Mettere il registratore spia in auto diventa reato

25 Luglio 2019 | Autore:
Mettere il registratore spia in auto diventa reato

L’auto è un posto privato in cui non si possono registrare conversazioni di nascosto ascoltandole attraverso investigatori privati. Chi lo fa commette reato.

Commette reato chi, per spiare le conversazioni del coniuge, mette di nascosto un registratore nella sua auto: lo ha stabilito proprio ieri un’innovativa sentenza della Cassazione [1]. Il caso riguardava una moglie che aveva fatto collocare dai suoi investigatori privati una microspia nella macchina del marito per ottenere così le prove del tradimento. Finora, la Cassazione tendeva ad escludere che l’autovettura fosse un luogo di privata dimora e ci si chiedeva se spiare in auto è reato. Dopo questa recentissima pronuncia, la risposta al quesito sembra più chiara: mettere il registratore spia in auto diventa reato, anche se non è quello di intercettazione abusiva bensì quello di violazione della riservatezza del domicilio, che colpisce la sfera della privacy.

Innanzitutto, la sentenza ha chiarito che il reato commesso è quello di interferenze illecite nella vita privata [2], punito con la pena della reclusione da sei mesi a quattro anni: il registratore, così come le microspie o “cimici” di vario tipo (la tecnologia nel campo è infinita), sono sicuramente «strumenti di ripresa sonora» vietati da questa norma, ma, soprattutto – ed è questa la novità – l’autovettura può ora essere considerata un luogo di privata dimora, dove cioè si svolgono momenti intimi di vita che debbono essere garantiti da interferenze illecite.

In questo modo, l’auto, anche se è parcheggiata sulla pubblica via, diventa un posto protetto in cui gli estranei – investigatori privati compresi – non possono inserirsi per captare ed ascoltare ciò che accade, a prescindere da quali siano i contenuti delle conversazioni o gli atti che le persone compiono nell’abitacolo della vettura.

La Cassazione ha, invece, escluso che mettere il registratore in macchina integri il reato di installazione di apparecchiature atte ad intercettare conversazioni o comunicazioni [3], perché nel caso esaminato non c’era stata un’indebita intrusione nei canali di comunicazione telefonici o informatici, mentre questa norma penale (che prevede una “tutela anticipata” perché punisce chi installa anche se poi non ascolta) si applica solo a questi tipi di comunicazione “a distanza” e non alle conversazioni tra presenti come quelle avvenute nell’automobile.

Nonostante queste premesse, la conclusione del caso concreto è stato il proscioglimento degli imputati: il reato di illecite interferenze nella vita privata c’era, ma mancava la querela di parte, che per questo reato è necessaria. Il marito non l’aveva sporta. Così la sentenza di condanna della Corte d’Appello è stata annullata e gli investigatori privati se la sono cavata nonostante avessero commesso una condotta giudicata come illecita.

Però, al di là dell’esito della vicenda specifica (il procedimento era stato instaurato senza querela e per un reato diverso da quello che la Cassazione ha infine ravvisato), le considerazioni della Corte mantengono validità per tutti i casi del genere: se l’automobile diventa un luogo di privata dimora, è protetto dalle intercettazioni, sicché è illecito intromettersi in questa sfera privata installando di nascosto apparecchi di registrazione in modo da ascoltare a distanza le conversazioni che si svolgono al suo interno.

Ricorda che per affinché si possa parlare di intercettazione è necessario che l’autore sia assente; se, invece, registri una conversazione, alla quale tu stesso prendi parte, non commetti reato anche se non avvisi il tuo interlocutore, a meno che non ti trovi nella sua privata dimora.

Se vuoi approfondire, scopri tutti i casi per sapere quando è lecito registrare una conversazione senza commettere illeciti e violare la privacy altrui; ti forniamo anche degli esempi per capire se e a quali condizioni le microspie in auto sono legali.

note

[1] Cass. sent. n. 33499/19 del 24 luglio 2019.

[2] Art. 615 bis Cod. pen.

[3] Art. 617 bis ed art. 623 bis Cod. pen.


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