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Chi valuta lo stress da lavoro correlato

21 Agosto 2019
Chi valuta lo stress da lavoro correlato

Ogni datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti. Questo obbligo non riguarda solo la salute fisica, ma anche quella psichica.

Il lavoro è un diritto di ogni cittadino ed è anche l’attività umana che consente alla persona di formarsi e di esprimere la propria personalità. Tuttavia, in alcuni casi, il lavoro può anche essere la fonte di danni alla salute ed alla sicurezza del dipendente. L’ambiente di lavoro, infatti, può ledere non solo alla salute fisica del dipendente ma anche alla sua salute psicologica come nel caso dello stess da lavoro correlato. Per questo è fondamentale capire chi valuta questo rischio.

In generale, grava su ogni datore di lavoro mettere in campo tutte le accortezze necessarie a ridurre al minimo il rischio che il lavoro possa arrecare un danno alla salute ed alla sicurezza dei dipendenti. Molto spesso, tuttavia, prevenire il rischio di stress da lavoro correlato si rileva non facile, essendo, rispetto ad un pericolo fisico, qualcosa di meno tangibile.

Obbligo di sicurezza del datore di lavoro: cos’è?

La firma di un contratto di lavoro fa nascere, in capo ad entrambe le parti del rapporto, diritti e doveri reciproci. E così, il dipendente dovrà recarsi al lavoro puntualmente, rispettando gli orari e la sede di lavoro prevista nel contratto. Il datore di lavoro dovrà pagare puntualmente lo stipendio al lavoratore, e così via.

Esiste un altro obbligo in capo al datore di lavoro che sorge insieme al rapporto di lavoro: l’obbligo di sicurezza. Questo dovere è previsto direttamente dalla legge [1] e pone a carico dell’azienda il dovere di rendere l’ambiente di lavoro sano, privo di minacce per la salute fisica e mentale dei dipendenti e privo di insidie per la loro sicurezza.

E’, infatti, il datore di lavoro che “ospita” il dipendente nella propria sede di lavoro. E’ il datore di lavoro che mette a disposizione del dipendente i macchinari e gli altri strumenti di lavoro con cui deve lavorare e che ne cura la manutenzione. E’ il datore di lavoro che organizza i reparti, gli uffici, i turni.

Se l’azienda non effettua le ordinarie manutenzioni dei macchinari questi possono rompersi e mettere a rischio la salute e la sicurezza dei dipendenti.

Per quanto riguarda la salute mentale di chi lavora in azienda, possono esserci dei casi in cui determinate scelte organizzative relative al personale, agli uffici, ai turni di lavoro, etc. finiscono per creare una situazione di forte tensione psicologica a carico di alcuni dipendenti.

Ebbene, l’obbligo di sicurezza impone al datore di lavoro di adoperarsi al massimo per eliminare qualsiasi situazione che possa ledere alla salute e sicurezza dei dipendenti. Questo obbligo deve essere, dunque, tenuto a mente non solo con riferimento alle lavorazioni manuali, ma anche con riferimento all’ambiente di lavoro, alle relazioni tra i colleghi, alla ripartizione dei carichi di lavoro e delle responsabilità. Il datore di lavoro deve, in definitiva, presidiare affinché l’ambiente lavorativo sia sano e, al di là del fisiologico stress legato al lavoro, e non sia fonte di turbamento eccessivo e stress eccessivo.

Stress da lavoro correlato: cos’è?

Lo stress può essere definito come una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro [2].

E’ evidente che una simile situazione può essere particolarmente presente negli ambienti di lavoro dove, molto spesso, il dipendente viene sovraccaricato di responsabilità, di compiti e di aspettative anche al di là della sua reale capacità di sostenere un simile carico.

Lo stress da lavoro correlato, pertanto, può interessare potenzialmente ogni luogo di lavoro e ogni lavoratore in quanto causato da aspetti diversi strettamente connessi con l’organizzazione e l’ambiente di lavoro.

Lo stress da lavoro correlato si caratterizza per la percezione del lavoratore di uno squilibrio tra le richieste che gli vengono sottoposte dall’ambiente di lavoro e dall’organizzazione del lavoro e le sue reali capacità di fronteggiare tali richieste.

Ovviamente, non qualsiasi forma di stress è, di per sé, patologica. E’ normale che vi sia, nell’ambito lavorativo, una dose accettabile di stress, che può anche avere effetti positivi sul nostro organismo, permettendoci di reagire in modo efficace, veloce ed efficiente agli stimoli esterni e di mettere in campo una importante soglia di attenzione nei confronti delle esigenze dell’ambiente esterno.

Tuttavia, quando lo stress supera le dosi accettabili e anche positive, una esposizione eccessiva e troppo prolungata nel tempo a fattori stressanti, può rappresentare una fonte di rischio per la salute del lavoratore, sia sotto il profilo psicologico che dal punto di vista fisico, portando nel tempo ad una riduzione dell’efficienza sul lavoro.

