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Assegno di disoccupazione se faccio tirocinio

20 Agosto 2019 | Autore:
Assegno di disoccupazione se faccio tirocinio

Chi svolge uno stage mantiene la Naspi e lo stato di disoccupazione anche se percepisce un compenso?

Ti hanno proposto un tirocinio retribuito, con un buon compenso mensile, ma hai paura di accettare perché temi di perdere la Naspi? Effettivamente, la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione che spetta alla generalità dei lavoratori dipendenti, può essere mantenuta anche se si svolge un’attività lavorativa, ma soltanto sino a determinate soglie di reddito.

Ma che cosa succede all’assegno di disoccupazione se faccio tirocinio?

Bisogna, innanzitutto, tener presente che il tirocinio, o lo stage, non è un rapporto di lavoro, né subordinato, né di collaborazione, o autonomo. Si tratta invece di un’attività di formazione, orientamento o riqualificazione che può svolgersi all’interno di un’azienda, di un ente o di uno studio professionale, che non sono datori di lavoro, ma ospitano il tirocinante all’interno della loro organizzazione. Le parti del tirocinio sono difatti tre: il tirocinante, o stagista, l’ente promotore e il soggetto ospitante.

La finalità del tirocinio può essere l’apprendimento di un determinato mestiere, o il reinserimento nel mercato del lavoro o nella società. Il tirocinio può essere sia retribuito che non retribuito. Ma se è retribuito, il compenso è assimilato al reddito di lavoro dipendente? In altre parole, il tirocinante che percepisce un compenso, o un rimborso, rischia di perdere lo stato di disoccupazione e la Naspi?

Proviamo a fare chiarezza, in base alle ultime indicazioni dell’Anpal in merito.

Quando il tirocinio va retribuito?

Se l’interessato svolge un tirocinio extracurricolare ha diritto a un rimborso spese minimo, previsto dalle linee guida sui tirocini: questa indennità minima ammonta a 300 euro lordi mensili., e può essere aumentata dalla normativa delle singole regioni e affiancata ad altri incentivi. Ne abbiamo parlato in:  Compenso per tirocini e stage.

Il tirocinio curriculare, finalizzato all’apprendimento ed alla formazione degli studenti, invece, non dà solitamente diritto a rimborsi spese o indennità: è comunque salva la possibilità, nel progetto di tirocinio sottoscritto, di un trattamento di miglior favore.

Per quanto riguarda i tirocini per le categorie svantaggiate (stranieri, tossicodipendenti, alcolisti, persone con problemi psichiatrici o condannate a misure alternative di detenzione…), può essere prevista sia l’erogazione dell’indennità allo stagista da parte di enti pubblici, che da parte del soggetto ospitante. In particolare, i tirocini per extracomunitari sono spesso finanziati da enti pubblici nell’ambito di specifici progetti legati ai decreti flussi.

Per quanto riguarda i tirocini a favore dei disabili, che possono essere di differente tipologia (convenzione di inserimento lavorativo, convenzione di integrazione lavorativa, convenzione di programma), solitamente parte dell’indennità è corrisposta dagli enti pubblici, e parte dal futuro datore di lavoro, cioè dal soggetto interessato all’assunzione a seguito dell’attività formativa.

Il tirocinio professionale, o pratica professionale, non prevede delle disposizioni uguali per tutti, ma è disciplinato dalle regole dei diversi ordini professionali. Se il codice deontologico dell’ordine lo prevede, lo studio ospitante ha l’obbligo di corrispondere al praticante un rimborso spese (da subito o dopo un certo lasso di tempo, forfettariamente concordato o almeno pari a una certa soglia).

Nel caso in cui la normativa di settore non preveda diversamente, i rimborsi spese sono a discrezione del professionista ospitante e non obbligatori.

Quando si mantiene lo stato di disoccupazione?

Lo stato di disoccupazione può essere mantenuto anche se si lavora, ma sino alle seguenti soglie di reddito:

  • 8145 euro annui, se si svolge un’attività di lavoro dipendente o assimilato;
  • 4800 euro annui, se si svolge un’attività di lavoro autonomo.

In base ai recenti chiarimenti Anpal, la soglia di 8145 euro annui vale anche per:

  • collaboratori (co.co.co. e parasubordinati in genere);
  • lavoratori soci delle cooperative;
  • amministratori, sindaci e revisori;
  • collaborazioni a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
  • partecipazione a collegi e commissioni.

Il compenso per il tirocinio fa perdere la Naspi?

Come osservato, il tirocinio, o stage, non è un rapporto di lavoro. Di conseguenza, il tirocinante, retribuito o meno, non perde né lo stato di disoccupazione, né le eventuali ulteriori prestazioni e agevolazioni collegate a questa condizione, come la Naspi.

Lo ha confermato l’Anpal, con una recente circolare [1], nella quale specifica che chi svolge un tirocinio o lavori socialmente utili è sempre considerato disoccupato, non trattandosi di rapporti lavorativi.


note

[1] Anpal Circ. 1/2019.


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