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Risarcimento test gravidanza sbagliato

23 Luglio 2019 | Autore:
Risarcimento test gravidanza sbagliato

Risultato sbagliato test gravidanza: quando si può chiedere il risarcimento? Qual è il test maggiormente affidabile? Cosa fare in caso di errore?

Quando una donna sospetta di essere incinta, la prima cosa che fa è sottoporsi al test di gravidanza: si tratta di un esame che chiunque può fare, visto che occorre semplicemente acquistare un piccolo strumento digitale che, a contatto con l’urina, è in grado di determinare lo stato interessante. Di norma, questi test sono piuttosto affidabili: il margine di errore è minimo. Tuttavia, è sempre possibile che avvenga uno sbaglio; in questi casi, come comportarsi? È possibile chiedere il risarcimento per un test di gravidanza sbagliato? Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme se è possibile esercitare un’azione legale nel caso di test di gravidanza errato.

Test di gravidanza: quanti tipi?

Il test di gravidanza serve a capire se una donna sia incinta oppure no. Esistono diversi tipi di accertamento per capire se si è in dolce attesa:

  • test di gravidanza urinario: è quello più diffuso, in quanto si compra in farmacia e permette di rilevare la presenza di un determinato ormone (Beta HCG) nelle urine che è la “spia” dello stato di gravidanza. Il test urinario è affidabile al 99 per cento;
  • test di gravidanza sanguigno. Esistono due tipi di test sanguigni: il test qualitativo è quello più semplice, e dà come risultato semplicemente i valori positivo o negativo; il test quantitativo considera anche la quantità esatta di ormone Beta HCG presente nel sangue, permettendo una stima sulla data del concepimento. È affidabile al 100 per cento, ed è quindi il test di gravidanza più sicuro;
  • test di gravidanza salivare: misura i livelli di ormone Beta HCG presente nella saliva, è molto pratico e affidabile al 98 per cento, ma in Italia è ancora poco diffuso.

Test gravidanza: cosa succede se sbaglia?

Come abbiamo appena visto nel paragrafo precedente, i test di gravidanza sono molto affidabili, quasi infallibili, soprattutto quello sanguigno. Tuttavia, un piccolo margine di errore c’è sempre: è qui che si pone il problema del risarcimento del test di gravidanza sbagliato.

Caia fa il test di gravidanza e scopre di essere incinta. Lo comunica subito al suo compagno, Tizio, il quale, entusiasta della notizia, comincia a fare grandi acquisti per il futuro nascituro e addirittura provvede a versare la caparra per l’acquisto di una nuova abitazione.

Mevia è sposata con Sempronio ma ha una relazione extraconiugale con Filano. Un centro analisi annuncia a Mevia di essere in stato interessante. Poiché Mevia è sicura che il figlio non può essere del marito, decide di uscire allo scoperto e di  comunicargli la sua relazione con Filano. Ne segue un violento litigio e la fine della loro storia. Dopo qualche giorno, il centro analisi comunica che si è trattato di un falso allarme.

Nei casi appena esposti, è evidente che il test di gravidanza sbagliato ha prodotto delle conseguenze importanti: nella prima ipotesi, la coppia ha deciso di affrontare, in vista del futuro allargamento del nucleo familiare, delle spese straordinarie; nella seconda, invece, l’errore ha causato la fine di una relazione. Come comportarsi in questi casi? È possibile chiedere il risarcimento?

Risarcimento per test gravidanza sbagliato: quando?

In teoria, è possibile chiedere il risarcimento dei danni derivanti dal test di gravidanza sbagliato. Per ottenerlo, però, bisognerà dimostrare l’effettivo danno patito, economico o morale che sia.

In effetti, per ottenere il risarcimento dei danni per test di gravidanza sbagliato bisognerà fornire la prova del pregiudizio realmente subito: un test sbagliato non giustifica, di per sé, una richiesta risarcitoria se non vi sono alcune conseguenze.

Inoltre, bisogna distinguere a seconda del test a cui si è sottoposta la donna. Abbiamo detto nel primo paragrafo che solamente il test sanguigno è sicuro al 100%; ciò vuol dire che gli altri tipi di verifiche non possono dare la certezza assoluta e, pertanto, la donna dovrà prudentemente ripetere il test a distanza di qualche giorno per avere ulteriore conforto.

In estrema sintesi, ciò significa che darà diritto al risarcimento del danno solamente il test di gravidanza sanguigno il quale, come detto, dovrebbe essere infallibile. Si sono registrati in Italia diversi casi di analisi del sangue che, a causa di un errore umano (ad esempio, dovuto allo scambio delle provette), hanno riscontrato uno stato interessante che in realtà non c’era.

In casi del genere sarà dunque possibile chiedere il risarcimento dei danni, sempreché, come detto, vi siano state conseguenze pregiudizievoli. Chiedere il risarcimento alla casa produttrice dei test acquistabili in farmacia, invece, è cosa piuttosto difficile: come detto, infatti, queste verifiche non sono attendibili al 100%.

Tizia, a seguito di test urinario, scopre di essere incinta. Lascia immediatamente la propria casa, ritenendola inadeguata ad ospitare un bambino, e si mette alla ricerca di una nuova. Dopo qualche settimana, però, scopre che si è trattato di un errore.

In un caso come quello appena prospettato, non si può pensare di accordare un risarcimento dei danni, visto che la condotta della donna è stata imprudente e avventata e che avrebbe dovuto sapere che il test urinario non è del tutto sicuro. Se si fosse trattato di un test sanguigno, invece, allora l’errore non sarebbe giustificato e il risarcimento potrebbe essere chiesto.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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