  • cittadinanza italiana, o cittadinanza di un Paese europeo, o cittadinanza di un Paese Terzo assieme al possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni in Italia;
  • reddito entro i 5.953,87 euro annui, se non sposata;
  • reddito entro 11.907,74 euro annui, se sposata (si considera il reddito personale assieme al reddito del coniuge).

L’assegno sociale può arrivare sino a 457,99 euro al mese, a seconda dell’importo degli eventuali redditi della casalinga.

Pensione di cittadinanza

Se nel nucleo familiare della casalinga tutti i componenti hanno almeno 67 anni di età o sono disabili gravi, spetta, ad integrazione dei redditi eventualmente percepiti (come l’assegno sociale sostitutivo, ad esempio), la pensione di cittadinanza, che può arrivare a un massimo di 1536 euro al mese (in caso di famiglia numerosa, e compresi eventuali redditi integrati).

Il reddito familiare non può superare una soglia massima che va da 7.560 euro a 16.632 euro annui, a seconda del numero dei componenti del nucleo e dell’eventuale condizione di disabilità.

L’Isee della famiglia non può superare una soglia massima che va da 9.360 euro a 20.592 euro annui, a seconda del numero dei componenti del nucleo e dell’eventuale condizione di disabilità.

Reddito di cittadinanza

Se nel nucleo familiare della casalinga ci sono dei componenti con meno di 67 anni di età non disabili gravi, spetta, ad integrazione dei redditi eventualmente percepiti (come l’assegno sociale sostitutivo, ad esempio), il Reddito di cittadinanza, che può arrivare a un massimo di 1380 euro al mese (in caso di famiglia numerosa, e compresi eventuali redditi integrati).

Il reddito familiare non può superare una soglia massima che va da 6mila euro a 13.200 euro annui, a seconda del numero dei componenti del nucleo e dell’eventuale condizione di disabilità.

L’Isee della famiglia non può superare una soglia massima che va da 9.360 euro a 20.592 euro annui, a seconda del numero dei componenti del nucleo e dell’eventuale condizione di disabilità.



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