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L’usura bancaria nella giurisprudenza

31 Luglio 2019 | Autore:
L’usura bancaria nella giurisprudenza

Usura bancaria: cos’è, come si accerta e cosa comporta. Quali sono le voci di costo e i tassi di interesse che secondo la giurisprudenza determinano l’usura.

Gli interessi sul tuo mutuo ti sembrano troppo alti? L’estratto conto bancario riporta voci di costo che non ritieni giustificate? In questo articolo, fornirò alcune indicazioni utili per comprendere il meccanismo dell’usura bancaria e consentirti di verificare se le condizioni contrattuali che hai negoziato con la banca sono a norma di legge o contrarie alle norme anti-usura. Attraverso una sintesi delle principali pronunce sull’usura bancaria nella giurisprudenza cercherò di darti delle indicazioni utili per far valere i tuoi diritti con la banca, evitando così di trovarti a pagare costi eccessivi e illegittimi. Come capirai dalla lettura di questo articolo, se le condizioni contrattuali che hai sottoscritto non rispettano le normative anti-usura, avrai diritto alla restituzione delle somme versate alla banca.

Cos’è l’usura bancaria?

L’usura è una pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse eccessivamente onerosi, approfittando dello stato di necessità di un altro soggetto, che dunque si vede suo malgrado costretto ad accettare le condizioni che gli vengono imposte. In senso tecnico, si ha usura ogniqualvolta un soggetto si faccia dare o anche solo promettere sotto qualsiasi forma il riconoscimento di interessi o altri vantaggi usurari a fronte di un prestito di denaro. La disciplina dell’usura nasce in ambito penale [1], ma come vedremo ha significative ricadute anche nel civile per quel che attiene la validità delle clausole di un contratto.

Proprio perché connessa al prestito di denaro in cambio di interessi, l’usura riguarda molto da vicino l’ambito bancario.

Pensa, ad esempio, ad un contratto di mutuo: esso altro non è che un contratto con il quale un soggetto (la banca) ti concede un prestito, chiedendoti in cambio il riconoscimento di interessi sul prestito. Si tratta di una pratica in sè lecita, che tuttavia può, a determinate condizioni, integrare l’usura: ciò accade, come vedremo, nel caso di superamento di un parametro noto agli addetti ai lavori come tasso soglia (ne parlerò a breve).

Altro caso tipico è quello del contratto di conto corrente per il quale molto spesso ti vengono addebitati tutta una serie di oneri e voci di costo che potrebbero determinare un aggravio di costi con conseguente superamento del tasso soglia.

Ma l’usura riguarda, più in generale, tutti i rapporti bancari e, dunque, ad esempio, anche contratti di leasing, prestiti garantiti con cessione del quinto dello stipendio, carte revolving. 

Il tasso soglia: come si determina?

Il tasso soglia, ovvero il limite massimo entro cui un contratto bancario può ritenersi conforme alla normativa anti-usura, viene individuato mediante rilevazione trimestrale con decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio Italiano dei cambi. A partire dalla formulazione della norma penale, sono state elaborate diverse formule per la verifica dell’usura. Tuttavia, per prassi consolidata nei tribunali, si fa riferimento alle istruzioni elaborate dalla Banca d’Italia [2]. La giurisprudenza le ha definite norme tecniche autorizzate [3] che rispondono ad un’elementare esigenza logica e metodologica di avere a disposizione dati omogenei, facilmente raffrontabili (cosa che invece non consentono le altre formule matematiche). 

Per quanto utili nella determinazione dell’usura contrattuale, tuttavia, le istruzioni di Banca d’Italia non hanno valore di legge e, dunque, non possono essere ritenute prevalenti rispetto a quanto disposto dalla norma penale. Addirittura, alcune pronunce giurisprudenziali  hanno statuito la possibilità di disapplicare le istruzioni di Banca d’Italia. Del resto, in più occasioni, la Corte di Cassazione ha ribadito la centralità sistematica in materia di usura della disciplina prevista dal Codice penale [4]È bene ricordare che la legge penale è ispirata a una maggiore tutela del soggetto debole, mentre le regole di Banca d’Italia tendono ad essere più restrittive in quanto omettono di includere nel calcolo certi costi accessori che, inevitabilmente, incidono sul costo complessivo del finanziamento. 

Usura: conseguenze sui contratti

Il rispetto delle soglie anti-usura ha importanti ricadute sui contratti stipulati con la banca. La legge ha previsto un meccanismo sanzionatorio nei confronti della banca di una certa gravità: se in un contratto sono stati pattuiti interessi usurari, la relativa clausola è nulla e non sono dovuti interessi [5]. Tale previsione normativa, sia pur espressamente riferita al solo contratto di mutuo, è stata ritenuta dalla giurisprudenza estensibile a tutti i rapporti bancari. Del resto, la pattuizione di interessi usurari non è, infatti, un’eventualità che si verifica nei soli contratti di mutuo, bensì in qualsivoglia contratto avente funzione creditizia al quale può essere associata la corresponsione di interessi. Attenzione: il contratto che hai firmato rimane nel suo insieme valido, ciò che decade sono le pattuizioni in materia di interessi. Così, per esempio, gli interessi già pagati in relazione a un contratto di mutuo dovranno essere restituiti o conteggiati a titolo di capitale.

