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Disoccupazione: le nuove regole per ottenere l’indennità

20 Agosto 2019 | Autore:
Disoccupazione: le nuove regole per ottenere l’indennità

Cade la distinzione tra stato di disoccupazione e di disoccupazione parziale: come ottenere e mantenere la Naspi.

L’Anpal, con una nuova circolare [1], ha chiarito le novità in materia di stato di disoccupazione, necessario per richiedere e mantenere la Naspi, cioè l’indennità che spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente l’impiego.

Lo stato di disoccupazione è poi necessario per ottenere diversi altri sussidi ed agevolazioni: dalla pensione d’invalidità civile al reddito di cittadinanza, dall’esenzione ticket all’iscrizione alle categorie protette.

Il decreto attuativo del Jobs Act in materia di disoccupazione [2] aveva però destato notevoli perplessità sull’acquisizione e sul mantenimento di questo status, distinguendo tra stato di disoccupazione ordinario, parziale e stato di inoccupazione. In sostanza, la normativa prevedeva possibilità differenti per i disoccupati privi d’impiego ed i disoccupati lavoratori, ma con reddito basso.

Questa divisione è stata superata dal decreto sul reddito di cittadinanza [3], come spiegato dalla nuova circolare Anpal [1]. Lo stato di inoccupazione, riconosciuto a chi non ha mai lavorato, acquista rilevanza, invece, per alcuni particolari aiuti, come gli incentivi all’assunzione.

Facciamo allora il punto sullo stato di disoccupazione: le nuove regole per ottenere l’indennità e per mantenerla.

Non bisogna dimenticare che queste regole valgono anche per ottenere e mantenere le ulteriori agevolazioni e prestazioni collegate allo stato di disoccupazione: sono fondamentali, ad esempio, anche per chi ha necessità di restare iscritto alle liste di collocamento obbligatorio (collocamento mirato- legge 68). Ma procediamo con ordine.

Come si acquisisce lo stato di disoccupazione?

In base a quanto illustrato dall’Anpal, possono acquisire lo stato di disoccupazione:

  • le persone che, a seguito della perdita involontaria dell’occupazione (licenziamento, dimissioni per giusta causa, alcune ipotesi di risoluzione consensuale o conciliazione…), rilasciano la DID (dichiarazione d’immediata disponibilità all’impiego ed alle misure di politica attiva del lavoro) e che non svolgono attività lavorativa subordinata o autonoma;
  • le persone che, avendo rilasciato la DID, svolgono un’attività lavorativa il cui reddito corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni per reddito da lavoro spettanti; questi lavoratori possono acquisire o mantenere lo stato di disoccupazione, anche ai fini del collocamento mirato dei disabili.

Lo stato di disoccupazione si mantiene se:

  • non si svolge alcuna attività, oppure si consegue dall’attività svolta un reddito entro la soglia, cioè corrispondente a un’imposta non superiore alle detrazioni spettanti per reddito da lavoro;
  • si rispettano gli obblighi concordati nel patto di servizio o nel patto per il lavoro (ricerca attiva e costante di lavoro, presentazione agli incontri e alle convocazioni, partecipazione alle attività di formazione, accettazione delle offerte di lavoro congrue, ecc.).

Sino a quando si resta disoccupati?

Nel dettaglio, lo stato di disoccupazione si mantiene se dall’attività lavorativa deriva:

  • un reddito da lavoro dipendente o assimilato (ad esempio da collaborazione) sino a 8.145 euro annui;
  • un reddito di lavoro autonomo sino a 4800 euro annui.

La valutazione è effettuata dal sistema informativo unitario delle politiche del lavoro in prospettiva, cioè indipendentemente dalla durata prevista del rapporto d’impiego, considerando la retribuzione annua imponibile ai fini Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche).

Il reddito deve essere considerato al netto dei contributi a carico del lavoratore.

Il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro provvede ad effettuare la valutazione del superamento delle soglie, a partire dalla retribuzione lorda comunicata dal datore di lavoro, o dal committente, tramite modello Unilav. Se si svolge un’attività autonoma, è il lavoratore a dover comunicare al sistema informativo unitario il reddito presunto.

In ogni caso, il lavoratore è tenuto a comunicare il superamento delle soglie di reddito.

Quando si sospende lo stato di disoccupazione?

Lo stato di disoccupazione, in base ai chiarimenti Anpal, si sospende in caso di rapporto di lavoro dipendente di durata inferiore a 6 mesi, se il reddito derivante risulta superiore alla soglia di esenzione fiscale.

La valutazione è effettuata automaticamente dal sistema informativo unitario per le politiche del lavoro, grazie alle informazioni ricevute dal modello Unilav assunzione al momento dell’instaurazione del rapporto. La durata massima della sospensione dello stato di disoccupazione è pari a 6 mesi, cioè a 180 giorni, ma la durata si riferisce al singolo rapporto di lavoro: in caso di più contratti che si succedono nel tempo, quindi, il periodo di sospensione ricomincia a decorrere dalla nuova assunzione.

Con quali attività è compatibile lo stato di disoccupazione?

Lo stato di disoccupazione non si perde nell’ipotesi in cui siano svolte le seguenti attività:

  • contratto di prestazione occasionale o libretto famiglia;
  • tirocinio, o stage;
  • lavori socialmente utili.

Se l’interessato è un lavoratore a chiamata, durante i periodi lavorati o di disponibilità con obbligo di risposta (e pagamento della relativa indennità) il rapporto si sospende. Se il periodo d’inattività è senza obbligo di risposta, lo stato di disoccupazione si mantiene.

note

[1] Anpal, Circ. 1/2019.

[2] D.lgs. 150/2015.

[3] DL 4/2019.

Autore immagine: 123rf.com


1 Commento

  1. C’è però un problema nell’anno 2019.
    Come si può separare la retribuzione annua imponibile ai fini IRPEF prima e dopo il 29/03 (entrata in vigore) dello stesso anno per considerarne l’effettivo stato occupazionale, non generando confusione. Sarebbe più corretto riferire l’attività, quantomeno all’anno 2019.
    Inoltre già gli esempi 1. – 2. – 4. del punto 2.1.2 sono sbagliati, è chiaramente scritto come l’assunzione inizia al 1.1.2019.
    Se vale l’articolo 4 della circolare in questione però, sono tutti occupati.
    Altro conflitto viene in automatico a crearsi, con l’incentivo per il sud. Ma questo è un altro argomento.

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