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Modulo autocertificazione titolo di studio

23 Agosto 2019 | Autore: Simona Grossi
Modulo autocertificazione titolo di studio

Autocertificazione del titolo di studio: cos’è; quando è possibile e come farla; modulo per presentarla.

Devi partecipare ad un concorso oppure ad un corso di formazione e ti viene richiesto di dichiarare il possesso di determinati titoli? Come procedere? Si parla spesso, al riguardo, di autocertificazione; ma di cosa si tratta? In questo caso, bisogna presentare il certificato rilasciato dalla segreteria dell’Università (o dell’Istituto di scuola superiore) presso cui è stato conseguito il titolo o si può fare diversamente?

Proviamo a vedere come si dichiara il possesso del titolo di studio e cosa prevede la legge in proposito, presentando un apposito modello base di dichiarazione sostitutiva di certificazione, ossia il modulo autocertificazione titolo di studio, di cui potrai servirti di volta in volta.

Tieni presente che le regole previste dalla legge per l’attestazione del titolo di studio sono diverse a seconda del tipo di ente che la richiede (pubblico o privato) e della natura dell’attività che esso svolge (pubblica o privata); per cui, si rischia di confondersi.

Autocertificazione del titolo di studio: cos’è

L’autocertificazione del titolo di studio è un’attestazione (fatta per iscritto e firmata) con la quale l’interessato dichiara di aver conseguito la laurea, il diploma di scuola superiore, la licenza media o una determinata qualifica. Essa rientra nella generica categoria delle dichiarazioni sostitutive di certificazione.

La materia riguardante i documenti amministrativi (cioè, gli atti oggetto dell’attività svolta dalla Pubblica amministrazione) è disciplinata da un’articolata normativa [1]. Con essa si è cercato di semplificare l’azione amministrativa, eliminando alcuni iter burocratici che non facevano altro che mettere in difficoltà il cittadino, spesso obbligato a passare da un ufficio all’altro per non concludere, alla fine, nulla; oppure sovente costretto ad attendere mesi e mesi per concludere, alla fine, qualcosa o fare solo un piccolo passo in avanti in farraginose procedure amministrative.

Devi sapere che in base della predetta normativa, gli organi della pubblica amministrazione ed i privati gestori di pubblici servizi non possono richiedere o accettare atti e certificati contenenti informazioni di cui sono già in possesso, pena la violazione dei doveri d’ufficio [2]; si parla, a tal riguardo, di decertificazione nei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini. Questa, oltre a rendere più facili, veloci – ed anche più economiche – le attività che il cittadino deve svolgere per eseguire una pratica amministrativa, assicura anche che l’attività della pubblica amministrazione stessa sia, il più possibile, efficiente ed efficace; vale a dire che tale attività sia in grado di creare il così detto valore pubblico (un risultato che migliori le condizioni di vita dei cittadini).

Visto che la pubblica amministrazione non può richiedere o accettare atti e certificati riguardanti stati, qualità personali o fatti di cui sia già in possesso, cosa deve fare il cittadino per ottenere una determinata pratica amministrativa? Ebbene, le informazioni necessarie possono essere rese dal cittadino stesso con una specifica dichiarazione sostitutiva; cioè, con una dichiarazione che, in buona sostanza, sostituisce un certificato oppure un atto notorio.

Il certificato è un documento che ha ad oggetto informazioni contenute in pubblici registri, elenchi, albi e così via (ad esempio, il certificato di residenza, che si riferisce a dati contenuti nei registri anagrafici).

L’atto notorio (o atto di notorietà) è un documento che ha ad oggetto, invece, informazioni che non sono contenute negli elenchi, nei pubblici registri o altro e di cui si ha conoscenza diretta; esso richiede, per la sua formazione, l’intervento di un pubblico ufficiale (cancelliere) o di un notaio nonché di almeno due testimoni.

Pertanto, si distinguono: dichiarazioni sostitutive di certificazioni (cioè di certificati, autocertificazioni) e dichiarazioni sostitutive di atto notorio (ossia di atti notori). La legge indica, nel dettaglio e tassativamente, quali sono le informazioni che possono essere comunicate con un’autocertificazione, specificando che tutti gli altri fatti, stati e qualità personali possono essere attestati con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio [3]. Considera, però, che se per comprovare determinate informazioni è previsto espressamente il ricorso all’atto notorio, la dichiarazione sostitutiva non è sufficiente. Tra le informazioni che puoi dichiarare con l’autocertificazione, sono presenti anche il titolo di studio e gli esami sostenuti [4].

Caio vive a Roma e si è laureato in Ingegneria civile presso l’Università di Milano. Caio decide di partecipare ad un concorso bandito dal Comune di Roma e per partecipare è richiesto il possesso di diversi titoli di laurea, tra cui anche quello di Ingegneria civile. Caio non deve presentare o allegare alla domanda di concorso il certificato di laurea (rilasciato dalla segreteria della facoltà da lui frequentata), ma può attestarne lui stesso di esserne in possesso, con una semplice autocertificazione. In questo modo risparmierà tempo e denaro, perché non dovrà recarsi di persona presso la segreteria della facoltà (a Milano) per farsi consegnare il certificato di laurea e nemmeno dovrà, di conseguenza, sostenerne i costi.

Fai attenzione perché la pubblica amministrazione esegue dei controlli a campione sulle dichiarazioni sostitutive (sia di certificazione sia di atto notorio), per verificare che quanto comunicato dall’interessato corrisponda al vero [5]. Se vengono formati o usati atti falsi oppure rilasciate dichiarazioni mendaci, si applicheranno le sanzioni previste dal codice penale e dalle leggi speciali vigenti in materia [6]. Non a caso, le dichiarazioni sostitutive debbono essere rilasciate dall’interessato assumendosene ogni responsabilità.

