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Guida senza casco: quando si evita la multa?

24 Luglio 2019 | Autore:
Guida senza casco: quando si evita la multa?

Chi è obbligato a indossare il casco? Cos’è lo stato di necessità e quando giustifica la guida senza casco?

Il Codice della strada è quel testo normativo che contiene praticamente tutte (o quasi) le regole che occorre rispettare quando si è in strada, sia come pedone che come conducente. Esagerando, possiamo dire che il codice della strada è il testo sacro di ogni persona che si accinge a circolare, a piedi o con un mezzo. Tra le norme presenti in tale testo v’è quella che obbliga i conducenti e i passeggeri di ciclomotori e motoveicoli ad indossare il casco. Forse non lo sai, ma la giurisprudenza ammette alcuni casi in cui se ne può fare meno: si tratta di ipotesi eccezionali in cui si evita la multa pur guidando senza casco. È possibile?

Se sei curioso di conoscere la risposta e vuoi saperne di più, allora ti invito a proseguire nella lettura: ti spiegherò, in modo semplice e chiaro, quando si evita la multa per guida senza casco.

Obbligo di indossare il casco: cosa dice la legge?

Il Codice della strada [1] dice che, durante la marcia, ai conducenti e agli eventuali passeggeri di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme ai tipi omologati.

Chi viola l’obbligo di indossare il casco è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 81 a euro 326 euro; quando il mancato uso del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente.

Alla sanzione pecuniaria amministrativa appena descritta si aggiunge il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni. Se, nel corso di un biennio, con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per almeno due volte, la stessa violazione, il fermo del veicolo è disposto per novanta giorni. La custodia del veicolo è affidata al proprietario dello stesso.

È chiaro, quindi, che chi va in moto, sia come conducente che come passeggero, è costretto a indossare il casco, pena l’obbligo di dover pagare una multa, alla quale si somma anche il fermo amministrativo del veicolo.

Su quali veicoli bisogna indossare il casco?

L’obbligo del casco è imposto a tutti coloro che siedono, in qualità di conducenti o di passeggeri, su un ciclomotore o su un motoveicolo. Qual è la differenza tra queste due tipologie di mezzi?

Il ciclomotore è un veicolo caratterizzato da una bassa potenza e cilindrata del motore ed è, perciò, in grado di raggiungere solamente modeste velocità. I ciclomotori sono per lo più veicoli a due ruote. In gergo, i ciclomotori vengono individuati col nome di motorino o di cinquantino (in riferimento alla cilindrata, che non supera i 50 cc).

I motoveicoli, invece, sono veicoli a motore a due, tre o quattro ruote, di potenza superiore ai ciclomotori, generalmente individuati con la denominazione di motociclette. Tra i motoveicoli rientrano mezzi come il sidecar, veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone, motocarri e quadricicli a motore.

Non c’è l’obbligo del casco, invece, per i velocipedi, cioè le biciclette.

Chi può guidare senza casco?

La legge prevede delle eccezioni alla guida con casco di ciclomotori e motoveicoli. Sono esenti dall’obbligo di indossare il casco i conducenti e i passeggeri:

  • di ciclomotori e motoveicoli a tre o a quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa;
  • di ciclomotori e motocicli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di sistemi di ritenuta e di dispositivi atti a garantire l’utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza.

Come detto, poi, l’obbligo di casco non si estende ai velocipedi.

Quando si evita la multa pur guidando senza casco?

Nonostante l’obbligo di indossare il casco, esistono dei casi in cui è possibile non portarlo e farla franca, sfuggendo alla multa. Quando accade ciò? Secondo la giurisprudenza, è possibile derogare all’obbligo di indossare il casco quando si è su un motoveicolo o un ciclomotore se ricorre una motivata urgenza dettata dalla necessità di salvare sé o altri da un pericolo grave e imminente alla persona.

In poche parole, si applicherebbe anche alle regole del codice della strada l’esimente (ben nota al diritto penale) dello stato di necessità, secondo cui non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, sempreché:

  • il pericolo non sia da lui volontariamente causato;
  • il pericolo non sia altrimenti evitabile;
  • il fatto sia proporzionato al pericolo [2].

Guida senza casco e stato di necessità: esempi

In applicazione del principio appena ricordato, il giudice [3] ha escluso la punibilità del motociclista trovato senza casco, il quale si stava recando a sporgere denuncia perché gli era stato appena rubato. In effetti, in un caso del genere non sussiste alcun pericolo per la propria persona, né una vera e propria urgenza: lo stato di necessità, quindi, era solamente immaginato dal conducente.

Tanto è servito, però, ad evitare la multa, in quanto il giudice gli ha dato ragione in virtù dell’applicazione del principio che dà rilievo alla scriminante putativa: se una persona ritiene per errore che esistano circostanze di esclusione della pena, queste sono sempre valutate a suo favore. Pertanto, la guida senza casco non è stata punita perché il conducente riteneva di trovarsi in uno stato d’urgenza.

Tuttavia, in applicazione del principio di stato di necessità utilizzato anche per giustificare il superamento dei limiti di velocità, possiamo affermare che si può guidare senza casco (e, di conseguenza, evitare la multa) tutte le volte che ci sia il bisogno impellente di salvare sé oppure altri e non ci sia tempo per adeguarsi alle norme del codice della strada.

Tizio viene chiamato d’urgenza da un medico del pronto soccorso, il quale gli riferisce che la piccola figlia è stata vittima di un incidente. Tizio, in preda al panico, avendo a disposizione solamente la sua motocicletta, salta a bordo senza avere il tempo di prendere il casco e si precipita in ospedale.

Mevio si trova a casa con suo figlio; all’improvviso, questi ha una crisi respiratoria dovuta ad un’allergia alimentare. Resosi conto che in casa non ci sono le medicine adatte, Mevio, senza portare con sé il casco, corre con la sua moto in farmacia per prendere ciò di cui ha bisogno il figlio.

Le ipotesi appena esposte sono emblematiche dello stato di necessità, soprattutto la seconda: ed infatti, mentre nel primo esempio, adottando una linea rigorosa, si potrebbe anche escludere la necessità, visto che la bambina è già in ospedale sottoposta alle cure dei medici, nel secondo c’è un bisogno urgente e indifferibile di acquistare i farmaci del caso.

Guida senza casco: si può evitare la multa senza stato di necessità?

Esistono poi delle ipotesi limite in cui i giudici hanno escluso la punibilità di chi guidava senza casco pur non essendovi alcun stato di necessità. È il caso del giudice [4] che ha giustificato il conducente che non aveva indossato il casco perché doveva compiere solamente un brevissimo tratto di strada.

Con un’altra sentenza [5], invece, è stato scusato il conducente che indossava un casco non omologato perché, a causa di un incidente, l’etichetta del casco che ne accertava la conformità era andata perduta e il proprietario non se n’era accorto.


note

[1] Art. 171 cod. della strada.

[2] Art. 54 cod. pen.

[3] Giudice di Pace di Agrigento, sent. n. 489/2012.

[4] Giudice di Pace di Bologna, sent. n. 4403/2007.

[5] Giudice di Pace di Pescara, sent. n.  780/2009.

Autore immagine: Pixabay.com


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