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Acquisto stufe 2018: tutti i bonus e le agevolazioni

19 febbraio 2018


Acquisto stufe 2018: tutti i bonus e le agevolazioni

> Business Pubblicato il 19 febbraio 2018



Bonus stufe a pellet 2018: vediamo quali sono le detrazioni fiscali, i requisiti di spesa e cosa sapere per usufruire delle agevolazione per l’acquisto di una stufa a pellet

Il 2018 è l’anno dei lavori in casa. Numerosi, infatti, sono i bonus e le agevolazioni per chi voglia ristrutturare il proprio appartamento, acquistare arredi ed elettrodomestici o migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione; per conoscere tutti i bonus previsti per la casa, leggi: Lavori in casa: tutti i bonus del 2018, per conoscere – più nel dettaglio – tutte le informazioni utili in tema di bonus mobili 2018, leggi: Bonus acquisto mobili 2018: ecco tutte le risposte e Bonus mobili 2018: cosa sapere per non sbagliare. La legge di bilancio 2018, infatti, ha prestato molta attenzione al tema casa, confermando una serie di previsioni in termini di bonus e detrazioni. Tra queste molta importanza assume il cosiddetto bonus condizionatori (per saperne di più leggi: Bonus condizionatori 2018: cos’è e come funziona). Analoghe agevolazioni e detrazioni fiscali sono previste per chi intenda acquistare una stufa nel 2018. Vediamo, dunque, quali sono i bonus, le agevolazioni e le detrazioni fiscali per l’acquisto di una stufa del 2018; come cambiano dette agevolazioni a seconda del modello di stufa (a pellet, elettrica a legna o a gas), quali i requisiti di spesa e cosa sapere per usufruire delle agevolazioni per l’acquisto di un stufa nel 2018.

Bonus acquisto stufe a pellet 2018: cos’è?

Chi acquista una stufa a pellet nel 2018 potrà godere di un’agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) parte dei  costi sostenuti per l’acquisto della stufa. L’acquisto, può avvenire sia a seguito di lavori di ristrutturazione che a seguito di lavori per l’efficienza energetica del proprio appartamento. Per richiedere il bonus 2018 spettante per l’acquisto di una stufa a pellet, infatti, è necessario distinguere il tipo di spesa eseguita a partire dalla data del 1° gennaio 2018 ed entro la data del 31 dicembre 2018. A seconda della tipologia di spesa effettuata e di stufa acquistata, infatti, cambierà la detrazione fiscale applicabile, che potrà essere pari anche al 50% o al 65%. Ma procediamo con ordine.

Bonus stufe a pellet 2018

Acquistare una stufa a pellet nel 2018 può rivelarsi molto conveniente. Ed infatti, chi acquista una stufa a pellet nel 2018 potrà godere di un’agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef il 50 o il 65% dei  costi sostenuti.

La detrazione Irpef di cui si può usufruire per l’acquisto di una stufa a pellet, infatti, muta a seconda della tipologia di spesa posta in essere. Più nel dettaglio, la spesa sostenuta per l’acquisto di una nuova stufa a pellet potrà essere posta in essere nell’ambito di:

  • lavori di ristrutturazione;
  • acquisto mobili ed elettrodomestici;
  • lavori per efficienza energetica.

Bonus stufe a pellet e lavori di ristrutturazione

Le prime due ipotesi sopra elencate presuppongono la sussistenza di lavori di ristrutturazione in casa. Se l’acquisto di una stufa a pellet avviene a seguito di lavori di ristrutturazioni in casa è possibile richiedere un bonus del 50%. La detrazione Irpef, dunque, in questo caso sarà pari al 50%.

Bonus stufe elettriche e acquisto di elettrodomestici

Quanto detto sopra deriva dal fatto che l’acquisto di una stufa elettrica o a pellet rientra nell’ambito del bonus mobili e grandi elettrodomestici 2018. Il bonus mobili è un’agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef  i costi sostenuti per l’acquisto di arredi grandi elettrodomestici, destinati ad allestire un’abitazione oggetto di ristrutturazione. Tra gli elettrodomestici che si possono acquistare usufruendo del bonus mobili rientrano anche i condizionatori e le stufe elettrice, purché la classe energetica di tali elettrodomestici non sia inferiore alla A+.

