Diritto e Fisco | Articoli

Pignoramento prima casa con figli minorenni

28 Luglio 2019
Pignoramento prima casa con figli minorenni

Esecuzione forzata: la presenza di bambini, di invalidi o anziani può bloccare lo sfratto o la procedura di pignoramento?

Hai una serie di debiti che non riesci a pagare. L’unico bene intestato che possiedi è una casa, nella quale vivi insieme a tua moglie e ai tuoi figli ancora piccoli. Ti è stato detto che il pignoramento della prima casa è vietato. Credi, quindi, che la presenza di minorenni all’interno dell’abitazione ti renda ancor più al sicuro dalle azioni dei creditori. Purtroppo, non è affatto così e le informazioni che hai ricevuto non sono del tutto corrette. In verità c’è una tendenza a deformare le notizie, specie quelle di carattere giuridico. La legge, è vero, non fa nulla per farsi comprendere da tutti, ma proprio per questo tenteremo di spiegartela in queste brevi righe che seguono.

Se, dunque, vuoi sapere quando è possibile il pignoramento della prima casa con figli minorenni leggi attentamente le faq che troverai qui sotto. Sono sicuro che troverai tutte le informazioni che cerchi e, all’esito di questa breve rassegna, potrai sapere quando e cosa rischi in caso di debiti.

Si può pignorare la prima casa?

I creditori privati (come la banca, il condominio, il locatore, il vicino di casa, un fornitore, un rivale in un processo, ecc.) possono pignorarti la prima casa, anche se questa è l’unica. Non esiste, peraltro, un tetto di debito al di sotto del quale il pignoramento immobiliare è impossibile. In teoria, un creditore che avanza 5mila euro da una persona può iscrivere ipoteca sulla sua casa e pignorargliela. L’unico ostacolo al pignoramento immobiliare è dettato dalla convenienza della procedura che, in quanto particolarmente costosa e lunga, non sempre si adatta al recupero del microcredito. Così, tra tasse, certificati e avvocati, il creditore che agisce per pignorare la casa del debitore non spende mai meno di tremila euro. Se a ciò si aggiunge anche l’incertezza di realizzo – essendo, infatti, tutt’altro che scontata la vendita all’asta del bene – solo una forte motivazione può spingere l’avvocato del creditore ad avviare un pignoramento immobiliare.

Sei, tuttavia, il creditore dovesse pignorare un bene immobile di valore molto più alto rispetto al credito fatto valere, il debitore potrebbe chiedere la riduzione del pignoramento offrendo un bene di valore inferiore.

Le cose vanno diversamente per quanto riguarda i crediti dello Stato e della pubblica amministrazione, enti locali compresi. Per questi ultimi, soggetto deputato alla riscossione e l’Agente della Riscossione Esattoriale. Si tratta dei debiti dovuti a cartelle esattoriali non versate (che, per le entrate erariali, sono curate da Agenzia Entrate Riscossione e, per le entrate locali, da società concessionarie private). La legge pone in capo all’Esattore della Riscossione il divieto di pignorare l’abitazione del debitore quando questa, oltre ad essere luogo di residenza, è anche l’unico immobile posseduto dal debitore medesimo.

Risultato: se una persona è titolare di una casa e di un terreno può subire il pignoramento di entrambi. Se, viceversa, è proprietaria solo di una casa a uso abitativo questa è al riparo da qualsiasi esecuzione forzata.

Marco possiede una casa nella quale vive insieme alla propria famiglia. Un giorno, Agenzia entrate riscossione gli notifica una grossa cartella esattoriale. Marco, oltre all’immobile, non possiede alcun altro bene. Pertanto, la casa non potrà essergli pignorata. Ma se Marco, al momento della morte del padre, accettando l’eredità di questi dovesse divenire proprietario insieme ai fratelli di una quota dell’immobile del genitore, potrebbe subire il pignoramento tanto della precedente casa quanto di quella ereditata.

Per non farsi pignorare la casa è, quindi, necessario trasferirvi la propria residenza e non divenire titolari (a titolo di acquisto, di donazione o di successione) di qualsiasi altro immobile, sia esso a uso abitativo o meno.

L’Agente della Riscossione può, tuttavia, pignorare la prima casa se questa è di lusso ossia accatastata nelle categorie A/8 o A/9.

Si può pignorare una casa con dentro bambini minorenni?

Non esistono norme che tutelano il debitore che sia anche padre dei bambini minorenni. Pertanto, il pignoramento avviene regolarmente anche nell’ipotesi in cui, all’interno dell’abitazione pignorata, vivano i figli con meno di 18 anni.

Di recente, la normativa è cambiata al fine di accordare una maggiore tutela ai debitori di case pignorate. In base alle attuali regole del Codice di procedura civile, quando il creditore avvia l’esecuzione forzata immobiliare, il debitore continua a vivere all’interno del bene in questione, dovendo solo collaborare con il custode per consentire agli eventuali interessati all’acquisto di visionare il bene e procedere alla successiva presentazione di offerte per l’asta. Solo laddove il proprietario dell’immobile dovesse frapporre ostacoli all’esecuzione della procedura, potrebbe essere sfrattato dal giudice dell’esecuzione. Diversamente, è suo sacrosanto diritto continuare ad abitare dentro l’immobile pignorato finché questo non viene assegnato a qualcuno.

Tale tutela, come anticipato, sussiste a prescindere dalla presenza di figli minorenni all’interno della casa. Di certo, la giovane età dei bambini non può costituire né un ostacolo al pignoramento, né al successivo ordine di sgombero dell’immobile non appena questo viene venduto attraverso l’asta giudiziaria.

Lo stesso dicasi per quanto riguarda la presenza di anziani e anche di invalidi.

Quanto tempo per pignorare la casa?

Il pignoramento della casa avviene in modo molto semplice: è sufficiente modificare al debitore il cosiddetto titolo esecutivo (una sentenza, un decreto ingiuntivo, una cambiale, un assegno, un contratto di mutuo firmato davanti al notaio, una cartella esattoriale, ecc.) e l’atto di precetto (un invito a pagare entro 10 giorni). Dopodiché, il creditore si rivolge all’ufficiale giudiziario che notifica l’atto di pignoramento immobiliare vero e proprio.

Se l’avvio del pignoramento è rapido, non altrettanto può dirsi della procedura. L’esecuzione forzata immobiliare è la più lenta che esista, potendo durare anche diversi anni. Se poi il bene non dovesse vendersi e, a seguito di numerosi ribassi d’asta, il prezzo dovesse scendere eccessivamente rispetto al credito fatto valere si può chiedere l’estinzione della procedura. Trovi maggiori informazioni su questo tema nell’articolo Come bloccare un pignoramento immobiliare.

note

Autore immagine: 123rf com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA