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Quando si può non pagare l’Imu?

26 Luglio 2019 | Autore:
Quando si può non pagare l’Imu?

È possibile ottenere l’esenzione dal versamento dell’imposta comunale sulla seconda casa? La legge lo consente in certi casi. Altri preferiscono la furbata.

Che sulla prima casa non si paghi l’Imu è un fatto assodato. Che sulla seconda casa si paghi l’Imu, anche questo è un fatto assodato. O forse no? Vuoi vedere che c’è il modo per evitare di versare questa sorta di patrimoniale sugli immobili? Ma quando si può non pagare l’Imu?

Ci sono dei modi legali per non pagare l’Imu? Di sicuro, ci sono dei modi poco ortodossi per non versarlo. Premettere che le tasse vanno sempre pagate da tutti perché sono a beneficio di tutti, è come scoprire l’acqua calda. C’è, però, chi si inventa i trucchi più perversi per non pagarle, consapevoli – a volte mica tanto, poi si spaventa quando arriva il salasso – dei rischi che corrono. C’è, invece, chi guarda nelle pieghe della legge in modo da non pagare l’Imu in maniera corretta. Nell’uno e nell’altro modo, si tratta comunque di contribuenti che hanno capito quando si può non pagare l’Imu. Vuoi capirlo anche tu?

La regola generale è questa: l’Imu non si paga sulla prima casa, sulla seconda sì. Per essere più precisi (perché, poi, su questo principio si trova il tranello per non pagare l’Imu): l’imposta non si paga sull’abitazione principale, cioè su quella che è la dimora fissa ed in cui è stata fissata la residenza. Si paga, invece, sulla casa che non ha una di quelle due caratteristiche, cioè l’immobile in cui o non si mangia e si dorme ogni giorno oppure non è stata stabilita la residenza in Comune.

Sembrano dei dettagli di poco conto ma non lo sono. Ora vi spieghiamo perché e quando si può non pagare l’Imu.

Non pagare l’Imu: cosa dice la legge?

In teoria, e secondo quanto dice la legge, non si paga l’Imu sull’abitazione principale, a meno che si tratti di un immobile di lusso accatastato nelle categorie A/1, A/8 e A/9. Significa che occorre versare l’imposta sulla seconda casa, cioè quella delle vacanze o quella data in affitto. Questo è il principio base.

Per non pagare l’Imu sull’abitazione principale, però, occorre che questa sia la dimora ed il luogo di residenza del contribuente. Vuol dire che deve essere il luogo in cui questi vive abitualmente, mangia, dorme, torna a casa la sera dal lavoro (quindi, la dimora) e contemporaneamente ha fissato la residenza che risulta in Comune. Pertanto, dimora e residenza devono essere due condizioni simultanee e non alternative: in questo modo, infatti, la legge tenta di evitare che si scelga un indirizzo di comodo per pagare meno tasse. E, da questo punto di vista, fare troppo il furbo non conviene: indicare al Comune una residenza diversa da quella in cui effettivamente si vive è reato di falso in atto pubblico e si rischia, oltre al penale, di dover pagare l’Imu degli ultimi cinque anni.

Ci sarebbe da segnalare qualche eccezione alla regola, cioè dei casi in cui non si paga l’Imu pur mancando il requisito della residenza. Si tratta degli immobili intestati a militari o membri delle forze dell’ordine, vigili del fuoco e appartenenti alla carriera prefettizia in servizio effettivo permanente, sempre che abbiano presentato apposita domanda in Comune.

Premesso tutto ciò, ci sono dei casi in cui si può non pagare l’Imu sulla seconda casa? C’è chi ci riesce. Vediamo come.

Non pagare l’Imu con dimore diverse

Una delle possibilità per non pagare l’Imu sulla seconda casa è quella di dichiarare residenze e dimore diverse. Occorre, ovviamente, che ogni casa sia intestata ad una persona diversa e che ciascuna di queste persone non convivano abitualmente.

Mario e Maria sono sposati ed hanno, ciascuno di loro, una casa di proprietà. Mario vive nella sua abitazione di Milano, dove lavora da sempre. Maria, invece, ha la residenza e la dimora a Ferrara, dove l’azienda l’ha trasferita per due anni per partecipare ad un progetto di ricerca. Mario e Maria, dunque, hanno la residenza e la dimora in due Comuni diversi. Ciascuno di loro potrà avere l’esenzione dal pagamento dell’Imu in quanto i rispettivi immobili sono per loro l’abitazione principale.

Non pagare l’Imu intestando la casa ad un parente

Altro sistema per non pagare l’Imu sulla seconda casa è quello di intestare l’immobile o l’usufrutto della casa ad un parente anziano o disabile ricoverato in modo permanente (e quindi residente) in una casa di riposo o in un istituto di cura.

In questo modo, il Comune può assimilarli all’abitazione principale.

Unica condizione: la casa non venga affittata.

In alternativa, per non pagare l’Imu si può intestare la casa al figlio, a patto, però, che questi ci viva davvero nell’immobile. Non basta, quindi, la semplice donazione di un appartamento per non considerarlo più seconda casa: come già detto, ci devono essere la residenza e la dimora, in questo caso del figlio che ha ricevuto la casa.