Bonus mobili 2018: vale se ho sostituito la caldaia?

Si, la sostituzione della caldaia rientra tra gli interventi di “manutenzione straordinaria”. È necessario, comunque, che ci sia un risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente. Sul punto è bene sapere che, con riferimento alle stufe a gas, la Regione Lazio ha emanato un bando di incentivi per le caldaie 2018 investendo 4,8 milioni di euro. L’agevolazione si rivolge a chi sostituisce la vecchia caldaia o stufa con generatori di calore in grado di produrre basse emissioni oppure con generatori con alimentazione a gas. Scopo del bando è quello di favorire la rottamazione di caldaie, stufe, termocamini alimentati a biomasse legnose con generatori a basse emissioni, in grado di garantire sempre un alto rendimento.

Bonus stufe a pellet e riqualificazione energetica

Spetterà una detrazione fiscale del 65% nei casi di riqualificazione energetica. Quindi, laddove l’acquisto di una stufa a pellet avvenga a seguito di lavori eseguiti nell’immobile per favorirne una maggiore efficienza energetica e senza spese di ristrutturazione si potrà ottenere un bonus fiscale pari al 65% delle spese sostenute. Ciò in quanto, la legge di bilancio 2018 ha confermato, con qualche correttivo, l’ecobonus. L’Ecobonus è un’agevolazione fiscale consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) i costi sostenuti dal contribuente per interventi di riqualificazione energetica eseguiti in casa oppure in edifici condominiali, uffici, negozi, capannoni. Lo scopo di tali interventi è quello di aumentare il livello di efficienza energetica degli immobili esistenti. Secondo l’ultima previsione legislativa la detrazione fiscale sarà pari al 65 %. Per tutto l’anno, dunque,  sarà possibile ottenere il bonus del 65% qualora l’acquisto di una stufa a pellet sia qualificaficable alla stregua di intervento di efficientamento energetico.

Stufe a legna 2018: il conto termico

Dal 2016 è entrato in vigore il cosiddetto conto termico. Con questo sistema di incentivi lo Stato finanzia fino al 65% della spesa per prodotti a basse emissioni. Il conto termico non è cumulabile con le detrazioni fiscali su stufe a legna o in pellet al 50 o 65% e il contribuente dovrà specificare già al momento del bonifico quale delle due strade intende percorrere.

Bonus stufe 2018: come va effettuato il pagamento?

Gli acquisti potranno essere eseguiti dal contribuente tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018Al fine di ottenere le agevolazioni è necessario aver effettuato o effettuare i pagamenti con bonifico o carta credito o di debito (bancomat). In caso di utilizzo della carta di credito o di debito, la data di pagamento coincide con il giorno di utilizzo della carta da parte del suo titolare, che è indicata nella ricevuta di transazione (non rileva, pertanto, il giorno di addebito sul conto corrente). Non è possibile pagare tramite assegno bancario, contanti o altri mezzi di pagamento. Quanto appena detto vale anche per il pagamento delle spese di trasporto e di montaggio del bene. 

Attenzione: la detrazione spetta solo se l’installazione della stufa a pellet è eseguita da un tecnico qualificato e autorizzato a rilasciare il certificato di conformità sulle capacità termiche del prodotto.

Bonus stufe 2018: quali documenti conservare?

Colui che vuole ottenere la detrazione Irpef prevista dal bonus dovrà premurarsi di conservare i seguenti documenti:

  • ricevuta del bonifico, dal quale emerga la causale del versamento, la data nonché il numero della fattura, i dati del richiedente la detrazione (il quale può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto del bene, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti,
  • dichiarazione di ristrutturazione oppure titolo abilitativo comunale da cui risulti la data di inizio lavori. Qualora l’intervento non ne preveda l’obbligatorietà, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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