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Chi non è obbligato a fare l’Isee?

22 Luglio 2019 | Autore:
Chi non è obbligato a fare l’Isee?

Beneficiari dell’assegno sociale, della pensione d’invalidità e di altri sussidi: chi non deve presentare la dichiarazione sostitutiva unica per il diritto a prestazioni e agevolazioni?

Chi percepisce un sussidio, o richiede un’agevolazione, è normalmente obbligato a presentare l’Isee, cioè la dichiarazione sostitutiva unica Dsu: si tratta di una dichiarazione che riguarda l’intero nucleo familiare, nella quale bisogna indicare redditi, patrimonio, alcuni beni e spese rilevanti più ulteriori specificità.

Questa dichiarazione non deve dunque essere confusa con la dichiarazione dei redditi: non sono, difatti, indicati soltanto i redditi prodotti, ma anche il patrimonio posseduto, compresi i beni improduttivi di redditi, come i veicoli. Inoltre, non si tratta di una dichiarazione individuale, ma collettiva.

Ma chi non è obbligato a fare l’Isee? Chi può evitare di inviare questa dichiarazione, non proprio semplice da compilare e inviare, né veloce?

In generale, non è obbligato a inviare la dichiarazione Isee chi non deve richiedere prestazioni o agevolazioni. Ad ogni modo, va precisato che non tutti coloro che richiedono agevolazioni e benefici di varia natura dagli enti pubblici sono obbligati a presentare l’Isee.

L’Isee, infatti, non è altro che un indicatore della condizione economica nella quale si trova la famiglia, sulla cui base possono spettare dei trattamenti, come il reddito di cittadinanza, o ulteriori vantaggi, come la riduzione del contributo per la mensa scolastica o delle tasse universitarie. Ma procediamo con ordine.

Come funziona l’Isee?

L’Isee, o Dsu, è una dichiarazione nella quale devono essere indicati numerosi dati, relativi a tutti i componenti del nucleo familiare:

  • dati anagrafici dei componenti (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, data e luogo di nascita, relazione col dichiarante, cioè con chi presenta la dichiarazione Isee);
  • dati relativi all’abitazione in cui risiede il nucleo familiare (indirizzo, proprietà, affitto, mutuo);
  • redditi prodotti da ciascun componente;
  • patrimonio immobiliare e mobiliare (conti, libretti, carte prepagate…) di ciascun componente;
  • veicoli intestati a ciascun componente;
  • eventuale condizione di disabilità di uno o più familiari.

In base alle informazioni dichiarate, e a quelle presenti nelle banche dati dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate, l’Inps invia un’attestazione, dalla quale emerge l’Isee, l’indicatore della situazione economica della famiglia: in pratica, si tratta di un indice che “misura la ricchezza” del nucleo familiare, basandosi sulle informazioni reddituali, patrimoniali, sulle spese e sulla situazione di tutti i membri della famiglia anagrafica. Alla consistenza del nucleo, cioè al numero dei componenti della famiglia, si dà rilevanza attraverso la scala di equivalenza.

Dall’attestazione Inps emergono ulteriori indici, oltre all’Isee, come l’Isr, l’indicatore della situazione reddituale, e l’Isp, l’indicatore della situazione patrimoniale.

Attenzione, però: non sempre la famiglia anagrafica coincide col nucleo familiare ai fini Isee, o ai fini delle prestazioni di assistenza, come il reddito di cittadinanza; ne abbiamo parlato in: Isee, chi sono i componenti della famiglia.

A che cosa serve l’Isee?

L’attestazione Isee rilasciata dall’Inps serve per stabilire la spettanza della maggior parte delle agevolazioni e delle prestazioni: dalla pensione/ reddito di cittadinanza al bonus bebé, dalle tariffe agevolate della mensa scolastica alle tasse universitarie, sino alla dilazione delle cartelle e alle prestazioni sociosanitarie per i disabili. Per alcune di queste prestazioni, oltre all’indicatore Isee, possono essere richiesti ulteriori indicatori emergenti dalla dichiarazione: dipende dai requisiti richiesti per lo specifico beneficio.

Chi non è obbligato a presentare l’Isee?

Ma in quali casi si può evitare di presentare la dichiarazione Isee?

Innanzitutto, è bene precisare che la dichiarazione, se già presentata da un componente del nucleo familiare, per lo stesso periodo di validità non deve essere presentata dagli altri componenti, in quanto le informazioni dichiarate e l’attestazione valgono per tutto il nucleo.

Ricordiamo che la validità dell’Isee:

  • per le Dsu presentate nel 2019, sarà sino al 15 gennaio 2020;
  • per le dichiarazioni presentate dal 1° gennaio 2020, la validità partirà dalla data di presentazione della dichiarazione al 31 dicembre dell’anno stesso;
  • in caso di perdita del lavoro o di una pensione, o prestazione di assistenza, e in caso di abbassamento del reddito familiare sopra il 25%, è possibile presentare un nuovo Isee, l’Isee corrente.

Ci sono poi diverse prestazioni e agevolazioni che, potendo essere ottenute senza la necessità di rispettare delle specifiche soglie Isee (o specifici limiti collegati agli altri indicatori che emergono dall’attestazione Isee), non richiedono la presentazione della Dsu; le abbiamo elencate in: Posso avere aiuti senza Isee?

Ecco, comunque, le principali prestazioni che non richiedono la presentazione dell’Isee:

  • pensione d’invalidità civile;
  • pensione per invalidi civili totali;
  • indennità di frequenza;
  • assegno sociale;
  • pensione sociale;
  • assegno sociale sostitutivo;
  • pensione sociale sostitutiva;
  • pensione speciale sordomuti;
  • indennità di comunicazione;
  • pensione per ciechi assoluti;
  • pensione per ciechi parziali;
  • assegno per i decimisti;
  • indennità per i ventesimisti;
  • indennità di accompagnamento o accompagno;
  • pensione per i talassemici;
  • bonus mamma domani;;
  • buono nido;
  • assegni al nucleo familiare Anf, da non confondere con gli assegni familiari corrisposti dal Comune, per i quali invece l’Isee è richiesto;
  • la Naspi e le altre indennità di disoccupazione;
  • pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di anzianità, assegno ordinario d’invalidità, pensione di reversibilità e tutte le prestazioni di previdenza in genere.


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1 Commento

  1. Buongiorno.
    Perché mio marito deve dichiarare il suo reddito lordo prodotto all’estero, da iscritto A.I.R.E. e residente estero , cancellato dall’anagrafe italiana
    nella DSU per prestazioni universitarie: borsa di studio della figlia.
    Perché non puo’ dichiarare e inserire nella DSU IL canone di locazione dell abitazione dove risiede?
    È un’,incongruenza.
    Aggiornate mi
    Vi ringrazio e saluto
    Concetta vallone

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