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Certificati anagrafici per email gratuiti

26 Luglio 2019
Certificati anagrafici per email gratuiti

Non si paga più il bollo per tutte le richieste di copie di atti informatici inviate tramite strumenti informatici (email, pec).

Se ti sei recato, almeno una volta, presso uno sportello dell’Anagrafe comunale per ottenere un estratto di residenza, per sapere dove abita una persona o per ottenere qualsiasi altro certificato, ti sarà stato richiesto, alla consegna del documento, di fornire una marca da bollo. Il rilascio di documenti cartacei da parte della pubblica amministrazione è infatti soggetto all’imposta di bollo in forza di una vecchia legge del 1972 tutt’ora vigente [1].

Da quando però è stato avviato il processo di informatizzazione delle pubbliche amministrazioni e l’obbligo per queste di dotarsi di una Pec, sempre più spesso capita che le domande per estratti e certificati vengano inviate, all’ufficio, tramite email (ordinaria o certificata). Ci sono però alcuni Comuni che, anche in questo caso, richiedono l’invio di una marca da bollo, da anticipare a mezzo posta elettronica (chiaramente si tratterà di una scannerizzazione). Sembra però un paradosso che lo scambio di informazioni per via telematica (che altro non è che un “copia e incolla” di quanto appare sul video del terminale del Comune all’interno della mail) possa essere soggetto a imposta. Non fosse altro perché l’impiego di risorse della pubblica amministrazione è pressoché inesistente. Ed allora, proprio per questo, l’Agenzia delle Entrate, con una recente risposta a un interpello [2], ha chiarito che sui duplicati informatici di documenti amministrativi informatici non si paga l’imposta di bollo.

In ogni caso, proprio con riferimento ai certificati di residenza, la stessa Agenzia delle Entrate, con una risoluzione del 2016 [3], aveva chiarito che gli stessi sono gratuiti quando la richiesta è finalizzata a uso notifica atti giudiziari. Richiesta che pertanto dovrà presentare l’avvocato difensore. Leggi Certificati anagrafici per uso notifica senza bollo.

Con il chiarimento odierno, invece, la richiesta inoltrata tramite Pec è sempre gratuita, a prescindere dallo scopo perseguito.

La questione era stata posta alle Entrate con riferimento ad alcuni atti rilasciati dalla Regione ma il medesimo ragionamento può essere fatto con qualsiasi amministrazione e, in particolare, con il Comune, ente al quale ci si rivolge spesso per ottenere certificati.

Il dubbio dell’istante era relativo al fatto che tutti i duplicati o meglio le copie conformi cartacee di documenti cartacei a prescindere dal regime applicabile all’originale sono sempre e comunque soggette all’imposta di bollo. Le rigide regole sull’imposta di bollo sono state però create nell’epoca del documento cartaceo e mal si conciliano con le nuove norme di gestione dei documenti informatici. Così l’agenzia delle Entrate, ripercorrendo le disposizioni contenute nel codice dell’amministrazione digitale, ritiene che, in relazione al duplicato di un documento informatico di un originale informatico, l’imposta di bollo non si applica, in quanto il duplicato informatico costituisce, a tutti gli effetti un originale e, in quanto tale non necessita di alcuna attestazione di conformità da parte di un pubblico ufficiale. Il duplicato, infatti, è creato in modalità informatiche e trasferito al richiedente soltanto per via telematica. Proprio per questo per il rilascio di questi documenti non si realizza il presupposto impositivo previsto dalla legge.

Da oggi in poi, dunque, tutte le volte in cui chiederai per email o per pec a una pubblica amministrazione il rilascio di una copia di certificazione – che tuttavia, essendo priva di firma del dirigente non avrà valore ufficiale – non dovrai pagare nulla, neanche il bollo.


note

[1] Imposta di bollo ai sensi del d.P.R. n. 642 del 1972.

[2] Ag. Entrate, risposta a interpello 323/2019.

[3] Ag. Entrate risoluzione n. 24/E del 18.04.2016.


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2 Commenti

  1. Attenzione la risposta dell’AE riguarda solo le copie conformi e non le certificazioni che rimangono soggette all’imposto di bollo!

  2. Salve,

    ho provato come avete detto, citando la riposta dell’AdE, ma ho ricevuto la seguente risposta dal Comune di Salerno:

    I CERTIFICATI ANAGRAFICI AD USO PRIVATO SONO SEMPRE SOTTOPOSTI AD IMPOSTA DI BOLLO ART. 15 LEGGE 183/2011

    Come rispondereste?

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