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Gratuito patrocinio in mediazione: come fare

22 Agosto 2019 | Autore:
Gratuito patrocinio in mediazione: come fare

Quanto costa la mediazione e quando si applica il gratuito patrocinio?

In alcuni casi, la legge impone alle parti, prima di procedere con la causa dinanzi al giudice, di esperire il tentativo obbligatorio di mediazione. Si tratta di un procedimento di risoluzione alternativa delle controversie, finalizzato a far accordare le parti in via stragiudiziale, senza doversi rivolgere ad un giudice.

Il procedimento si svolge dinanzi ad un mediatore, terzo e imparziale, che non ha funzioni giudicanti, ma si limita ad ascoltare le parti e ad aiutarle a trovare un punto di incontro per un accordo amichevole.

Ci si può chiedere se si applica il gratuito patrocinio in mediazione e come fare. Il procedimento di mediazione ha dei costi, nella maggior parte dei casi comunque inferiori a quelli di una causa ordinaria. Occorre, infatti, pagare le spese di avvio della mediazione, l’indennità al mediatore in ipotesi di conclusione positiva del procedimento e il compenso dell’avvocato che assiste la parte durante il procedimento. Nella mediazione la presenza dell’avvocato è, infatti, obbligatoria e la parte non può “difendersi” personalmente.

Vediamo nel dettaglio quali sono i costi della mediazione e quando è possibile beneficiare del gratuito patrocinio (più correttamente “patrocinio a spese dello Stato”).

Mediazione obbligatoria: quando?

La mediazione è obbligatoria quando la controversia rientra nelle seguenti materie:

  • condominio;
  • diritti reali: proprietà, usufrutto, servitù;
  • divisione: comproprietà, comunione tra coniugi;
  • successioni ereditarie;
  • patti di famiglia;
  • contratti assicurativi, contratti bancari, contratti finanziari;
  • locazioni;
  • comodato (prestito di beni a titolo gratuito);
  • affitto di azienda;
  • risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria;
  • risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Ogni qualvolta la controversia tra le parti rientri in una delle materie sopra indicate, è indispensabile esperire il tentativo obbligatorio di mediazione, altrimenti la causa è improcedibile.

Anche al di fuori delle materie suddette, le parti possono comunque adire volontariamente un organismo di mediazione per trovare un accordo amichevole.

Mediazione: quanto costa?

Tra i costi della mediazione, occorre innanzitutto considerare le spese di avvio del procedimento.

Ciascuna parte è tenuta a pagare, per lo svolgimento del primo incontro, un importo di euro 40,00 per le liti di valore fino a 250 mila euro e di euro 80,00 per quelle di valore superiore, oltre alle spese vive documentate (per esempio spese postali di invio di raccomandate).

L’indennità deve essere versata dalla parte istante al momento del deposito della domanda di mediazione e da ciascuna controparte convocata, al momento dell’adesione al procedimento.

Oltre alle spese di avvio, occorre considerare le spese successive (indennità di mediazione), variabili in base al valore della lite e stabilite da apposita tabella ministeriale [1]:

  • fino a Euro 1.000: Euro 65;
  • da Euro 1.001 a Euro 5.000: Euro 130;
  • da Euro 5.001 a Euro 10.000: Euro 240;
  • da Euro 10.001 a Euro 25.000: Euro 360;
  • da Euro 25.001 a Euro 50.000: Euro 600;
  • da Euro 50.001 a Euro 250.000: Euro 1.000;
  • da Euro 250.001 a Euro 500.000: Euro 2.000;
  • da Euro 500.001 a Euro 2.500.000: Euro 3.800;
  • da Euro 2.500.001 a Euro 5.000.000: Euro 5.200;
  • oltre Euro 5.000.000: Euro 9.200.

Nei casi di mediazione obbligatoria, gli importi suddetti sono ridotti di un terzo per i primi sei scaglioni e della metà per i restanti. Se la mediazione si conclude positivamente, si applica l’aumento di un quarto.

L’importo può essere aumentato in misura non superiore a un quinto in ipotesi di particolare importanza, complessità o difficoltà della controversia.

Le spese di mediazione comprendono anche il compenso del mediatore, ma quest’ultimo viene corrisposto solo se la mediazione si conclude positivamente con un accordo.

Le spese citate non comprendono i compensi di terzi soggetti il cui intervento tecnico si sia reso necessario per valutazioni varie (per esempio perito o notaio). Allo stesso modo, le spese non comprendono il compenso dell’avvocato che assiste la parte in mediazione.

Mediazione: gratuito patrocinio

Nelle ipotesi di mediazione obbligatoria, la parte in possesso delle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, è esonerata dal pagamento delle indennità di mediazione.

In altri termini, la parte che, nell’ultima dichiarazione dei redditi, abbia dichiarato un reddito imponibile non superiore ad una determinata soglia, è esente dal pagamento delle spese di mediazione obbligatoria.

La soglia di reddito, per l’anno 2019, è di € 11.493,82. Se la parte convive con il coniuge, l’unito civilmente o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia. Si calcola il solo reddito personale dell’interessato solo quando sono oggetto della causa diritti della personalità o quando gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare.

Per poter beneficiare del patrocinio a spese dello Stato nei procedimenti di mediazione obbligatoria, occorre depositare, presso la segreteria dell’organismo di mediazione, un’apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la propria situazione reddituale sotto soglia, nonché, ove richiesto, la documentazione comprovante la veridicità di quanto dichiarato.

Sul punto, è bene consultare il regolamento dell’organismo di mediazione adìto.

Mediazione: gratuito patrocinio compenso avvocato

Se non vi sono dubbi sull’applicazione del gratuito patrocinio con riguardo alle indennità di mediazione, resta, invece, incerta l’applicabilità dell’istituto per il compenso dell’avvocato.

Purtroppo, nessuna disposizione normativa prevede che il compenso dell’avvocato rientri tra le spese coperte da gratuito patrocinio in ipotesi di mediazione. Ciò crea non pochi problemi in quanto, se la mediazione prevede obbligatoriamente la presenza di un legale, la parte non abbiente dovrà comunque pagare il suo onorario.

L’orientamento maggioritario è nel senso di escludere l’attività difensiva dell’avvocato in mediazione dalle prestazioni coperte dal gratuito patrocinio [2], ma non manca qualche pronuncia di senso opposto [3].


note

[1] Tabella A, D.lgs n. 28/2010.

[2] Trib. Roma ord. 11.01.2018.

[3] Trib. Firenze, sent. 13/12/2016.


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