La verità sul Reddito di cittadinanza

24 Luglio 2019 | Autore:
La verità sul Reddito di cittadinanza

Il numero delle domande presentate e gli importi effettivamente erogati sono inferiori alle attese: lo rivelano i dati Inps di luglio. La misura sta funzionando o no?

La realtà dei fatti si è rivelata molto inferiore alle attese di molti italiani che confidavano nel reddito di cittadinanza come misura di sostegno per la soluzione di tutti i problemi economici: i dati Inps aggiornati rivelano che il numero di domande presentate al 15 luglio è di 1.401.225 e di queste solo 905.000 sono state accolte (Napoli fa la parte del leone, con 142 mila domande presentate, seguita da Roma con 87 mila e da Palermo con 63 mila). La percentuale delle domande accolte è, quindi, del 63% circa, mentre gli esclusi ammontano al 37% delle domande totali: più di una domanda su tre è stata scartata. Anche analizzando i dati più recenti del periodo, la tendenza è la stessa: nello scorso mese di giugno le domande sono state poco meno di 100 mila, di cui 58 mila accolte.

Delle 905mila domande accolte dall’Inps, 793 mila riguardano nuclei percettori del reddito di cittadinanza ( 2,1 milioni di persone coinvolte), e 112 mila nuclei beneficiari della pensione di cittadinanza (128 mila persone coinvolte).

La verità sul Reddito di cittadinanza che emerge dai dati ufficiali risulta, quindi, ben diversa da quella delle misure annunciate a livello politico: il numero delle domande effettivamente presentate è stato molto minore rispetto alle attese annunciate a livello di proclami (si parlava inizialmente di 9 milioni di poveri) ed alle stesse stime tecniche del governo, che nella relazione di accompagnamento al decreto prevedeva di raggiungere 2 milioni e 700 mila persone. L’obiettivo di “sconfiggere la povertà” sembra ben lontano dall’essere raggiunto.

La regione con il più alto numero di nuclei percettori di reddito e pensione di cittadinanza si conferma la Campania (19% delle prestazioni erogate), segue la Sicilia (17%), il Lazio e la Puglia (9%): in queste quattro regioni risiede il 54% dei nuclei beneficiari. Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico ritiene che «si arriverà a oltre un milione di domande accettate entro l’anno, dato molto vicino a quanto stimato che era di 1,2 milioni».

Il divario tra aspettative e realtà si nota anche dall’elevato numero di domande scartate, considerando che quelle respinte in partenza ammontano a poco più di un quarto del totale mentre tutte le altre sono allo stato sospese in attesa di accertamenti ulteriori: probabilmente, in questa larga fascia si annidano quelle presentate dagli stranieri, per i quali la legge di conversione ha ristretto i termini di ammissione rispetto a quanto prevedeva il decreto iniziale dell’autunno scorso che aveva introdotto la misura.

Inoltre, incrociando i dati Inps sulle domande di reddito di cittadinanza con quelli sulla disoccupazione raccolti dall’Istat risulta che solo un terzo dei disoccupati ha ottenuto l’accoglimento della domanda e quindi ora percepisce il reddito: questo dimostra che il reddito di cittadinanza aiuta realmente solo un disoccupato su tre, perché più della metà di loro non ha presentato la richiesta e tra coloro che lo hanno fatto ci sono state numerose domande scartate.

C’è poi il fatto che non sono ancora partite le misure di sostegno all’occupazione che avrebbero dovuto costituire, secondo le intenzioni, il passo successivo rispetto al reddito, inteso come misura provvisoria in attesa del collocamento lavorativo: nonostante il fatto che almeno un terzo dei percettori del Reddito di cittadinanza risulti occupabile (si tratta di almeno 300 mila persone, se si ipotizza la presenza di almeno un lavoratore potenziale all’interno di ogni nucleo familiare beneficiario) nessuno ha finora ricevuto la convocazione ai centri per l’impiego per la presa in carico in modo da rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità (Did) e così ricevere le offerte di lavoro.  Però sono in arrivo i nuovi navigator che collaboreranno con i centri per l’impiego: diventeranno operativi dal prossimo settembre e collaboreranno nell’orientamento lavorativo degli attuali beneficiari del reddito di cittadinanza. I maligni dicono che le uniche assunzioni finora realizzate grazie al reddito sono state proprio quelle dei navigator e sinora, stando ai dati oggettivi, sembra difficile negarlo.

