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Bagnare le piante in condominio è reato?

26 Luglio 2019 | Autore:
Bagnare le piante in condominio è reato?

Che succede se l’acqua utilizzata per annaffiare i fiori finisce sul balcone del vicino? E se il vaso è rotto o l’impianto di irrigazione è malfunzionante?

Chi non ha mai amato avere dei vasi di gerani sul davanzale del balcone? Specialmente in città, quando non si ha un giardino a disposizione e si vuole un tocco di verde in casa. I fiori, però, vanno curati e, soprattutto quando c’è tanto caldo, vogliono tanta acqua. Chi non abita per conto suo, però, potrebbe avere qualche problema: lo sapevi che bagnare le piante in condominio è reato?

Non è che se un poliziotto ti vede annaffiare i fiori viene su spedito con le manette pronte. Ma siccome può succedere che bagnando le piante sporchi il balcone del vicino di sotto di acqua e terriccio, se non stai attendo può scattare la denuncia per getto di cose pericolose. Con conseguenze poco piacevoli: si parla della reclusione fino ad un mese o con un’ammenda.

Può sembrare incredibile, ma così ha stabilito la Cassazione non una ma più volte. Quindi, bagnare le piante in condominio è reato quando si crea un disturbo ai vicini?

Al Codice penale interessa poco dei tuoi gerani nel caso in cui, per tenerli sempre più belli, versi «cose atte a offendere o a imbrattare o molestare persone». Così recita il passaggio secondo cui bagnare le piante in condominio può costituire reato [1]. Un gesto che, in poche parole, viene considerato come immettere gas, vapore o fumi nella casa del vicino. Vediamo perché.

Quando è reato bagnare le piante in condominio?

Tenere dei vasi di fiori sul balcone non è reato. Bagnarli ogni mattina per evitare che i fiori si secchino, dipende. Se si fa con noncuranza, in qualche modo, senza tenere conto che acqua e terriccio finiscono sul terrazzo dei vicini di sotto, può configurare il reato di getto di cose pericolose. In pratica, si va contro la legge quando si gettano o si versano in un luogo pubblico o privato (il balcone del vicino, appunto) delle cose atte a offendere, imbrattare o molestare delle persone.

In pratica, se quando bagni le piante sistematicamente costringi il tuo vicino di casa a scopare e lavare il suo di balcone perché ogni giorno lo sporchi, oppure a portare la copertura del divanetto in lavanderia ogni volta che prendi l’annaffiatoio, stai creando un danno punito dal Codice penale con l’arresto fino ad un mese o l’ammenda fino a 206 euro.

Se i vasi perdono acqua, bagnare i fiori è reato?

Secondo la Cassazione [2], bagnare le piante in condominio senza evitare che l’acqua (a volte mescolata al terriccio) sporchi la proprietà del vicino o dei vicini di sotto integra il citato reato di getto di cose pericolose. I giudici, dunque, scrivono «senza evitare», il che significa che bisogna porre ogni rimedio per impedire che l’acqua finisca sui balconi altrui.

Questo vuol dire che il reato sussiste anche se, inavvertitamente, si è creato un fastidio al vicino perché il sottovaso è rotto o il sistema di irrigazione è difettoso. In estrema sintesi: anche se chi bagna i fiori non ha intenzione di sporcare la proprietà del vicino, quando l’acqua finisce nel suo balcone il reato è compiuto.

Nel caso valutato dalla Cassazione c’erano un paio di aggravanti. Il primo: il responsabile del fatto era a conoscenza del malfunzionamento dell’impianto di irrigazione. Non a caso, l’amministratore del condominio lo aveva intimato a ripararlo e lui aveva risposto di averlo già sistemato. Il che è un’ammissione, nemmeno tanto implicita, del fatto che lui era a conoscenza del guasto. Pertanto, non si poteva appellare ad un episodio fortuito, improvviso o imprevedibile, cosa che probabilmente gli avrebbe risparmiato qualche guaio.

Il secondo aggravante: non impedire che un danno venga causato significa accettare che succeda e, quindi, equivale a provocarlo [3]. Ad ogni modo, occorre che il danno sia persistente nel tempo, cioè che non si tratti di un episodio isolato ma che regolarmente chi annaffia i fiori lo faccia come se vivesse da solo in quel palazzo, senza curarsi del fatto che sta disturbando gli altri facendo gocciolare l’acqua.

Avere dei fiori sul balcone può essere vietato?

Quando si vive in condominio, occorre sempre rispettare il regolamento approvato dall’assemblea. Ed è proprio quel regolamento che stabilisce se puoi abbellire il tuo balcone con piante e fiori. Il tutto per una questione estetica: un condominio può decidere, ad esempio, che o tutti mettono i gerani sulla ringhiera del balcone o non lo fa nessuno, in modo da dare all’edificio un’immagine omogenea.

Può sembrare ridicolo, ma a qualcuno non sembrerà così. Immagina che in uno stabile su 10 vicini 7 odiano dover bagnare le piante ogni giorno o prendersi cura dei fiori. Sicuramente, voteranno per non averli del tutto in modo da tagliare la testa al toro (sarebbe meglio dire, recidere la testa al fiore).

Non solo: anche il Comune può dire la sua, come abbiamo approfonditamente spiegato in questo articolo. Il regolamento del municipio potrebbe imporre delle norme ben precise sulla possibilità di mettere delle foriere o dei vasi sui balconi del territorio comunale. Oppure dare il permesso solo se collocati in sicurezza per evitare incidenti o cadute che possano causare un danno a vicini o passanti. In quest’ultimo caso, le conseguenze potrebbero essere pesanti: toccherebbe risarcire il danno, a meno di avere una polizza assicurativa sulla responsabilità civile e sui danni provocati a terzi anche se fortuiti e, quindi, non intenzionali.


note

[1] Art. 674 cod. pen.

[2] Cass. sentt. n. 15956/2014 e n. 21753/2014.

[3] Art. 40 cod. pen.


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