Alcuni esempi pratici

Abbiamo visto che la legge penale ha stabilito la rilevanza ai fini della determinazione del tasso soglia di tutti gli oneri che l’utente sopporti in connessione con l’uso del credito.

Ecco, dunque, un elenco delle voci di costo a cui devi fare attenzione: 

  • spese di istruttoria e di revisione del finanziamento;
  • spese di chiusura della pratica;
  • spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate;
  • costo dell’attività di mediazione svolta da un terzo;
  • spese per l’assicurazione o garanzie intese ad assicurare il rimborso del credito;
  • spese per l’estinzione anticipata del finanziamento;
  • ogni altra spesa contrattualmente prevista connessa con l’operazione di finanziamento.

Non devi, invece, considerare ai fini del conteggio i seguenti oneri: imposte e tasse, eventuali oneri notarili, eventuali assicurazioni facoltative.

Su queste ultime, tuttavia, fai bene attenzione. Molto spesso, la stipula dell’assicurazione ti viene presentata come facoltativa, ma di fatto si tratta di un’onere aggiuntivo che la Banca tende ad importi, con conseguente aggravio di costi. E allora, trattandosi di un costo che incide sull’operazione, lo stesso deve essere conteggiato ai fini della verifica sull’usura.

Bada bene, dunque. A prescindere dalla qualificazione che ne da il contratto, la polizza assicurativa che hai sottoscritto è da ritenersi obbligatoria, se ricorrono le seguenti circostanze [6]:

  • le polizze assicurative sono state stipulate dall’intermediario;
  • la dei due contratti, di finanziamento e di assicurazione, avviene nello stesso momento;
  • la copertura assicurativa ha la stessa durata del contratto di finanziamento;
  • la previsione di un capitale (polizza a vita) o un indennizzo (polizza danni) parametrati al debito residuo, che garantisca l’assicurato contro accadimenti in grado di pregiudicarne la capacità di portare a termine i pagamenti rateali nel rispetto del piano di ammortamento del finanziamento

Come agire in giudizio

Questo articolo, senza pretesa di esaustività, ti ha fornito un inquadramento sul tema dell’usura bancaria nella giurisprudenza.

Se dopo la lettura di questo articolo, hai qualche dubbio sulla legittimità degli interessi che stai pagando per il tuo mutuo, ti suggerisco di richiedere una perizia a un professionista specializzato in ambito bancario (per lo più un dottore commercialista). La perizia sarà in grado di confermarti l’esistenza di interessi usurari, i periodi a cui essi si riferiscono e la misura degli stessi. Dall’accertamento di interessi usurari, il perito ti potrà altresì fornire una simulazione delle somme che hai indebitamente versato alla banca a titolo di interessi.

Con la perizia in mano, potrai citare in giudizio la banca. 

I giudizi per l’accertamento dell’usura hanno una natura estremamente tecnica e richiedono necessariamente un approfondimento in sede di istruttoria, mediante un’apposita consulenza tecnico contabile che il giudice affiderà a un suo consulente: si tratta della cosiddetta ctu, consulenza tecnica d’ufficio. Affinché il giudice si convinca della necessità della consulenza tecnica, occorre tuttavia fornire già una serie di elementi di prova a supporto dell’esistenza di usura contrattuale: a questo serve la produzione in giudizio della perizia di parte. 

In assenza di una perizia di parte, ti segnalo che difficilmente potrai ottenere nel corso del giudizio che il giudice disponga una consulenza tecnica d’ufficio: ciò in quanto, per consolidata giurisprudenza, la consulenza tecnica d’ufficio non può essere esplorativa.

Insomma, se ritieni di aver sostenuto costi ed interessi usurari, sei tu a doverne fornire la prova.


note

[1] Art. 644 cod. pen.

[2] Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi e disposizioni correlate.

[3] Trib. Milano sentenza del 03.06.2014 e 21.10.2014; conformi Trib. Ferrara sentenza del 02.07.2014; più di recente Trib. Avezzano sentenza del 21.01.2015.

[4] Cassazione Civile, Sez. III, sentenza n. 5160 del 06.03.2018.

[5] Art. 1815 cod. civ.

[6] ABF Collegio di Roma  n. 8128/2015, 735/2016 e 8009/2016 e del Collegio di Napoli n. 6797/2016, 7811/2016.


3 Commenti

    1. Buongiorno, gli interessi di mora, ancorché non concorrano a determinare il TEGM secondo le istruzioni di Banca d’Italia, sono anch’essi soggetti al rispetto delle soglie d’usura

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