Non pagare l’Imu sulla casa ereditata

Questa possibilità per non pagare l’Imu si deve concretizzare il più tardi possibile perché, affinché diventi praticabile, qualcuno deve spostare dimora e residenza nell’Aldilà. Si tratta, infatti, del caso in cui un coniuge proprietario di un immobile muore e lascia al marito o alla moglie (a chi dei due resta in vita, insomma) il diritto di abitazione sulla casa coniugale. In questo caso, il superstite non paga l’Imu perché avrà dimora e residenza nella sua abitazione principale.

Non pagare l’Imu dando la casa in comodato

Nel tentativo di trovare una soluzione per non pagare l’Imu sulla seconda casa, si può pensare a dare l’immobile in comodato ad un parente in linea retta entro il primo grado. Significa, in poche parole, prestare la casa ai genitori o ai figli, a condizione che non si tratti di una casa di lusso.

Attenzione, però: in questo modo non ottieni l’esenzione dal pagamento dell’Imu, ma solo (si fa per dire) uno sconto del 50% sull’imposta. Paghi la metà, insomma.

Oltre a non possedere un’abitazione di lusso da dare in comodato, per beneficiare dell’agevolazione è necessario:

  • registrare il contratto di comodato;
  • che il comodante, cioè la persona che concede in prestito la casa, possieda un solo immobile ad uso abitativo in Italia;
  • che l’abitazione principale in cui il comodante ha la residenza e la dimora e quella data in comodato si trovino nello stesso Comune.

Non pagare l’Imu rendendo la casa inagibile

Anche in questo caso, si tratta di ottenere non la piena esenzione, ma uno sconto sull’imposta. In altre parole, di non pagare una parte dell’Imu.

Puoi vedere l’Imu ridotta fino al 50% se chiedi al Comune in cui si trova la tua seconda casa di dichiararla inagibile. Ovviamente, servirà una perizia di parte.

La dichiarazione di inagibilità dovrà riportare gli estremi catastali dell’immobile ed il tipo di esenzione richiesta. Per questo, occorre tenere conto di che cosa dicono le norme locali sulle condizioni di inagibilità, cioè su quando si può dichiarare inagibile un immobile. A volte, infatti, non basta che non ci siano più le utenze ma deve servire una ristrutturazione o una ricostruzione importante affinché l’immobile possa essere abitato.

Se la casa sta per crollare, cioè si tratta di uno di quegli immobili collabenti iscritti alla categoria F2 del catasto, non si attribuisce alcuna rendita e, per tanto, non c’è una base imponibile su cui applicare l’imposta. In estrema sintesi, su quella casa si può non pagare l’Imu.

Non pagare l’Imu fingendo di separarsi

Dicevamo all’inizio di questo articolo che ci sono dei metodi legali grazie ai quali si può non pagare l’Imu e ci sono dei trucchi frutto del furbo ingegno dei contribuenti con cui si tenta di fregare l’Ente locale per non versare l’imposta.

Quello della finta separazione è uno di quei trucchi e viene, peraltro, utilizzato anche per avere diritto al reddito ci cittadinanza o ad altre agevolazioni dello Stato. In pratica, io e te che siamo sposati andiamo in Tribunale con un avvocato e diciamo che ci separiamo. Io rinuncio al mantenimento, ma tu, in cambio, mi dai una delle due case che hai intestate a te e nella quale fisserò la mia residenza e dirò che c’è la mia dimora (ricordiamo che ci vogliono i due requisiti per non pagare l’Imu).

Perché lo facciamo proprio in questo Comune, caro amore mio? Perché io e te sappiamo che non faranno alcun controllo, quindi io fingerò di trasferire residenza e dimora nella casa che tu mi cederai grazie alla finta separazione e nessuno saprà mai che, in realtà, continuo a vivere abitualmente con te. Da separati in casa? E chi se ne importa.



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2 Commenti

  1. Buongiorno…e se per problemi di mancato accatastamento la casa in cui si vive risulta essere in parte prima casa e in parte seconda casa , …….si deve pagare ugualmente l’imu?

  2. Per pagare l’ IMU sulla seconda casa è necessario che sia una “unita’ immobiliare” con numero identificativo catastale diverso dalla prima, ma se è un unico fabbricato costituisce sempre prima casa. Per esempio: se in un primo piano c’ è la cucina, la stanza da pranzo o il salotto e la stanza da letto è al secondo piano il tutto costituisce costituisce sempre la prima casa. Il fatto che una parte non sia accatastata non rileva perchè la norma contenuta nell’ art. 2 del dlgs 504 del 1992 ( scaricabile da internet ) indica testualmente ” unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta in catasto”. Se si tratta di un appartamento in corso di costruzione non si paga sino a quando non viene usato o accatastato. Se ha bisogno di altre spiegazioni personali riservate mi può scrivere all’ indirizzo E mail ninolob40@yahoo.it risponderò a Lei ed ad altri che ne avessero interesse a titolo assolutamente gratuito.

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