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Come lasciare l’eredità alla badante

28 Luglio 2019
Come lasciare l’eredità alla badante

Si può contestare il testamento o il matrimonio fatto dal genitore anziano in favore della propria badante? Come nominare la badante propria “erede” evitando controversie legali?

La nostra legge contiene alcuni limiti alla possibilità di fare testamento o di lasciare un unico erede. Difatti, in base alle norme del Codice civile, il coniuge, i figli (o, in loro mancanza, i genitori) del testatore hanno sempre diritto a una quota minima di eredità. È quella che si chiama “legittima” (tant’è che tali eredi vengono chiamati “legittimari”). Stando così le cose, chi vuole attribuire una parte del proprio patrimonio a un amico o alla sua badante deve fare bene i calcoli per non lasciare scontenti i familiari più stretti. Diversamente, il testamento potrebbe essere impugnato. Ecco perché, spesso e volentieri, si ricorre al matrimonio tra l’assistito e la badante: in tal modo, quest’ultima rientra a pieno titolo tra gli eredi legittimari e può anch’ella accampare pretese di diritto. Ma è lecito contrarre nozze quando la differenza di età tra i coniugi è di oltre 50 anni? Che succede se l’anziano dovesse essere affetto da una banale demenza senile, difficoltà a ricordare e valutare l’importanza dei propri gesti, patologie tipiche della terza età ma che, non per questo, privano la persona della capacità di intendere e volere? Ci sono numerose sentenze della Cassazione che affrontano questo problema, alcune molto recenti [1].

Dalla lettura di tali pronunce, e ragionando in senso inverso, è anche facile capire come lasciare l’eredità alla badante ed evitare eventuali contestazioni dei parenti che – specie se si tratta di una persona di origine straniera – proveranno tutti i mezzi per allontanarla. Ecco allora alcuni suggerimenti anche alla luce delle recenti modifiche introdotte dalla famosa legge Cirinnà sui patti di convivenza, valida alternativa al matrimonio. Ed ecco anche quando gli eredi possono impugnare il matrimonio del loro anziano parente per cancellare la badante dall’elenco dei legittimari. Ma procediamo con ordine.

Posso lasciare l’eredità alla badante?

Ciascuno può fare dei propri beni ciò che vuole. In vita, può regalarli, venderli e concederli in comodato. Ma alla propria morte, tutto ciò che è stato donato in precedenza o accordato con il testamento deve fare i conti con le regole sulla legittima. Ad alcuni parenti, e in particolare al coniuge e ai figli (o, se i figli mancano, ai genitori), bisogna sempre riconoscere una parte minima dei propri averi per evitarne la completa dispersione. Leggi Eredità: quanto si è obbligati a lasciare ai parenti per legge. Questo significa che l’anziano può nominare come erede la propria badante a patto che rispetti le quote di legittima ai familiari più stretti. Ciò non significa necessariamente lasciare a questi ultimi, con il testamento stesso, una parte dei propri beni; la legge consente di soddisfare i legittimari anche con donazioni fatte in vita.

Mario ha una figlia a cui, in vita, ha fatto numerosi regali. Le ha comprato una casa, le ha pagato le spese di matrimonio e l’ha sempre aiutata nei momenti di difficoltà. Le ha anche pagato, di recente, una macchina nuova. Mario muore e lascia tutta la propria eredità alla badante che lo ha accudito negli ultimi anni della propria vita, quando la figlia invece si è disinteressata di lui. Alla badante lascia il proprio conto corrente con circa 10mila euro e un piccolo monolocale di scarso valore commerciale. La figlia di Mario non potrà impugnare il testamento: nonostante infatti la nomina di un erede unico, la stessa non può dirsi “diseredata” avendo ricevuto, a titolo di donazione, dal padre quando ancora era in vita, gran parte dei suoi beni.

 Si può impugnare il testamento fatto in favore della badante?

Un testamento olografo – di quelli cioè fatti e custoditi in casa, senza l’assistenza del notaio – può essere scritto e cancellato quante volte si vuole. L’importante è che esso risulti essere redatto di proprio pugno dal testatore, firmato e datato.

Chi vuole contestare l’autenticità del testamento (ad esempio perché ritiene sia stato contraffatto o alterato da un estraneo) deve fornirne le prove dinanzi al tribunale, ad esempio con un raffronto calligrafico. Ci sono 10 anni per fare la causa. Pertanto, se i figli ritengono che la badante abbia falsificato la scrittura del loro padre devono dimostrare che non è sua la scrittura del documento.

