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Durante le ferie maturano i contributi?

24 Luglio 2019 | Autore:
Durante le ferie maturano i contributi?

Il lavoratore assente per ferie ha diritto al pagamento della contribuzione previdenziale Inps per la pensione?

Dopo tanto tempo, finalmente ti sei concesso una meritata vacanza dal lavoro: avevi parecchie ferie arretrate, dal momento che non ti assentavi da anni.

Una volta ricevuto il cedolino paga relativo al mese in cui hai fruito delle ferie, però, hai trovato una strana “sorpresa”: non ti sono stati addebitati i contributi relativi al periodo di vacanza, oppure ti sono stati addebitati, ma hai ricevuto una somma, segnata in busta paga come “restituzione contribuzione trattenuta per ferie non godute”.

Ti sei subito domandato se durante le ferie maturano i contributi. Possibile che il periodo di ferie, garantito addirittura dalla Costituzione [1], non valga ai fini della pensione? È mai possibile che il diritto sacrosanto al recupero psicofisico si debba “pagare” in questo modo? Il dipendente è costretto a riscattare il periodo di ferie, se vuole recuperarlo?

Non devi lasciarti confondere dalla restituzione della contribuzione per ferie non godute: si tratta semplicemente, difatti, dei contributi per le ferie arretrati, che ti vengono trattenuti comunque, dopo 18 mesi dalla maturazione, se il datore di lavoro non ti manda in vacanza. Quando ti assenti per ferie ti vengono poi restituiti.

Un discorso diverso vale invece per le “ferie” dei collaboratori (o co.co.co., o lavoratori parasubordinati) e dei lavoratori con partita Iva, per quanto riguarda la copertura dei periodi ai fini della pensione. Ma procediamo con ordine.

Le ferie valgono ai fini della pensione?

Se sei un lavoratore dipendente, devi sapere che, nella generalità dei casi, le ferie valgono pienamente ai fini della pensione: sulla retribuzione corrisposta per le giornate di ferie, infatti, il datore di lavoro deve applicare la contribuzione a suo carico e la trattenuta contributiva a tuo carico. Attenzione, però: se decidi di andare in ferie “per conto tuo”, cioè senza il consenso del datore di lavoro, non fruisci delle ferie, ma di assenze ingiustificate, sulle quali non maturano i contributi.

Meccanismi particolari sono previsti per specifiche categorie di lavoratori, come gli operai edili, ai quali è applicato mensilmente un accantonamento per le ferie (e per la gratifica natalizia), corrisposto dalla Cassa Edile due volte l’anno.

Le ferie dei collaboratori valgono per la pensione?

Sei un collaboratore e il tuo committente ti ha “mandato in ferie”? Innanzitutto, devi sapere che per i lavoratori parasubordinati le ferie non esistono, in quanto i collaboratori non devono attenersi ad alcun orario di lavoro, ma devono soltanto coordinarsi col committente, decidendo il momento in cui svolgere l’attività in totale autonomia.

Ipotizziamo, comunque, che il committente chiuda l’azienda per un mese, o che comunque per un mese tu non debba svolgere alcuna attività: questo periodo non lavorato non ti sarà utile ai fini della pensione, se non retribuito. Se retribuito, invece, obbliga il committente al pagamento della contribuzione, dunque sarà valido per la pensione.

Le ferie delle partite Iva valgono per la pensione?

Sei un lavoratore autonomo con partita Iva e chiudi l’attività per un mese? La validità del periodo ai fini delle ferie dipende dalla gestione previdenziale a cui sei iscritto:

  • se sei iscritto a una cassa professionale, ad esempio, nulla cambia, in quanto nella generalità dei casi è obbligatorio il versamento di un minimale annuo di contributi che, se versato, dà diritto all’accredito di tutti e 12 i mesi ai fini della pensione;
  • lo stesso vale se sei iscritto alla gestione degli artigiani o dei commercianti: anche in questo caso sei obbligato al versamento di un minimale annuo;
  • se sei iscritto alla gestione Separata Inps, invece, la validità del periodo di ferie dipende dall’ammontare dei tuoi versamenti nell’anno: non esiste infatti un contributo minimo fisso e uguale per tutti nella gestione, ma solo un reddito minimo di riferimento su cui calcolarlo. Nello specifico:
    • se nell’anno consegui un reddito almeno pari a quello minimale (15.878 euro nel 2019), sul quale quindi versi la relativa contribuzione, hai diritto alla copertura contributiva completa di 12 mesi;
    • in caso contrario, i mesi di copertura sono ridotti in proporzione ed accreditati a decorrere dal mese di gennaio, indipendentemente dal mese o dai mesi dell’anno in cui i compensi vengono percepiti; solo per il primo anno di iscrizione alla Gestione Separata, l’accredito contributivo decorre dal mese di iscrizione.

Perché mi hanno trattenuto i contributi se non sono andato in ferie?

Il datore di lavoro ti ha trattenuto in busta paga i contributi per ferie non godute, e tu stai sicuramente pensando: “Oltre al danno, la beffa. Non solo non vado in ferie, ma devo anche pagare i contributi su un beneficio che non ho goduto!”.

Hai perfettamente ragione, ma devi sapere che il datore di lavoro è obbligato, dopo 18 mesi dall’anno di maturazione delle ferie, a pagare i contributi per le ferie non ancora godute, quindi anche ad applicare la trattenuta contributiva a tuo carico.

In casi eccezionali, quest’obbligo può essere differito; ne abbiamo parlato in: Contributi sulle ferie non godute.

Ad ogni modo, non disperare: i contributi ti saranno restituiti non appena beneficerai delle ferie arretrate.


note

[1] Art. 36 Cost.


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