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Fichi d’India: usi, proprietà e ricette

23 Agosto 2019 | Autore: Roberta Jerace
Fichi d’India: usi, proprietà e ricette

Raccogliere fichi d’India per strada è reato? Proprietà dei fichi d’India; ricette; frittelle di pale di fichi d’India; confettura di fichi d’India; liquore al fico d’India.

Tra i frutti più apprezzati dagli italiani, durante il periodo estivo, c’è sicuramente questo particolare dono naturale che è il fico d’India. Si tratta del frutto di un cactus che cresce spontaneamente nelle regioni del Mediterraneo e che punteggia soprattutto i paesaggi del sud Italia con il suo aspetto caratteristico. È così frequente imbattersi in questa pianta che ti sei spesso fermato a raccoglierne i frutti maturi sul ciglio della strada; tuttavia, non sei certo che questo gesto così spontaneo sia legale. Chiariremo il tuo dubbio in questo articolo, dove inoltre troverai sui fichi d’India: usi, proprietà e ricette.

Le proprietà nutritive ne fanno un vero toccasana per la salute e un prezioso alleato nella lotta al grasso superfluo e al colesterolo. Del fico d’India, poi, non si butta via nulla e anche le pale giovani della pianta possono essere usate sia in cucina sia in dermocosmesi. Infine, qualche ricetta da mettere subito in pratica può essere un modo alternativo per usare tutti i frutti che non riesci a consumare sul momento.

Raccogliere fichi d’india per strada è reato?

Durante una passeggiata sulle coste del sud Italia, piante di fichi d’india ricche di frutti succulenti si presentano come seducenti tentazioni a cui è difficile resistere. Certamente, ti sarà capitato di raccogliere frutti o magari un fiore in un parco pubblico e di chiederti se raccogliere frutta o fiori dagli alberi pubblici è reato. La risposta secondo la letteratura giuridica è che si tratta di un reato, in particolare ti può essere contestato il reato di furto, o danneggiamento nel caso in cui si rovini la pianta da cui deriva la raccolta.

Ma non preoccuparti! Sebbene sussista il reato di furto, l’oggetto rubato deve avere un valore apprezzabile. Qualche fico d’India raccolto da una pianta spontanea che si trova su suolo pubblico non possiede un valore tale da far ritenere a un giudice che sussista il reato di furto. Se, però, dovessi essere sfortunato e trovare un tribunale intransigente e amante della natura, una norma introdotta nel Codice penale può venirti in soccorso. Infatti, se il danno provocato è tenue non verrà celebrato alcun processo né applicata alcuna pena. Invece, nel caso in cui tu provocassi un danneggiamento alla pianta d’origine potresti incorrere in una sanzione amministrativa o una contravvenzione da parte della polizia municipale, ma quest’ultima eventualità si potrebbe verificare solo nel caso in cui esista un’ordinanza comunale che vieta la raccolta di fiori e frutti.

Proprietà dei fichi d’india

Il fico d’India è una pianta succulenta che può raggiungere anche i cinque metri di altezza. Le pale, in pratica le foglie piatte e ricoperte da spine, in particolare quelle giovani (di colore verde brillante e lunghe non più di 20/30 centimetri), sono commestibili e vengono da sempre usate in Messico come alimenti.

Esistono differenti qualità denominate in modo in modo differente in base al colore dominante: le tipologie dai colori giallo e arancione sono dette sulfuree, quelle fucsia e tendenti al rosso sono chiamate sanguigne, mentre quelle verdi o tendenti al bianco prendono la denominazione di “muscaredda”.

I fichi d’India sono adatti alle diete ipocaloriche poiché sono composti per oltre l’80% da acqua e nonostante appaiano molto zuccherini al gusto hanno solo 50 kcal per 100 grammi. La loro utilità nella dieta è dovuta anche al particolare effetto che si produce nell’organismo: una volta ingeriti questi frutti creano una sorta di gel, placando la tipica sensazione di vuoto allo stomaco che spesso determina il ricorso ad alimenti molto più calorici per attenuare questo fastidio. I fichi d’india risultano perciò ottimi per combattere il senso di fame e produrre una sensazione di sazietà.

Un ulteriore aiuto alla dieta è fornito dalla capacità dei fichi d’India di controllare il colesterolo. Inoltre, possono essere utili nell’eliminazione dei calcoli renali grazie alla loro riconosciuta capacità diuretica, presente soprattutto nei frutti gialli, arancioni e rossi.

Questi frutti sono ottimi anche per l’alimentazione degli sportivi grazie al loro contenuto di sali minerali (facili da perdere con la sudorazione) come fosforo, calcio e soprattutto il magnesio e il potassio in grado di contrastare la comparsa di crampi muscolari dovuti all’allenamento.

Tra le vitamine contenute nei frutti rivestono un ruolo da protagonista la vitamina C e la provitamina A, in grado di proteggerti dall’insorgenza di tumori. Le vitamine del gruppo B invece proteggono le cellule nervose.

Se consumati maturi i frutti hanno un blando potere lassativo, mentre se il tuo problema è legato a evacuazioni troppo frequenti, dovrai consumarli quando non sono ancora troppo maturi poiché si comportano da astringente anche grazie e al contenuto di lignina all’interno dei semi. I fichi d’India sono quindi dei veri e propri regolatori intestinali offerti dalla natura.