Si può impugnare un testamento anche per incapacità del testatore. A tal fine, non è necessaria una formale interdizione o inabilitazione; è sufficiente che l’interessato fosse, nel momento in cui ha scritto, in una (anche momentanea) situazione di incapacità di intendere il senso dei propri gesti. In questo caso il termine di prescrizione è di solo 5 anni. In questo caso, i figli che vogliono contestare il testamento in favore della badante perché redatto dal padre in uno stato confusionale o di incapacità dovranno fornire validi certificati medici (a meno che non avessero già proceduto all’interdizione del genitore).

Maggiori informazioni in Quando e come impugnare un testamento e in Come impugnare un testamento.

Si può può sposare la badante per lasciarle l’eredità?

Per lasciare l’eredità alla badante ed evitare possibili contestazioni sul testamento, la via maestra è il matrimonio. Difatti, in questo modo, la badante diventa erede con o senza testamento in quanto rientrante tra i cosiddetti “legittimari”.

A questo punto, gli eredi non potranno impugnare il matrimonio perché il Codice civile [2] stabilisce che l’azione di nullità può essere proposta solo dal coniuge e non da altri soggetti. Gli eredi possono, tutt’al più, proseguire la causa già avviata dal loro familiare prima di morire.

Mario sposa la badante al fine di lasciarle l’eredità. Dopo pochi mesi, scopre che questa aveva già dei figli nel proprio Paese di origine e che, approfittando della sua tessera bancomat, gli ha svuotato il conto corrente. Così chiede l’azione di nullità del matrimonio poiché – ammette – si è trattato di un atto simulato. Durante la causa, Mario muore. Gli eredi possono proseguire il giudizio per togliere alla bandante la qualità di erede legittimario.

Si può impugnare il testamento alla badante per circonvenzione di incapace?

Secondo la Cassazione [1], la badante che sposa l’assistito perde quanto acquisito per successione se condannata in sede penale per circonvenzione d’incapace. Il danno agli eredi legittimi, che non possono impugnare il matrimonio in maniera autonoma, è infatti corrispondente alla quota di beni devoluta per legge in suo favore in qualità di coniuge superstite.

In sede civile si può chiedere al giudice di annullare il testamento per vizio della volontà del de cuius.

La Suprema corte ha affermato che il matrimonio indotto fraudolentemente dalla ricorrente non può essere impugnato dagli eredi in quanto, ai sensi del codice civile, gli eredi sono ammessi ad impugnare il matrimonio contratto da uno dei coniugi che sia affetto da vizi della volontà o da incapacità di intendere e volere solo nei caso in cui l’azione sia stata già esercitata dal coniuge il cui consenso o la cui capacità di intendere e volere risulti viziata. L’azione è dunque trasmissibile agli eredi solo qualora il giudizio sia “già pendente alla morte dell’attore”.

La trasmissibilità dell’azione di impugnazione del matrimonio, ha concluso la Cassazione, costituisce infatti un’eccezione al principio del carattere personale della stessa e pertanto si deve escludere la possibilità di una interpretazione analogica della norma. Il coniuge incapace di intendere e di volere, non interdetto, è il titolare esclusivo del potere di decidere se impugnare il proprio matrimonio. Vanno diversamente le cose se il genitore è stato interdetto formalmente con procedimento in tribunale: in tale ipotesi, infatti, il matrimonio può essere impugnato da tutti coloro che abbiano un interesse legittimo.

Si può lasciare l’eredità a una badante senza sposarla?

Una soluzione alternativa al matrimonio è oggi il patto di convivenza. Il patto di convivenza non consente, in mancanza di un testamento, di riconoscere al partner la qualità di legittimario. Tuttavia, questi accamperà dei diritti sull’abitazione. Se, infatti, la convivenza si svolge in un’abitazione del defunto, la badante matura sempre il diritto di abitazione per due anni durante i quali gli eredi non potranno mandarla via. Se, tuttavia, la convivenza è durata da oltre due anni, il diritto di abitazione vige per un periodo pari alla durata della convivenza, ma non superiore a cinque anni (se la badante ha figli minori o disabili, dura almeno 3 anni).


note

[1] Cass. sent. n. 4653 del 28.02.2019.

[2] Art. 127 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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