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Quando posso lasciare mio figlio solo a casa?

25 Luglio 2019 | Autore:
Quando posso lasciare mio figlio solo a casa?

Se un minore resta incustodito anche per pochi minuti scatta il reato di abbandono? C’è un’età minima perché possa stare senza compagnia?

Devi uscire a fare qualche commissione in città, tuo figlio minorenne è con te ma non riesci a portartelo dietro. Forse perché deve assolutamente finire i compiti per il giorno dopo, forse perché si è messo nella testa che non vuole perdere la sua serie tv preferita e non c’è verso di convincerlo ad uscire, nemmeno con la promessa di un gelato: «Mangio quello che c’è in freezer». D’altro canto, tu non puoi proprio rinunciare alle tue commissioni, e ti chiedi: «Ma posso lasciare mio figlio solo a casa?». Non è un adulto, ma nemmeno ha cinque anni, se la sa cavare anche se tu non ci sei. Tanto non è che devi stare via tanto tempo.

Una volta, in questi casi, si finiva in casa del vicino. C’erano altri rapporti in condominio. Non che non esistano oggi, per carità, ma sono meno frequenti in una società sempre più individualista e meno propensa a fidarsi dagli estranei. È anche vero che oggi i ragazzini sono meno ingenui e più «tagliati» di una volta e riescono ad essere più autonomi anche quando non ci sono i genitori o dei fratelli più grandi. Il punto, però, è: se succede qualcosa? Quale responsabilità (oltre all’enorme dispiacere e all’inevitabile senso di colpa) deve affrontare il genitore? C’è un’età dalla quale si può lasciare il figlio solo a casa?

Non per essere troppo ansiosi, ma se ad un ragazzino dovesse capitare qualcosa mentre si trova in casa da solo perché i genitori sono usciti per qualsiasi motivo, ci possono essere delle conseguenze anche a livello penale. Il reato contestabile è quello di abbandono di persone minori o incapaci [1]. Potresti obiettare: «Possibile che non possa lasciare da solo mio figlio di 17 anni che, per quanto minorenne, ormai è capace di badare a sé stesso?». Avresti ragione: la soglia di età sotto la quale, in teoria, un ragazzino dovrebbe essere sempre accompagnato da qualcuno è più bassa. Quindi se ti chiedi «quando posso lasciare mio figlio solo a casa?», ecco che cosa ti risponde la legge

Figlio solo a casa: da quale età?

Per sapere quando si può lasciare il figlio solo a casa bisogna aprire il Codice penale alla pagina in cui si trova l’articolo che dice: «È prevista la reclusione da sei mesi a cinque anni per chiunque abbandona una persona minore di 14 anni ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, di provvedere a sé stessa e della quale abbia la custodia o debba avere cura».

Ecco, dunque che cosa dice la legge: tuo figlio può restare a casa da solo se ha compiuto almeno i 14 anni ed è, comunque, sano e capace di badare a sé stesso.

Questo significa che se tuo figlio ha 16 anni ma ha una disabilità oppure è malato, non puoi lasciarlo a casa da solo, nonostante i 14 anni li abbia già compiuti da un pezzo.

Alla pena sopra citata può essere applicato, come aggravante, il fatto che a lasciare il figlio solo a casa sei stato tu, in qualità di genitore, e dal fatto di averlo lasciato incustodito derivino delle lesioni personali (pena da uno a sei anni) o morte (pena da tre a otto anni). Può capitare quando, ad esempio, ti assenti mezz’oretta per andare a fare la spesa e, mentre tuo figlio è in casa senza essere accudito, entrano i ladri oppure prende una scossa elettrica giocando.

La legge, quindi, parte dal presupposto che il figlio minore di 14 anni sia incapace di provvedere a sé stesso, anche se a 8 anni sa già cucinare, avviare la lavatrice e stirare da solo. Il principio è quello della presunzione di incapacità assoluta ad autodeterminarsi.

Figlio solo a casa: quando scatta il reato?

Va da sé che ogni giudice può interpretare il citato articolo del Codice penale a seconda del proprio criterio ed in base al grado di autonomia del figlio lasciato da solo a casa. Ad ogni modo, e come linea di principio, il reato scatta nel momento in cui c’è un abbandono che consiste in un’azione (lasciarlo solo) o in un’omissione (averlo accanto ma far finta di niente) in contrasto con il dovere di cura che grava, in questo caso, sul genitore nei confronti del figlio e dalla quale deriva uno stato di pericolo, anche potenziale, per la vita o per l’incolumità del ragazzino.

Il genitore potrà dire: «Non volevo che mio figlio si facesse male, non l’ho fatto apposta». Alla legge ciò non importa: basta che tu sia cosciente del fatto che a lasciarlo da solo a casa possa correre un rischio. Lo stesso vale quando, uscendo di casa, hai chiesto al vicino la cortesia di dare una controllata a tuo figlio ogni tanto.

In poche parole: il reato consiste nell’abbandono e non in quello che succede quando il ragazzino è da solo.

Figlio solo a casa: quando non è reato?

Come dicevamo poco fa, il giudice può valutare caso per caso se sussiste il reato di abbandono di minore. Ad esempio, la Cassazione lo ha escluso quando dal fatto di lasciare il figlio solo a casa non c’è un reale rischio, nemmeno potenziale, per il minore [2]. E nemmeno quando il genitore ha preso i dovuti provvedimenti affinché, durante la sua assenza, non possa succedere alcunché al figlio, come ad esempio la presenza di un vicino di casa che lo tiene d’occhio in maniera costante.

Il tribunale, inoltre, può anche considerare il grado di maturità del minore qualora non abbia ancora compiuto i 14 anni come previsto dal Codice penale. Quindi, se e come il ragazzino è in grado di reagire in una situazione di pericolo.

L’elasticità dei giudici si può manifestare, infine, quando l’assenza del genitore è davvero molto breve. Ad esempio, quando la madre esce per pochi minuti al negozio sotto casa per comprare il latte o a cambiare il disco orario della macchina, per dire.


note

[1] Art. 591 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 24849/2011.


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