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Denuncia per diffamazione

20 Agosto 2019 | Autore:
Denuncia per diffamazione

Cos’è la diffamazione? Quando la diffamazione è aggravata? Denuncia e querela: differenze. Querela per diffamazione: come si scrive? Fac simile querela.

Quante volte, magari anche per scherzo, hai parlato male di una persona alle sue spalle, magari insinuando qualcosa di poco lusinghiero sulla sua condotta? Sicuramente ti sarà capitato, anche una sola volta nella vita. Devi sapere che, talvolta, le critiche, i pettegolezzi o, più semplicemente, le malelingue, possono costituire reato, in qualunque modo esse siano comunicate: a voce, per iscritto, su una chat Facebook o WhatsApp. Nello specifico, una condotta del genere potrebbe costarti una denuncia per diffamazione.

Non lo diresti, ma commettere una diffamazione è cosa piuttosto semplice; oggi, poi, a causa dei social network, ci vuole un attimo per macchiarsi di una diffamazione aggravata, punita più severamente della diffamazione semplice. Con il presente articolo vorrei spiegarti più nel dettaglio in cosa consiste il delitto di diffamazione e, soprattutto, vedere insieme come si fa e quali sono le possibili conseguenze di una denuncia per diffamazione.

Il reato di diffamazione

Partiamo, come sempre, dal principio. Cos’è la diffamazione? Quando si integra il reato? È il codice penale [1] a dircelo: chiunque, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro.

In buona sostanza, il reato di diffamazione scatta ogni volta che vengono pronunciate parole (o compiuti gesti) che siano in grado di offendere la considerazione che una persona ha all’interno di un determinato contesto sociale.

Di conseguenza, saranno sicuramente offensive le classiche ingiurie pronunciate alle spalle della vittima, ma anche i commenti poco lusinghieri, pur non costituendo un’offesa in senso stretto, possono ledere la reputazione della vittima: pensa al cliente che, insoddisfatto dell’operato del proprio avvocato, crei un gruppo facebook al solo fine di parlarne male e di screditarlo. Secondo la giurisprudenza, anche attribuire falsamente una relazione sentimentale può costituire un’offesa alla reputazione e, quindi, una diffamazione [2].

Cos’è la diffamazione aggravata?

La diffamazione è aggravata quando, a causa delle particolari modalità con cui è realizzata, è in grado di arrecare un danno maggiore alla vittima; per tale ragione, essa è punita più severamente. Secondo il codice penale, la diffamazione è aggravata quando:

  • l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. In questo caso, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro;
  • l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità (inclusi i social network) ovvero in atto pubblico. In casi del genere, la pena per la diffamazione è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro;
  • l’offesa è recata a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio.

Diffamazione: quando si compie?

Perché si possa avere il reato di diffamazione è fondamentale che le espressioni lesive dell’altrui reputazione reputazione siano poste in essere consapevolmente in presenza di almeno due persone, o anche solo di una ma, in questo caso, con modalità tali che la diffamazione giunga a conoscenza di altri [3].

Questo significa che se, ad esempio, Caio scrive delle frasi ingiuriose a proposito di Mevio sul suo diario privato e il contenuto di questo viene, contro la sua volontà, divulgato a terzi, Caio non potrà rispondere di diffamazione perché non era sua intenzione divulgare la affermazioni denigratorie.

Se ne vuoi sapere di più sugli elementi costitutivi di questo delitto, ti consiglio di leggere il mio articolo sul reato di diffamazione.

Si può fare denuncia per diffamazione?

Se ritieni di essere stato diffamato puoi senz’altro sporgere denuncia presso le autorità competenti affinché il responsabile venga punito. Tecnicamente parlando, la segnalazione che farai alle autorità (indifferentemente, polizia, carabinieri o direttamente la Procura della Repubblica) prende il nome di querela. Perché? Qual è la differenza? Te lo spiego subito.

Denuncia e querela: differenze

Denuncia per diffamazione o querela per diffamazione? In realtà, come capirai leggendo le prossime righe, non c’è sostanziale differenza: in entrambi i casi, segnalerai alle autorità un fatto costituente reato, di modo che si possano attivare per garantire l’autore alla giustizia.

Ciò non significa, però, che denuncia e querela siano la stessa cosa. Con la denuncia si chiede all’autorità inquirente (la Procura della Repubblica, cioè) di attivarsi per punire l’autore (o gli autori) di un reato procedibile d’ufficio del quale si è vittima oppure se ne è avuta solamente notizia.

Cosa significa “reato procedibile d’ufficio”? Vuol dire che, nel momento in cui il crimine avviene oppure se ne ha notizia, chiunque può allertare le autorità chiedendo il loro intervento.

Anche con la querela si segnala un fatto costituente reato; la differenza fondamentale è che la querela deve essere sporta direttamente dalla vittima del reato (o da un suo delegato o rappresentante) entro determinati limiti di tempo, e deve contenere l’esplicita manifestazione di volontà in ordine alla punizione del responsabile del crimine.

La querela è una condizione di procedibilità nel senso che, senza di essa, l’autorità non potrò procedere nei confronti del criminale. In poche parole, se vieni diffamato pubblicamente, in piazza o su un social network, solo tu potrai fare querela per diffamazione, e nessun altro.

La querela deve essere sporta entro tre mesi (eccezionalmente, entro sei mesi, se si tratta di delitti come lo stalking e la violenza sessuale) dal momento in cui si è avuta conoscenza del fatto illecito.