In linea generale è utile premettere che non vi è alcuna correlazione tra stress da lavoro correlato e mobbing. Quest’ultimo fenomeno, infatti, si verifica non quando il dipendente si sente schiacciato dagli incombenti e dalle responsabilità che gli vengono attribuite dall’ambiente di lavoro ma quando, in alcuni casi in maniera del tutto opposta, il lavoratore si sente vittima di una sorta di persecuzione sistematica nei suoi confronti volta ad indurlo a lasciare il posto di lavoro.

Stress da lavoro correlato: chi lo valuta?

Nel nostro ordinamento, al fine di dare attuazione alla regola generale secondo cui il datore di lavoro deve tutelare la salute e la sicurezza del dipendente, è stata introdotta una normativa [3] che obbliga i datori di lavoro a valutare e gestire tutti i rischi che possono derivare ai dipendenti dall’ambiente di lavoro. Questa valutazione dei rischi deve essere svolta all’interno di un documento che si chiama documento di valutazione dei rischi (cosiddetto Dvr).

Ebbene, in questo processo di valutazione deve rientrare anche il rischio da stress lavoro correlato, al pari di tutti gli altri rischi.

Al fine di agevolare i datori di lavoro nell’effettuare questa valutazione, la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro, prima, e il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, poi, hanno redatto delle indicazioni generali che sono preordinate alla valutazione del rischio da stress lavoro correlato individuando un metodo da seguire che costituisce il livello minimo di attuazione dell’obbligo di valutazione del rischio.

Attraverso il metodo di valutazione dello stress da lavoro correlato predisposto, le aziende possono contare su degli strumenti validati e risorse specifiche.

Il metodo di valutazione prevede il coinvolgimento delle figure deputate alla tutela della salute e sicurezza in ambito aziendale (medico competente, responsabile del servizio di prevenzione e di protezione) e dei lavoratori, in particolare del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

L’obiettivo principale della valutazione del rischio stress da lavoro correlato è rappresentato dall’individuazione di eventuali criticità riferibili a:

  • contenuto del lavoro: in questo senso possono emergere problematiche relative al carico di lavoro, all’orario di lavoro, alla pianificazione dei carichi, all’attribuzione dei compiti, alla programmazione dei turni, ecc.;
  • contesto lavorativo: in questo senso possono emergere problematiche relative al ruolo del dipendente, alla sua autonomia decisionale, ai rapporti interpersonali nel posto di lavoro, alla presenza di tensioni, ecc.).

Questo lavoro di screening e di mappatura serve a far emergere le criticità. Lo step successivo è rappresentato dalla gestione del rischio, vale a dire, dall’assunzione di quelle decisioni che consentano di superare, o quantomeno di mitigare, le problematiche emerse in modo da aumentare il livello di tutela della salute e sicurezza dei dipendenti e di migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro.

Stress da lavoro correlato: cosa rischia l’azienda?

Come abbiamo visto, è un precipuo onere dell’imprenditore adottare tutte le misure necessarie a ridurre i rischi per la salute e la sicurezza dei dipendenti che possono derivare dall’ambiente di lavoro. In questo senso, essendo il rischio di stress da lavoro correlato uno dei più diffusi e presenti in quasi tutti i contesti di lavoro, il datore di lavoro deve, nel Dvr, valutare il rischio e gestirlo al fine di minimizzarne gli effetti negativi sul personale.

Se un dipendente, tuttavia, è vittima di stress da lavoro correlato e si riesce a dimostrare che il datore di lavoro è inadempiente rispetto all’obbligo di sicurezza, il dipendente può chiedere il risarcimento del danno determinato dallo stress da lavoro correlato.

La prolungata esposizione allo stress da lavoro correlato, infatti, può produrre patologie sia psicologiche che fisiche sul dipendente le quali sono, dunque, suscettibili di produrre un danno grave e permanente alla integrità psico-fisica del lavoratore.

Questo danno, che viene comunemente detto danno biologico, può essere accertato da medici specializzati che sono in grado anche di quantificare, con una apposita perizia medico-legale, la portata di questo danno, ossia a quanti punti percentuali corrisponda la lesione all’integrità psico-fisica del dipendente determinata dallo stress da lavoro correlato.

Inoltre, la perizia può anche certificare se vi sia un nesso causale tra il danno biologico sofferto dal lavoratore e il fattore lavorativo.

Applicando le tabelle sul danno biologico elaborate dai tribunali di Milano e Roma, è possibile quantificare in termini monetari il danno biologico arrecato al dipendente, che varia in base alla percentuale di lesione riscontrata e all’età anagrafica del lavoratore.

Il lavoratore vittima di stress da lavoro correlato potrà, dunque, chiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno biologico e di ogni altro danno (patrimoniale e non patrimoniale) che gli sia derivato dalla prolungata esposizione allo stress da lavoro.

note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] Accordo Europeo sullo stress lavoro correlato del 2004.

[3] D. Lgs. n. 81/2008


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