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Donazione di denaro: tutte le regole

19 febbraio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 19 febbraio 2018



Regole da rispettare per una donazione di denaro valida: le tasse da pagare, la scrittura privata e l’atto del notaio

 È frequente nella realtà di trovarsi di fronte alla circostanza di donare un aiuto in denaro a un familiare, un parente o un amico in momentanee difficoltà economiche. È bene sapere che tutte le volte in cui si regala una somma di denaro ad un’altra persona, e questa l’accetta, si verifica quella che, in linguaggio giuridico, viene detta donazione. Se invece c’è l’impegno del beneficiario della somma di restituirla senza interessi si parla di prestito. Vediamo, dunque di descrivere e spiegare le regole per una valida donazione di denaro.

Donazione di denaro: somme di modico valore

In primo luogo è da dire che per la donazione non sono previste forme solenni se la stessa ha ad oggetto somme di modico valore.  Tuttavia la legge non dice quando una donazione possa considerarsi di modico valore. A tal fine, per stabilirlo, bisogna prendere in considerazione il patrimonio e le condizioni economiche sia del donante che del donatario.  Infatti, il concetto di “modico valore” non è assoluto ed uguale per tutti: lo stesso importo può essere considerato modico per alcuni e non modico per altri.  Ad esempio la somma di  80mila euro può essere di valore modico per un soggetto con un patrimonio milionario, mentre è di non modico valore per un altro soggetto. Le donazioni di modico valore di importo inferiore ai 3mila euro, inoltre, possono essere effettuate in contanti e senza formalità.

Donazione di denaro: somme di elevato valore

Nel caso in cui la somma da donare sia di non modico valore avuto riguardo al patrimonio del donante e a quello del donatario, sarà necessario che la donazione rivesta la forma di atto pubblico notarile. La somma di non modico valore, dunque, deve essere trasferita mediante atto pubblico di donazione da concludersi dinanzi al notaio.  La conclusione di tale atto pubblico è prevista dalla legge a pena di nullità della donazione. La nullità della donazione imporrebbe al donatario la restituzione dell’importo ricevuto (ciò però a seguito di una causa che gli può essere intentata da qualsiasi soggetto controinteressato, tra cui gli eredi del donante).

Donazione di denaro: i rilievi fiscali

A quanto detto deve aggiungersi che nel caso di donazione di importi elevati e destinati, ad esempio, all’acquisto di beni come un’auto o un immobile, è sempre bene formalizzare per iscritto la donazione anche ai fini di un eventuale accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia è bene precisare che questa eventualità può anche essere scongiurata attraverso la firma di una scrittura privata munita di data certa.

Donazione di denaro: le imposte

L’aspetto fiscale è sempre quello più delicato quando si parla di donazioni o successioni. Dobbiamo però distinguere a seconda che si tratti di donazione di modico valore o meno. Infatti, per le donazioni di modico valore non è dovuta né l’imposta sulle donazioni, né l’imposta di registro per la registrazione dell’eventuale atto che le parti abbiano deciso di sottoscrivere.

Per la donazione di non modico valore, invece, bisogna invece effettuare delle distinzioni: l’imposta varia in relazione al rapporto di parentela intercorrente tra donante e donatario. Infatti:

  • per le donazioni tra coniugi e parenti in linea retta (genitori e figli, rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, adottanti e adottati), non si paga l’imposta di donazione se l’importo non eccede 1 milione di euro (cosiddetta franchigia). Oltre tale importo si paga l’imposta con aliquota al 4% dell’importo donato;
  • per le donazioni tra fratelli e sorelle la franchigia è di 100mila euro, per cui solo dopo tale importo si dovrà pagare l’imposta di successione, la quale, in questo caso, è pari al 6%.

In tutti i casi in cui non è prevista alcuna franchigia, l’aliquota è del 6% o dell’8% se  il beneficiario della donazione è un soggetto estraneo alla famiglia.

Donazione indiretta: che cos’è?

Nella prassi succede però che il donante, piuttosto che dare i soldi al donatario, preferisce acquistare per conto suo un bene – ad esempio un immobile – pagando il prezzo al venditore e con l’intesa che la titolarità del bene sia posta in capo al donatario. In questi casi si parla di donazione indiretta. Se, dunque, nella donazione diretta il donante dà al donatario i soldi, in quella indiretta gli procura direttamente il bene dopo aver pagato il prezzo per suo conto. In tal caso il bene entra direttamente nel patrimonio del beneficiario, senza passare da quello del donante.

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2 Commenti

  1. ma scusi che c’entra la scrittura privata? L’art. 782 c.c. prevede solo l’atto pubblico per la donazione. L’l’art. 783 c.c. invece per le donazioni di modico valore richiede solo la tradizione.

    1. Gentilissima Sig.ra Varlese,
      grazie per averci scritto. Come ben saprà, da un punto di vista pratico, è sempre consigliato cautelarsi con una scrittura privata allorquando si procede a donazioni o a spostamenti di denaro (anche se di modico valore, concetto – quest’ultimo – relativo). Avere una prova scritta in ordine agli spostamenti di denaro (siano essi eseguiti con finalità di prestito o a titolo di donazione) è sempre utile, inoltre, ai fini fiscali (onde “difendersi” da eventuali controlli esperiti dall’Agenzia delle Entrate).
      Cordialmente

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