Taglio di deduzioni e detrazioni fiscali in autunno per 5 miliardi

25 Luglio 2019
Taglio di deduzioni e detrazioni fiscali in autunno per 5 miliardi

Tagli e tax expenditure per lo stop agli aumenti Iva: i lavori iniziano oggi.

Ogni promessa è debito. Almeno, quando si tratta di togliere benefici il Governo è di parola. Detto fatto: negli scorso mesi si era parlato di tax expanditure – ossia del taglio alle agevolazioni fiscali – e così sarà: per evitare gli aumenti Iva, la prossima legge di bilancio ci riserva una bella sorpresa. Assisteremo a un taglio di ben 5 miliardi di euro su numerose deduzioni e detrazioni fiscali. Il che significa, in termini concreti, che pagheremo più tasse.

In particolare i tecnici del Governo lavorano a un taglio netto per redditi superiori a determinate soglie, taglio che, di certo, non piacerà proprio a quel ceto medio che flat tax vorrebbe in questo momento aiutare. Una cosa però è certa: se è innegabile che il fisco italiano tassa più volte gli stessi redditi, è anche vero che a volte le agevolazioni sono irrazionali.

Quali siano queste deduzioni e detrazioni fiscali che ci daranno per sempre l’addio o che saranno semplicemente rimodulate non è ancora possibile stabilirlo con certezza. Di sicuro, la prima a fare le spese sarà la detrazione del 50% sui lavori di ristrutturazione edilizia in casa che scenderà al 36%. Anche il settore delle medicine sarà oggetto di tagli ma, fanno sapere i politici, non toccherà i disabili.

In passato si è anche parlato di una rivisitazione delle franchigie relative alle imposte sulle successioni e donazioni. Al momento, il coniuge e gli ascendenti in linea retta (figli, genitori, nonni) non pagano nulla fino a un valore di un milione di euro; per gli importi superiori l’aliquota è solo del 4%. Tra fratelli invece, a fronte di una franchigia di 100mila euro l’aliquota è del 6%.

Si parla poi di un taglio orizzontale (fino a 4 punti percentuali) delle detrazioni Irpef del 19% che passeranno al 17%: vi rientrano i mutui prima casa, le spese sanitarie (per visite mediche, esami o farmaci), tasse universitarie dei figli. Non solo scenderà l’aliquota della detrazione ma verrà probabilmente introdotto un sistema di franchigie con una soglia a 300 euro.

Insomma, se su una spesa di 500 euro per curare la tua salute (cifra abbastanza facile da raggiungere visto che, ad esempio, in Lombardia una sola Tac costa 66 euro) oggi recuperi 95 euro, con la riforma potrai riavere 85 euro, cioè 10 euro in meno.

La revisione toccherà anche il famoso bonus Renzi, gli 80 euro i busta paga che a suo tempo furono tanto criticati dalle opposizioni: ora però il bonus sarà assorbito dalle detrazioni e non scomparirà del tutto. Sarà, insomma, invisibile.

Allo studio del Governo  ci sono anche altre misure come l’applicazione di franchigie o nuovi tetti per gli sconti, con un’indicazione ben precisa: «Tagliare tutte le agevolazioni oggi inutili o non più efficaci»: sono proprio queste le parole del sottosegretario.

Da oggi partiranno le audizioni di Conte con le parti sociali per anticipare i tempi della manovra di fine anno. Gli incontri puntano a «varare in anticipo la manovra». Ma questo «anticipo» non potrà scattare prima di settembre, quando arriveranno i dati aggiornati sulle entrate fiscali.

Era davvero necessario sfoltire tutti questi bonus fiscali? Assolutamente sì: e se non ci riusciremo, vedremo, tra poco meno di cinque mesi, l’Iva balzare dal 22% al 26,5%. Già in occasione dei lavori preparatori della Legge di Bilancio per il 2019, i Cinquestelle avevano indicato, come un punto fermo del proprio programma elettorale, la revisione della spesa e la potatura dei bonus fiscali, soprattutto quelli collegati ad attività o beni con ricadute negative sull’ambiente. Nello stesso tempo la Lega ragiona su una revisione complessiva da accompagnare con il taglio di aliquote.

In realtà, della razionalizzazione delle deduzioni e detrazioni fiscali si parla già da diversi anni. Il nostro sistema è così frammentato e frutto di legislazioni tra loro non omogenee da presentare numerose contraddizioni, con benefici eccessivi accordati a determinate categorie, a svantaggio di altre.



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