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Quanto costa mantenere un figlio all’università

30 Luglio 2019 | Autore: francesca micolucci
Quanto costa mantenere un figlio all’università

Ogni anno centinaia di ragazzi si preparano ad affrontare la vita universitaria da “fuori sede”; vediamo insieme quali sono i costi che le famiglie dovranno affrontare. 

Ti stai chiedendo quanto costa mantenere un figlio all’università? Vuoi capire quali potrebbero essere le spese che dovrai affrontare? Studiare fuori sede costa, lo sanno bene i genitori che mandano i figli nelle università delle grandi città. I giovani che frequentano gli atenei lontano dalla propria città sono sempre più numerosi: un esercito di studenti fuori sede che riempie le città universitarie italiane da Sud a Nord.

Per moltissimi ragazzi è la prima volta fuori casa, un momento importante che coincide con le prime difficoltà di organizzazione della propria vita e del proprio portafogli. Sono ragazzi che si trovano a dover “emigrare” per poter seguire i propri sogni; sogni che li portano lontano da casa ma che sono piuttosto costosi ed onerosi per le famiglie che devono far quadrare i conti.

Le cifre, che forniremo in questo articolo, saranno del tutto indicative e serviranno solo a farsi un’dea di quelli che possono essere, ad esempio, i costi per test d’ingresso, tasse universitarie, libri e così via. Perchè parliamo di cifre indicative? Perchè vi sono dei fattori, come ad esempio le borse di studio o le esenzioni dalle tasse universitarie, che possono notevolmente ridurre il carico economico sulle famiglie. Ma vediamo nel dettaglio quali sono tutte le possibili “voci di spesa”.

Quanto costano i test di ammissione all’università?

Ebbene sì, la prima delle voci di spesa che dobbiamo considerare riguarda proprio i “test di ammissione” alle facoltà a numero programmato. Innanzitutto, per chiarezza, dobbiamo distinguere le facoltà in:

  • facoltà a numero aperto;
  • facoltà a numero chiuso;
  • facoltà a numero programmato [1].

I test d’ingresso sono previsti per le facoltà a numero chiuso ed a numero programmato. Le prove d’ammissione poc’anzi menzionate rappresentano solo il primo degli scogli che un futuro studente deve superare.

In un contesto come quello appena delineato, una famiglia, dal punto di vista economico, deve considerare:

  • il costo dei manuali e dei quiz da acquistare e necessari ai fini della preparazione della prova d’ingresso.  In questi casi, il costo dei manuali può variare a seconda della casa editrice o se vi sono kit completi che prevedono anche i volumi con le domande su cui esercitarsi (ad esempio un kit completo per prepararsi al test d’ingresso per medicina può avere un costo che va dai 100/120 euro sino a 140/250 euro);
  • il versamento per poter effettuare il test d’ingresso: ogni facoltà, all’interno del proprio bando di concorso, specifica i termini e le modalità per poter effettuare il versamento. I costi che dovranno sostenere i singoli partecipanti alla prova variano per ciascuna università ed allo stesso tempo non è definita una somma che sia univoca per tutte o che sia la stessa anno per anno (è possibile, infatti, che i costi possano variare anno per anno). In questo caso, ogni facoltà, che sia pubblica o privata, prevede un versamento che va da un minimo di 50 euro per l’università di Bari o Ancona, fino ad un massimo di 130 euro per il Campus Biomedico di Roma;
  • il costo del viaggio per raggiungere la sede (o le sedi) delle prove. Può accadere, infatti, che tuo figlio voglia partecipare a più test d’ingresso; in questo caso è possibile che gli esami per accedere alle facoltà a numero programmato si svolgano in giornate differenti a seconda che si tratti di università pubbliche o private (ad esempio, il test d’ingresso per la facoltà di Medicina sarà svolto, su base nazionale, in una data unica presso ogni facoltà ove vi sia la sede di Medicina e Chirurgia; se la facoltà è privata, allora, è possibile che il giorno del test d’ingresso venga svolto in giornate diverse);
  • il costo dell’albergo dove risiedere per il tempo necessario a svolgere i test d’ingresso alle facoltà a numero programmato (o chiuso).

Quanto costano le tasse universitarie?

Il costo delle tasse universitarie rappresenta, per le famiglie, una delle voci di spesa che incide maggiormente sul bilancio familiare. Generalmente, salvo casi particolari in cui si potrà chiedere l’esonero o la riduzione, una famiglia è tenuta a versare l’intero importo (scaglionato in tre rate) delle tasse universitarie.

Per il calcolo delle tasse universitarie, l’associazione dei consumatori ha considerato la famiglia tipo italiana, composta di tre persone e un reddito medio di 24 mila euro lordi: i costi annuali dell’università variano dai 712 euro per facoltà umanistica agli 815 euro di una facoltà scientifica, con punte di 1.325 euro.

Un altro importante capitolo di spesa è quello relativo ai libri: per comprare i testi del primo anno accademico si devono sborsare mediamente 420 euro se si frequenta una facoltà umanistica; la cifra sale fino a 750 euro se la facoltà è scientifica, con una punta massima di 860 euro nel caso di Medicina e Chirurgia.

Quali sono i casi di esenzione? 

