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Microspie per auto: sono legali?

25 Luglio 2019
Microspie per auto: sono legali?

Quando registrare una conversazione in macchina o piazzare un gps è una violazione della privacy?

Prova a scrivere su un motore di ricerca le parole microspia per auto. Troverai una serie di suggerimenti per le tue ricerche, frutto di un algoritmo capace di selezionare le parole più digitate dagli altri utenti. Scoprirai che la gente chiede di frequente a Google: «dove posizionare microspie per auto?», «microspia per auto Amazon», «microspie in auto, come trovarle?», «dove installare una microspia in macchina?». Nessuno però si è posto ancora il problema se le microspie per auto sono legali? Sembra infatti che il problema della legittimità del comportamento di chi nasconde un registratore o un gps dentro un veicolo non importi a nessuno. Si tratta invece di un problema da affrontare prima di acquistare uno dei tanti prodotti presenti in rete seppur si tratta di prezzi assai contenuti. Il rischio infatti – come già potrai immaginare se sei capitato su questa pagina – è che si possa essere accusati di violazione della privacy. E, trattandosi di un reato, le conseguenze potrebbero essere ben superiori alla semplice inutilizzabilità della registrazione così acquisita (che non potrà, ad esempio, essere usata come prova in processo di un tradimento).

Bene, anche se a nessuno sembra interessare se le microspie per auto sono legali ed anche se non costituisce un argomento ricercato in rete, sarà bene che qualcuno ne parli per primo. Ci siamo riservati questo compito perché a ricordarci di quanto delicata sia la questione è stata una recente sentenza della Cassazione [1]. La Corte ha riaperto il dibattito sull’uso dei registratori nascosti all’interno del luoghi privati che avevamo già affrontato, solo qualche giorno fa, nella guida Quando è lecito registrare una conversazione. Ecco dunque cosa è stato detto in questa occasione.

Quando si può registrare all’insaputa degli altri

Riprendendo ciò che avevamo già spiegato nel nostro manuale, ricordiamo quali sono i principi che regolano le registrazioni fatte all’insaputa degli altri.

Si può accendere una microspia e registrare una conversazione a patto che:

  • chi registra non si allontani. La sua presenza deve essere percepita da chi parla così che sappia ciò che vuol fargli sapere e ciò che invece vuol tenere riservato;
  • chi registra non deve trovarsi in un luogo di privata dimora del soggetto registrato.

Sotto il primo profilo è vietato lasciare un registratore acceso in un locale e andare via, facendo ritenere ai conversanti di essere lontani da orecchie indiscrete.

Sotto il secondo profilo è vietato accendere microspie a casa degli altri, negli uffici (quelli non aperti al pubblico) o nello studio di un professionista.

Quando lasciare un registratore in auto è vietato

Alla luce di ciò che abbiamo appena detto, è sicuramente vietato lasciare un navigatore gps o un registratore nell’auto di una persona in grado di registrare ogni movimento o dialogo quando questa è sola o in compagnia di altri.

Ma nella sentenza odierna la Cassazione ritiene comunque integrato il reato di violazione della privacy (o meglio detto «illecita interferenza nella vita privata») [2], evidentemente perché l’automobile personale viene vista come un luogo di privata dimora.

Per comprendere come stanno le cose facciamo una serie di esempi.

Marco presta la propria auto alla moglie e inserisce nell’abitacolo un gps e un registratore per sapere dove va e con chi parla al telefono. La donna si fa incastrare e Marco utilizza le registrazioni nella causa di separazione per chiederle l’addebito. Tuttavia il giudice non potrà mai utilizzare queste prove perché acquisite illecitamente. Marco infatti non era presente al momento in cui la moglie parlava e veniva registrata. Per di più sarà anche condannato per il reato di illecita interferenza nella vita privata.

Luca si fa dare un passaggio da Antonio e mentre i due vanno al lavoro sollecita il conducente a rivelargli alcuni fatti segreti interni all’azienda. Antonio, convinto di poter dire ciò che vuole nella propria auto, si abbandona alle confidenze. Luca però lo sta registrando. Stando alla sentenza della Cassazione qui riportata, Luca potrà essere condannato per violazione della privacy di Antonio.

Rebecca va in vacanza e porta nella propria auto Marina che le terrà compagnia. Tuttavia Rebecca, non appena Marina si apre e le confida alcuni segreti, inizia a registrare la conversazione. In questo caso Rebecca non commette alcun reato perché l’auto è la propria ed è presente al momento della conversazione.

I precedenti contrari

La Cassazione, in realtà, non è sempre stata dell’avviso che l’auto sia un posto di privata dimora. Un precedente del 2008 [3] infatti aveva escluso tale requisito all’automobile, consentendo quindi la registrazione delle conversazioni nell’auto altrui (sempre a patto che chi registra sia presente).

Con la sentenza più recente, invece, la Corte è prosciolto gli investigatori privati ingaggiati dalla moglie gelosa che avevano piazzato una microspia e il gps nell’auto del marito. E ciò perché il reato compiuto dai detective è soltanto l’illecita interferenza nella vita privata e non una vera e propria intercettazione abusiva a carico dell’uomo a rischio infedeltà. Con la notevole conseguenza che il primo delitto risulta perseguibile soltanto a querela, nella specie mai presentata dalla persona offesa.

note

[1] Cass. sent. n. 33499/19

[2] Art. 615bis cod. pen. che richiama l’art. 614 cod. pen.

[2] Cass. pen. sent. n. 627/2008


1 Commento

  1. Ci é capitato (Endoacustica Europe) un cliente che ci ha chiesto di inserire una microspia GSM nell’auto aziendale, per controllare un dipendente che si supponeva infedele. Essendo l’auto aziendale, la proprietä commette reato?

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