Autocertificazione del titolo di studio: quando è possibile e come farla

L’autocertificazione del titolo di studio (come tutte le autocertificazioni) è possibile sia nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione ed i privati gestori di pubblici servizi (ad esempio Poste italiane), sia nei rapporti con i privati; c’è, pero, una sostanziale differenza, di cui occorre tenere conto. Gli organi della pubblica amministrazione e i privati gestori di pubblici servizi sono obbligati, per legge, ad accettare le dichiarazioni sostitutive; il rifiuto, infatti, dà luogo alla violazione dei doveri d’ufficio [7]. I privati, invece, hanno la semplice facoltà (e non l’obbligo) di accettare le suddette dichiarazioni e possono, pertanto, legittimamente pretendere che venga presentato il certificato originale attestante il possesso del titolo di studio. Di conseguenza, autocertificare il possesso di un certo titolo è possibile anche con i privati, ma solo se questi vi acconsentano o non richiedano, espressamente, di consegnare il relativo certificato.

Tizia vuole presentare domanda per essere assunta nel centro estetico di Sempronia ed è richiesto il possesso di uno specifico attestato, che Tizia ha conseguito presso l’ente pubblico Omega. Sempronia comunica che il possesso della qualifica richiesta può essere dichiarato con una semplice autocertificazione. La stessa Sempronia, però (essendo un privato che svolge un’attività privata) avrebbe potuto anche richiedere, legittimamente, la consegna del certificato originale rilasciato dall’ente pubblico Omega, presso cui Tizia ha conseguito l’attestato.

Mevio vuole partecipare ad un concorso bandito dal Comune di Messina e per partecipare a questo concorso è richiesto il possesso del diploma di scuola superiore che Mevio ha conseguito presso l’ente pubblico Gamma. Nel bando di concorso, si specifica di dover dichiarare il possesso del diploma di scuola superiore. Ciò dovrà avvenire attraverso un’autocertificazione rilasciata da Mevio, perché il Comune di Messina è un ente pubblico ed in quanto tale è obbligato a ricevere le dichiarazioni sostitutive.

Abbiamo detto sopra che la pubblica amministrazione non può accettare o richiedere atti e certificati riguardanti fatti, stati o qualità personali di cui sia già in possesso; ecco perché è obbligata a ricevere le dichiarazioni sostitutive, siano esse di certificazioni o di atto notorio.

Ebbene, devi sapere che quest’obbligo è previsto proprio per il fatto che si tratta di informazioni già detenute dalla pubblica amministrazione stessa e che, pertanto, possono essere reperite direttamente contattando l’ente che le possiede.

In pratica, l’organo pubblico: o se li cerca da solo questi dati (interpellando l’altro organo pubblico che li detiene) o accetta le dichiarazioni sostitutive rese dagli interessati. Queste sono le due strade che la pubblica amministrazione può seguire; se essa rifiuta la dichiarazione sostitutiva, il cittadino può richiedere al pubblico funzionario di specificargli le ragioni per le quali la sua dichiarazione non è stata accolta ed eventualmente segnalare il fatto alle autorità competenti (Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento funzione pubblica – e Comitato provinciale presso la Prefettura del luogo in cui ha sede l’ente che ha rifiutato la dichiarazione).

Vediamo come fare l’autocertificazione.

Per compilare l’autocertificazione devi indicare, prima di tutto, i tuoi dati anagrafici (nome, cognome, luogo e data di nascita, etc.).

Poi, devi dichiarare, assumendotene la piena responsabilità:

  • di essere consapevole della decadenza dai benefici e delle conseguenze previste dalla legge per le dichiarazioni mendaci, la formazione e l’uso di atti falsi;
  • il titolo di studio conseguito;
  • la data in cui l’hai conseguito;
  • il voto assegnatoti;
  • l’ente o l’istituto che ti ha rilasciato il titolo.

Alla fine devi indicare il luogo e la data e sottoscrivere la dichiarazione. Tutto questo è sufficiente se consegni personalmente la dichiarazione; se, invece, devi spedirla, è necessario allegare ad essa la fotocopia del tuo documento d’identità (carta d’identità, patente di guida, passaporto).


Di Simona Grossi

Autocertificazione del titolo di studio: modulo per presentarla

Autocertificazione del titolo di studio

 (Articolo 46 Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000)

Il/la sottoscritta (nome)  (cognome), nato/a a (luogo di nascita) (provincia), il (data di nascita), residente in (via, numero), (Cap, città, provincia), codice fiscale e/o partita Iva, indirizzo e-mail (indicare il proprio indirizzo e-mail) e/o indirizzo di posta elettronica certificata (indicare il proprio indirizzo Pec)

consapevole delle sanzioni penali di cui agli articoli 75 e 76 del Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000, previste in caso di dichiarazioni mendaci o non veritiere

dichiara

di essere in possesso del seguente titolo di studio (laurea, diploma, scuola media e così via),

conseguito in data (giorno, mese, anno), con votazione (indicare il voto assegnato),

presso (indicare l’Istituto, l’Università o l’ente).

(Luogo), (data)

In fede

(Nome) (cognome)

(Firma)

Dichiarazione esente dall’imposta di bollo ex articolo 37 Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000.

note

[1] Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[2] Articolo 74 Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[3] Articoli 46 e 47 Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[4] Articolo 46, comma 1, lettera m), Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[5] Articolo 71 Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[6] Articolo 76 Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[7] Articolo 74 Decreto del presidente della repubblica n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).


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