In Italia, le agevolazioni, che gli studenti possono richiedere alle università pubbliche, vengono calcolate grazie all’indicatore Iseeu, il quale tiene conto di una serie di parametri economici del nucleo familiare dello studente (cioè delle persone con cui vive). Oltre allo stipendio di ogni singolo componente, vengono inclusi nell’Iseeu, anche conti correnti bancari e proprietà immobiliari. Le tasse poi vengono calcolate su base proporzionale: chi ha un Iseeu più basso paga di meno.

Il “diritto all’esonero” dal pagamento delle tasse universitarie spetta nei seguenti casi:

  • esonero tasse universitarie per reddito; il governo ha deciso di escludere dal pagamento delle tasse universitarie tutti gli studenti universitari che hanno un Iseeu inferiore a 13.000 euro. L’esonero riguarda tutte le matricole; e negli anni successivi al primo tale diritto può essere mantenuto se lo studente rispetta il piano di studi. Un indicatore Iseeu di questo tipo comprende famiglie che potremmo definire della classe medio-bassa: per esempio, una famiglia con due figli in cui entrambi i genitori lavorano (con stipendi piuttosto bassi) e che vivono in un appartamento in affitto; in questo caso la famiglia avrà un Iseeu inferiore a 10.000 euro. Come dicevamo, il limite di 13.000 euro è stato fissato dal governo, ma diverse università lo hanno aumentato (vi sono casi, infatti, di università che ad esempio non fanno pagare le tasse agli studenti che hanno un Iseeu inferiore a 15.000 euro);
  • esonero tasse universitarie per merito; in questa categoria rientrano sia i titolari di borse di studio che gli studenti che hanno conseguito nel corso del tempo tutti i crediti previsti dal proprio piano di studi o che si laureano entro il termine previsto dal proprio ordinamento. Sono così molte le Università che prevedono l’esonero dal pagamento delle tasse, o quantomeno una forte riduzione delle stesse, per quanti hanno superato con un ottimo voto l’esame di maturità (100 o 100 e lode);
  • esonero tasse universitarie per invalidità; gli studenti disabili con una invalidità riconosciuta pari o superiore al 66% sono esonerati dal pagamento delle tasse, fatta eccezione per l’imposta di bollo , a prescindere dal reddito. In questo caso, gli studenti, per ottenere il riconoscimento dell’esonero, sono tenuti a presentare l’Iseeu e la certificazione della disabilità.

Quanto costa l’affitto di una stanza? 

Inevitabilmente, l’iscrizione all’università comporta anche la necessità di farsi carico di spese elevate che comprendono il costo per l’affitto per i tanti studenti fuori sede, con prezzi che nelle grandi città come Roma o Milano possono arrivare anche a 500 euro al mese a stanza. In alcuni casi, oltre al costo della stanza, è necessario dover far fronte anche a quelle che sono le spese per le utenze, come ad esempio: luce, gas, acqua, ecc.

Quindi, per poter mantenere un figlio fuori sede all’università nell’ipotesi più economica (facoltà umanistica e sistemazione con posto letto) si devono spendere almeno settemila euro l’anno. Come vediamo, anche in questo caso, le cifre per mantenere un figlio all’università, sono piuttosto elevate. In questi casi, l’unica possibilità per ridurre i costi è cercare delle case convenzionate con le facoltà; è possibile, infatti, che i singoli atenei abbiano stipulato delle convenzioni per affitti agevolati.

La Sapienza ha istituito un bando periodico per la ricerca di alloggi in affitto in favore di studenti universitari, stipulando convenzioni con agenzie e privati. Gli alloggi in affitto in convenzione con la Sapienza sono riservati a:

  • studenti iscritti alla Sapienza;
  • studenti che devono effettuare le prove di accesso alla Sapienza;
  • studenti stranieri che partecipano a scambi accademici, didattici e culturali con la Sapienza.

La Sapienza ha stipulato convenzioni con varie strutture. Consultando i siti delle strutture è possibile accedere alle informazioni dettagliate sulle offerte. Gli studenti interessati possono contattare le strutture direttamente.

Le spese universitarie sono detraibili?

L’ultima voce da analizzare riguarda la possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi, quelle che sono le spese universitarie. Le spese universitarie detraibili che, quindi, danno diritto ad agevolazioni fiscali si suddividono in tre categorie:

  • rette universitarie, per la frequenza a corsi di laurea;
  • borse di studio;
  • canoni di locazione, per studenti fuori sede;

Per quanto concerne le rette universitarie è possibile che tu possa ottenere un risparmio fiscale in percentuale rispetto alla spesa sostenuta. Oltre alla detrazione per spese universitarie sostenute per la frequenza a corsi di laurea, gli studenti fuori sede possono beneficiare di una ulteriore agevolazione fiscale. Mi riferisco ad una detrazione legata ai canoni di locazione pagati. In questo caso, l’agevolazione consiste in una detrazione del 19% legata ai canoni di locazione.

Conclusioni

In questo articolo, sono riassunte le principali indicazioni riguardanti le spese universitarie e le spese che sono detraibili. Lo stesso argomento delle detrazioni coinvolge tantissimi soggetti e presenta tantissimi elementi di dettaglio. Ti consiglio di prestare la massima attenzione a questi argomenti perché le possibilità di commettere errori sono davvero molte.



Di francesca micolucci


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