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Ricatto e violenza sessuale su internet: anche senza contatto fisico

10 Maggio 2013
Ricatto e violenza sessuale su internet: anche senza contatto fisico

Violenza sessuale sui minori via internet: anche se non c’è contatto fisico, nessuna attenuante.

Una vera piaga quella che si sta diffondendo su Internet: adescare i minori attraverso le chat dei social network, per poi minacciarli della diffusione delle loro foto che li vedono ritratti senza vestiti. Si chiama “sexting” ed è lo scambio di messaggi e fotografie a sfondo sessuale. I minori ci “cascano” sempre più spesso, perché si fidano o perché vengono astutamente “coartati”.

La Cassazione ha, di recente, affrontato il delicato tema della “violenza sessuale attraverso mezzi telematici. Con una sentenza che farà discutere [1], la Suprema Corte ha preso in esame il caso di un uomo che, dopo aver adescato online due ragazzine minori di 14 anni, le aveva ricattate di diffondere foto e video di queste ultime che le ritraevano nude e in pose oscene.

Sottolineano i giudici che il reato di violenza sessuale presuppone una minaccia nei confronti della vittima: tale minaccia non deve essere necessariamente fisica. È sufficiente infatti che il male prospettato alla vittima sia tale da incuterle timore.

Dunque, perché si abbia il reato di violenza sessuale, è sufficiente qualsiasi intimidazione psicologica o pressione morale, in grado di obbligare il soggetto passivo a subire gli atti sessuali.  ale.

Il fatto che non vi sia stata una congiunzione carnale o contatti fisico tra l’autore del reato e la vittima non implica una diminuzione di pena (attenuante). Pertanto, anche una comunicazione a distanza, come quella su internet, non può ricevere trattamenti più lievi.


note

[1] Cass. sent. n. 19033/2013.


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