Poiché la diffamazione è un reato procedibile a querela di parte, avrai soltanto tre mesi di tempo per poter segnalare il delitto alle autorità, termine che decorre dal momento in cui hai scoperto di essere stato diffamato.

Querela per diffamazione: come si fa?

Appurato che, volendo utilizzare un linguaggio giuridicamente più preciso, dovremmo parlare di querela per diffamazione, vediamo come deve comportarsi chi è vittima di questo reato. La prima cosa da fare è quella di presentare querela alle autorità competenti. Per fare ciò, è possibile seguire due strade:

  • presentarsi direttamente alla caserma o alla stazione di polizia più vicina e narrare a voce ciò che è accaduto;
  • scrivere direttamente la querela, preparandola da sé oppure ricorrendo ad un avvocato, per poi depositarla alle autorità.

Verbale di ricezione della querela orale per diffamazione

Una querela per diffamazione può essere sporta oralmente presso i carabinieri o la polizia: basta recarsi al comando o alla stazione più vicini e narrare il fatto così come è accaduto. L’ufficiale preposto provvederà a trascrivere ciò che gli viene raccontato, provvedendo anche a qualificare giuridicamente il fatto (cioè, ad indicare le norme di legge che si ritengono violate).

La querela orale viene pertanto trascritta in un apposito atto, definito verbale di ricezione di querela sporta oralmente. Tale verbale deve essere necessariamente sottoscritto dal querelante: in assenza della firma, la querela sarebbe nulla.

Deposito della querela scritta per diffamazione

Una volta scoperta la diffamazione, potresti anche rivolgerti ad un avvocato perché scriva lui la querela; conferendogli procura speciale, inoltre, lo incaricherai anche di depositarla per tuo conto. Il vantaggio di affidarsi ad un legale per scrivere una querela per diffamazione è quello di essere certi che l’atto verrà scritto in maniera dettagliata, con tutti gli opportuni riferimenti, sia normativi che giurisprudenziali.

In alternativa, potresti pensare di scrivere tu, di tuo pugno, un una querela per diffamazione: chi meglio di te, infatti, conosce i fatti per come si sono svolti realmente? E poi, ti risparmieresti la seccatura di dover pagare un avvocato.

Nulla ti vieta, dunque, di poter preparare personalmente una querela per diffamazione, la quale andrà comunque successivamente depositata presso le autorità. Come fare a scrivere una querela? Prosegui nella lettura se vuoi sapere come preparare una valida querela per diffamazione.

Come scrivere una querela per diffamazione?

Se pensi che scrivere una denuncia oppure una querela sia difficile, ti stai sbagliano: la legge non prescrive alcuna formalità particolare, se non quella di indicare in modo chiaro e comprensibile il fatto costituente reato e l’autore (se noto). Non è necessario, poi, che tu indichi espressamente gli articoli di legge che ritieni violati: sarà l’autorità procedente a qualificare giuridicamente i fatti da te narrati.

In pratica, per scrivere una querela per diffamazione dovrai fare così:

  • innanzitutto, scrivere l’intestazione, cioè l’autorità a cui è rivolta (ad esempio: “Alla stazione dei carabinieri di …”; oppure “Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di …”);
  • esporre le tue generalità (nome, cognome, residenza, codice fiscale);
  • narrare i fatti accaduti, cercando di essere più preciso possibile (indicare nomi del presunto autore del fatto e di coloro che, eventualmente, vi hanno assistito; specificare ogni circostanza rilevante; ecc.);
  • chiedere espressamente che le autorità si attivino per punire il/i responsabile/i; se non sono conosciuti, allora sporgerai denuncia contro ignoti;
  • se sei vittima del reato, ricorda di specificare subito che ti opponi all’eventuale archiviazione della notizia di reato, chiedendo esplicitamente di essere informato in questa evenienza al fine di manifestare il tuo dissenso;
  • se hai documentazione utile alle indagini (foto, atti, ecc.), allegala;
  • una denuncia anonima non è valida: ricorda di apporre data e firma.

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI _________

Atto di denuncia/querela ex artt. 336 ss. c.p.p.

Io sottoscritto, _____________, nato il ___________ a ___________, ivi residente in __________, c.f. ___________, sporgo formale querela contro <inserire il nome dell’autore del crimine; inserire “ignoti” se non se ne è a conoscenza> per i fatti che mi accingo a narrare.

<descrivere i fatti accaduti, ricordando di specificare date, nomi, eventuali testimoni e tutto ciò possa essere utile alle indagini>

Tanto premesso, con la presente

sporgo

formale denuncia/querela contro ________ per il reato di diffamazione di cui all’art. 595 cod. pen., nonché per ogni altro che l’autorità voglia ravvisare nei fatti sopra esposti. Nel chiedere espressamente la punizione dei responsabili, ci si riserva sin d’ora di costituirsi parte civile nel procedimento penale che vorrà essere intrapreso. Si manifesta espressa opposizione ex art. 410 c.p.p. all’eventuale richiesta di archiviazione della notizia di reato, chiedendo che ne venga dato avviso ai sensi dell’art. 408 c.p.p.

Si allegano:

Luogo, data

Il querelante

note

[1] Art. 595 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 31912 del 27.08.2001.

[3] Cass., sent. n. 36602 del 13.10.2010.

Autore immagine: Unsplash.com


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