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Licenziamento nel periodo di prova: legittimo se immotivato?

17 Agosto 2019
Licenziamento nel periodo di prova: legittimo se immotivato?

Ho firmato un contatto giorno 14 gennaio 2019, con periodo di prova semestrale. Il lavoro è proseguito fino a giorno 4 luglio 2019, giorno nel quale ho ricevuto per iscritto la lettera di licenziamento per mancato superamento del periodo di prova, senza motivazione scritta, mentre verbalmente mi veniva comunicato che lo stesso era dovuto a mancanza di leadership, considerato il mio stato di impiegato senior, anche nella stesura del budget di commessa.
Quali probabilità ho di poter vincere il ricorso per il licenziamento durante il periodo di prova avuto per mancanza di leadership?

Con riguardo ai licenziamenti intimati durante il periodo di prova, o al suo termine, la Cassazione, in una sentenza del 2018, ha avuto modo di precisare come il licenziamento, in questo caso, abbia natura discrezionale e, per tale motivo, non debba essere motivato, neppure in caso di contestazione in ordine alla valutazione della capacità e del comportamento professionale del lavoratore stesso (Cassazione civile, sez. lav., 11/07/2018, n. 18268). Da questo punto di vista, quindi, non si potrà recriminare l’operato della società, datrice di lavoro.

Invece, sarà possibile per il lavoratore contestare il licenziamento dimostrando il positivo superamento del periodo di prova, o che il recesso sia stato determinato da motivo illecito e, quindi, estraneo alla funzione del patto di prova. Ovviamente, spetterà al lavoratore allegare e provare l’inadeguatezza delle modalità dell’esperimento, oppure il positivo esperimento della prova ovvero, ancora, la sussistenza di un motivo illecito o estraneo all’esperimento stesso, restando escluso che l’obbligo di motivazione contrattualmente previsto possa far gravare l’onere della prova sul datore di lavoro (Cassazione civile, sez. lav., 22/10/2018, n. 26679).

Diverso sarebbe il caso in cui il periodo di prova fosse già scaduto: qui, licenziare il lavoratore, motivando solo sul mancato superamento della prova, equivale a licenziare senza giustificazione, cioè perché si è voluto licenziare e basta, senza alcuna ragione a fondamento della scelta, in violazione di quanto sancito dall’art. 1 della legge n.604 del 1966, ossia che il licenziamento del prestatore di lavoro non può avvenire che per giusta causa ai sensi dell’art. 2119 del Codice civile o per giustificato motivo.

Fatta questa premessa, impugnare il licenziamento per mancata motivazione sulle ragioni del superamento del periodo di prova non porterebbe, con ogni probabilità, ad una sentenza favorevole. Diversamente, potrebbe essere fruttuosa una causa giudiziale finalizzata a contestare il mancato superamento del patto di prova.

Ovviamente, l’esito della causa dipenderebbe dalle testimonianze che si assumeranno in giudizio, che dovranno provare se Lei avesse o meno i requisiti di leadership e le altre caratteristiche richieste per la mansione per cui era stato assunto. Il fatto che, durante lo svolgimento del periodo di prova, Lei abbia svolto altre mansioni, in prevalenza, può essere rilevante, nel senso che può dimostrare la Sua professionalità e duttilità nel svolgere più ruoli.

Concludendo, per valutare, con concretezza, l’opportunità di avviare una causa, occorrerà, dapprima, capire quali mezzi istruttori si hanno a disposizione per dimostrare la Sua capacità di svolgere positivamente le mansioni che Le erano state affidate.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla



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