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Parcheggio in doppia fila: quando è consentito?

29 Luglio 2019 | Autore:
Parcheggio in doppia fila: quando è consentito?

Quando è possibile parcheggiare in doppia fila? Dove è consentito il parcheggio? Quando si può sostare al di fuori degli stalli? Stato di necessità: cos’è?

Molte persone pensano che, quando si trovano all’aperto in un luogo pubblico, sia consentito loro di fare ciò che vogliono; in realtà è esattamente il contrario. Per comprendere quanto appena detto basta pensare alla strada: chi si trova in una via pubblica, a piedi oppure a bordo del proprio veicolo, deve mantenere un preciso comportamento e rispettare determinate regole. Queste norme sono contenute per lo più all’interno del codice della strada, il vero e proprio testo di riferimento per tutti coloro che circolino nelle vie pubbliche italiane. Nel codice della strada troverai non solo tutti i precetti da rispettare, ma anche le sanzioni nel caso di trasgressione. Devi sapere, però, che eccezionalmente è consentito violare alcune disposizioni: ad esempio, ti sei mai chiesto quando è consentito parcheggiare in doppia fila?

Il parcheggio in doppia fila, cioè quello effettuato di fianco ai veicoli che sostano regolarmente negli stalli a ciò adibiti, è di norma vietato; tuttavia, esistono casi eccezionali in cui un parcheggio del genere è consentito e, se ti hanno fatto la multa, puoi impugnarla per chiederne l’annullamento. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando è consentito il parcheggio in doppia fila.

Dove si può parcheggiare?

Cominciamo con una panoramica generale, accennando brevemente a cosa dice il Codice della strada a proposito dei parcheggi. Come immagino saprai, non ogni area pubblica può essere adibita alla sosta dei veicoli: la regola vuole che i parcheggi siano ubicati fuori della carreggiata e, comunque, in modo che i veicoli in sosta non ostacolino lo scorrimento del traffico.

Le aree adibite al parcheggio sono identificate da idonea segnaletica, sia verticale che orizzontale: la prima consiste nel cartello rettangolare a sfondo blu su cui campeggia una grande lettera P bianca; la seconda, invece, nelle strisce disegnate sull’asfalto ad indicare i posti auto [1].

La delimitazione delle aree di sosta è effettuata mediante il tracciamento sulla pavimentazione di strisce che formano un rettangolo, indicanti l’inizio, la fine o la suddivisione delle zone entro le quali dovrà essere parcheggiato il veicolo.

I colori delle strisce che delimitano le aree di sosta sono:

  • bianco per le aree libere;
  • azzurro per quelle a pagamento;
  • giallo per gli stalli di sosta riservati (pensa al parcheggio riservato agli invalidi oppure ai mezzi pubblici) [2].

Parcheggio in doppia fila: cosa dice il codice della strada?

Da quanto detto nel paragrafo precedente, avrai sicuramente compreso che il parcheggio è consentito solamente nelle aree a ciò adibite; in alternativa, sempre secondo il Codice della strada, in caso di fermata o di sosta, in assenza di apposite aree adibite al parcheggio, il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, lasciando uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro.

Se ne desume, dunque, che il parcheggio in doppia fila è  vietato, sia perché consiste in una sosta al di fuori degli spazi adibiti a ciò, sia perché è un inutile ingombro della corsia destinata alla circolazione del traffico. Esiste, però, un’eccezione: la sosta dei veicoli è vietata in doppia fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli.

In poche parole, il parcheggio in doppia fila è vietato perché può ostacolare la circolazione, ed è ammesso solo se entrambi i veicoli sono a due ruote (due ciclomotori o due motocicli). È quindi vietata ai quadricicli a motore. I veicoli con più di due ruote possono effettuare in doppia fila solo la fermata, purché non arrechino intralcio alla circolazione.

Al di fuori di questa eccezione, il parcheggio in doppia fila è punito dal Codice della strada [3] con una sanzione amministrativa da 24 a 97 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da 41 a 168 euro per i restanti veicoli, con facoltà per la polizia di procedere alla rimozione forzata qualora la sosta vietata costituisca pericolo o grave intralcio alla circolazione.

Il parcheggio in doppia fila può essere reato?

Addirittura, il parcheggio in doppia fila può costituire reato: secondo la giurisprudenza [4], è perseguibile penalmente il comportamento del soggetto che, parcheggiando in doppia fila ovvero in altra posizione, blocchi la manovra alle altre autovetture regolarmente parcheggiate o comunque impedisca l’accesso o l’uscita ad altri autoveicoli.

Ma c’è di più: sussiste la possibilità che si integri il reato di interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità [5], nell’ipotesi in cui il parcheggio selvaggio ostacoli il passaggio di un pullman che svolge pubblico servizio di linea oppure di un’ambulanza.

Quando si può parcheggiare in doppia fila?

Abbiamo detto che, di norma, il parcheggio in doppia fila è vietato, salvo che si tratti di due veicoli a due ruote posti l’uno accanto all’altro. Esiste tuttavia un’altra eccezione alla regola. Oramai è pacifico quell’orientamento che ammette la possibilità di applicare anche al codice della strada la causa di giustificazione rappresentata dallo stato di necessità. Cosa vuol dire? Cos’è lo stato di necessità e quando si applica?

Secondo la legge [6], non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo

In buona sostanza, sussiste lo stato necessità quando il conducente del veicolo è costretto a violare il codice della strada (e, nel nostro caso, a parcheggiare in doppia fila) per salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona.

Mentre è alla guida della propria autovettura, Tizio avverte una forte fitta al petto. Temendo un infarto e non essendoci parcheggi nelle prossimità, ferma l’auto in doppia fila per chiedere soccorso.

Mevio è alla guida della propria auto con il figlioletto seduto di fianco. All’improvviso, il bambino comincia ad avere una crisi respiratoria a causa di una reazione allergica. Il padre, preso dal panico, si ferma in doppia fila davanti ad una farmacia per comprare i farmaci.

Insomma: perché il parcheggio in doppia fila non costituisca illecito occorre una causa giustificativa della propria condotta, causa che deve essere rinvenuta nel superiore interesse di salvaguardare l’incolumità propria o di un’altra persona.


note

[1] Art. 137 del regolamento di attuazione al codice della strada.

[2] Art. 139 del regolamento di attuazione al codice della strada.

[3] Art. 158 codice della strada.

[4] Cass., sent. n. 24614 del 4 luglio 2005; Cass., sent. n. 32720/2014.

[5] Art. 340 cod. pen.

[6] Art. 54 cod. pen.

Autore immagine: Unsplash.com


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