Anche guardando gli importi del reddito di cittadinanza effettivamente erogati si nota un consistente scarto rispetto agli annunci: i 780 euro si sono rivelati in realtà l’importo massimo astrattamente concedibile solo a chi ha un Isee zero, mentre a tutti gli altri questo importo viene ridotto in proporzione ai loro effettivi redditi e patrimoni. I tagli effettuati per arrivare alla determinazione concreta degli importi sono stati consistenti: il 70% circa degli assegni erogati è inferiore a 300 euro e sono noti alla cronaca i casi di chi si è pubblicamente lamentato di aver ricevuto solo 40 euro mensili di sussidio.

Forse non era mai stato ben chiarito che il Reddito di cittadinanza si compone di due parti, una prettamente economica, che prevede un reddito minimo garantito e può arrivare ad un massimo di 500 euro, e l’altra che consiste in un contributo per l’affitto il cui importo massimo è di 280 euro; così come molti non sapevano al momento della richiesta (se ne sono accorti dopo, al momento della liquidazione della somma riconosciuta) che per la determinazione dell’importo concedibile incide l’Isee, che non deve superare i 9.360 euro, il patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa che non può oltrepassare i 30mila euro, il patrimonio finanziario posseduto (dai 6 mila euro per un single, aumentato per le famiglie) e molti altri fattori che occorre conoscere e puoi approfondire leggendo questo articolo per capire come funziona il Reddito di cittadinanza e quali sono le condizioni per ottenerlo.

Nel 90% dei casi reddito e pensione di cittadinanza sono erogati ad un italiano, nel 6% ad un cittadino extra-comunitario in possesso di un permesso di soggiorno, nel 3% ad un cittadino europeo (nell’1% a familiari dei casi precedenti). Quanto all’importo percepito, ammonta a 526 euro per il reddito e 207 euro per la pensione di cittadinanza, guardando alla composizione familiare la classe modale è quella dei nuclei con un solo componente che percepiscono un importo mensile compreso tra 400 e 600 euro (169 mila).


6 Commenti

  1. Neanche coloro che l’avevano proposto conoscevano bene cosa in realtà sarebbe stato il reddito di cittadinanza. Lo hanno capito strada facendo! Il R.di C. doveva essere, secondo la definizione, un reddito che ogni SINGOLO cittadino avrebbe avuto il diritto di ricevere qualora non avesse già un reddito minimo di 9360 euro. Invece questo reddito minimo è stato poi attribuito al nucleo familiare, escludendo quindi tutti coloro che, non avendo un lavoro, sono costretti a restare in famiglia.

    1. ma se non sbaglio avevate sbandierato hai quattro venti che sarebbe stata la fine del mondo che l’avrebbero preso cani e porci e che nessuno sarebbe andato più in cerca i lavoro .
      Ora vi lamentate per il contrario ?
      il reddito è una copertura per quelle famiglie o individuo che non ha altri sostentamenti per non finire a buttarsi da un ponte soprattutto per artigiani e piccoli commercianti che chiusa l’attività non avevano disoccupazione o cassa integrazione

      1. Va bene aver aiutato i più bisognosi, ma non chiamiamolo Reddito di Cittadinanza. Il vero R. di C. previsto dai 5 Stelle prima delle lezioni 2018, quello che avrebbe aiutato anche i giovani senza lavoro, costretti a stare in famiglia a carico dei genitori, sarebbe costato 17 miliardi di euro, secondo i calcoli degli stessi 5Stelle!

  2. Io ho percepito il RdC a Giugno (per Luglio ancora non mi è stato dato) e mi hanno dato 241,52 euro perché nel 2018 ho lavorato un mese e, al 31 dicembre dello stesso anno, avevo sul conto corrente 1035 euro. Quindi dai 6000 euro annui ipotetici, sono stati scalati questi due importi, diviso per 12 mensilità ed ecco serviti i 241 euro che, comunque, sono meglio di un calcio sui denti.

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