In questo frutto, sono contenuti anche due potenti antiossidanti in grado di combattere la formazione dei radicali liberi e quindi di contrastare l’invecchiamento precoce di pelle e capelli. Le creme per il viso o il corpo a base di fichi d’India sfruttano il potere astringente dei frutti e determinano un’azione tonificante e rassodante sulla pelle.

La polpa delle pale giovani del fico d’India può essere usata come emolliente se riscaldata leggermente al forno, fatta raffreddare e usate sulla pelle come impacco; oppure la polpa può essere applicata direttamente su una ferita o una piaga come cicatrizzante naturale.

Frittelle di pale di fichi d’India

Ingredienti

Ecco gli ingredienti per realizzare questa ricetta:

  • 2 pale giovani di fichi d’India;
  • farina q.b.;
  • 2 uova;
  • olio di semi per friggere;
  • sale, pepe, acqua frizzante q.b.

Procedimento

Conosci sicuramente il frutto, ma forse non sai che è possibile apprezzare culinariamente anche le pale del fico. Una delle ricette più gustose è certamente quella delle frittelle di pale di fichi d’India che si realizza in pochi e semplici passi. Il primo di questi è quello di pelare le pale aiutandoti con un pelapatate o un coltello ben affilato, privandole quindi delle spine e della parte esterna; attenzione a non pungerti, in questa fase sarà meglio utilizzare dei robusti guanti da cucina. Lava le pale e mettile a bollire in acqua salata per una mezz’ora. Dopo averle scolate, sciacquale sotto l’acqua fredda corrente per eliminare la sostanza gelatinosa che rilasciano durante la cottura in quanto piante grasse.

Prepara adesso la pastella sbattendo le uova in una ciotola abbastanza capiente. Unisci la farina e l’acqua frizzante in modo da ottenere una pastella liscia e priva di grumi, aggiusta di sale e pepe a piacere. Dopo averle raffreddate, taglia le pale a listarelle, passale nel composto e friggile in olio di semi ben caldo. Quando le frittelle avranno raggiunto una bella doratura, ponile su carta assorbente e servile subito per gustarle al meglio.

Confettura di fichi d’India

Ingredienti

Per questa ricetta occorrono:

  • 1 e 1/2 kg di fichi d’India;
  • 500 grammi di zucchero;
  • 1 limone;
  • 1 bustina di pectina (opzionale).

Procedimento

Sbuccia con attenzione i fichi d’India e risciacquali sotto l’acqua corrente in modo da eliminare ogni residuo spinoso. Tagliali a cubetti piccoli e passali al passaverdure per eliminare i semi e ottenere una polpa liscia. Puoi anche decidere di dare una prima cottura in pentola durante questa fase e passarli nel passino solo dopo che la cottura avrà ridotto i frutti in un composto cremoso.

Aggiungi quindi lo zucchero, porta a ebollizione, aggiungi il limone e a piacimento una bustina di pectina per una cottura molto più breve (con la pectina circa 10 minuti dal raggiungimento del bollore, senza pectina la cottura si aggira invece intorno a 40 minuti). Mescola di tanto in tanto e controlla che la marmellata non si attacchi al fondo della pentola. Quando ti sembra che la marmellata sia pronta, verifica la cottura con un semplice trucco: metti una goccia di confettura su coperchio della pentola e inclinalo, se la goccia non scivola la confettura di fichi d’India è pronta.

Procedi con l’invasettamento. Riempi i vasetti precedentemente sterilizzati, riempi fino a un dito dal bordo, chiudi con il coperchio ermetico (possibilmente dotati di capsula per verificare il sottovuoto) e rigira il vasetto. Lascia raffreddare e accertati che il vasetto non faccia il classico click clack. La tua confettura è pronta per la dispensa o per essere regalata ad amici e parenti.

Liquore al fico d’India

Ingredienti

Ecco di cosa avrai bisogno:

  • 1 litro di alcool puro;
  • 1 kg fi fichi d’India puliti;
  •  1 litro di acqua;
  • 700 grammi di zucchero.

Procedimento

Anche se non ti sei mai cimentato/a nella preparazione di un liquore, non dovresti avere nessun problema a preparare il liquore al fico d’India, poiché la ricetta è semplice da realizzare e garantisce un sicuro effetto anche come proposta dopocena per una serata estiva con gli amici. Per quanto riguarda la scelta del colore dei fichi d’India puoi utilizzare sia frutti dai colori misti per un liquore dal colore intenso, sia scegliere frutti di uno specifico colore come quelli fucsia o verdi che daranno al liquore un aspetto più stuzzicante e insolito.

Dopo aver sbucciato e lavato i fichi, tagliali a pezzetti e ponili in un recipiente di vetro con l’apertura grande. Versa l’alcol nel contenitore e chiudi il recipiente. Lascia macerare i fichi d’india nell’alcol per circa una settimana e trascorso questo periodo passa alla fase successiva.

Filtra il liquido con un colino ed elimina tutti i residui dei frutti, in un pentolino metti acqua e zucchero e fai andare a fiamma dolce finché lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Spegni il fuoco e lascia raffreddare la soluzione ottenuta. Il passo successivo sarà aggiungere lo sciroppo all’alcol e mettere a riposare per un’altra settimana. Al termine di questo periodo, non ti rimane che filtrare una seconda volta, questa volta però dovrai utilizzare uno strofinaccio di cotone per eliminare ogni impurità residua. Il liquore avrà un aspetto limpido e sarà pronto da consumare a partire dal mese successivo a quest’ultima fase.

Dove buttare l’olio di frittura? GUARDA IL VIDEO



Di Roberta Jerace


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