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Come si cura il diabete

5 Agosto 2019 | Autore: Francesca Canino
Come si cura il diabete

È in aumento il numero delle persone affette da diabete. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha previsto che tra un decennio sarà la settima causa di morte.

Il diabete si profila come la più grande epidemia nella storia umana: il numero di adulti diabetici in tutto il mondo è quadruplicato da 108 milioni nel 1980 a 422 milioni nel 2018. La malattia colpisce gli adulti e, seppure in maniera diversa, anche i bambini, un dato, questo, da non sottovalutare e da imputare alla sedentarietà e alla scorretta alimentazione che, oggi, i più piccoli seguono. Sicuramente, obesità, mancanza di attività fisica, livelli alti della pressione sanguigna, fumo, colesterolo alto, regime alimentare ricco di grassi saturi e zuccheri semplici sono alcuni fattori di rischio, ma non si deve ignorare la predisposizione genetica alla malattia, poiché è stato accertato che circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha familiarità con la patologia e che nei gemelli monozigoti la concordanza della malattia si avvicina al 100%. Ma da cosa è provocato e come si cura il diabete? Nel prosieguo dell’articolo troverete alcune informazioni che potranno esservi di aiuto per prevenire e curare una delle patologie più diffuse al mondo.

Cos’è il diabete

Quando l’organismo non riesce più a produrre sufficienti quantità di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas (nelle isole di Langerhans) che regola la glicemia, si manifesta il diabete, una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue. L’insulina consente al glucosio di entrare nelle cellule e trasformarsi in fonte energetica per l’organismo, ma se questo processo si blocca, la quantità di zucchero nel sangue si innalza e insorge il diabete.

I diversi tipi di diabete

Oggi, la medicina riconosce tre tipi di diabete mellito, definiti di tipo 1, di tipo 2 e gestazionale. Esiste anche il diabete insipido, una forma della malattia che differisce dagli altri tre, sia per le cause, sia per i sintomi che manifesta.

Il diabete mellito di tipo 1, detto anche “insulino-dipendente” o “giovanile”, rappresenta il 10% dei casi di diabete e insorge soprattutto in tenera età o nell’adolescenza. In questi casi, il pancreas non produce più insulina o ne produce in quantità ridotte, poiché il sistema immunitario distrugge le ß-cellule, ovvero le produttrici dell’insulina, non riconoscendole come appartenenti all’organismo. Il soggetto, dunque, dovrà assumere per sempre dosi di insulina. Il diabete di tipo 1 è ricompreso nel novero delle malattie autoimmuni e i sintomi più evidenti sono: sete, fame eccessiva, urine abbondanti e frequenti, dimagrimento immotivato.

Il diabete mellito di tipo 2 costituisce la forma più comune di diabete. Inizia a manifestarsi dai 40 anni in poi e colpisce in prevalenza i soggetti obesi. Si caratterizza per la scarsa produzione di insulina o per l’azione insoddisfacente dell’insulina prodotta (insulino-resistenza). In entrambi i casi, la conseguenza è l’iperglicemia, cioè l’aumento del livello di glucosio nel sangue, che spesso si manifesta senza sintomi evidenti, pertanto può rimanere latente per anni. Le cause possono risiedere in fattori ambientali ed ereditari, ma anche l’obesità, la vita sedentaria, la scorretta alimentazione possono essere elementi scatenanti. Tra i sintomi ricordiamo la sete, la stanchezza, il dimagrimento, il frequente bisogno di urinare e la lenta guarigione delle ferite.

Il diabete gestazionale, invece, può insorgere nel periodo della gravidanza e solitamente scompare dopo il parto. Le donne colpite presentano un rischio più elevato di sviluppare il diabete di tipo 2 col passare degli anni. È fondamentale diagnosticarlo in tempo per evitare gravi conseguenze per la madre e il bambino e seguire una dieta appropriata, in grado di fornire il dovuto apporto calorico per lo sviluppo del feto. L’insulina diventa necessaria se i valori della glicemia superano quelli stabiliti per il periodo della gravidanza.

Il diabete insipido, forma più rara, è caratterizzato da eccessiva sete e diuresi, conseguenza di un’alterazione della produzione dell’ormone antidiuretico.

Prevenzione

È fondamentale seguire una dieta bilanciata prescritta da un diabetologo, che tenga conto delle esigenze del paziente. Generalmente è consigliabile limitare cibi e bevande che contengono zuccheri, consumare pochi carboidrati, molte fibre, condimenti leggeri, evitare gli zuccheri e limitare il sale. Importantissima è l’attività fisica e camminare a passo veloce almeno mezz’ora al giorno.

Rischi

I livelli elevati di glucosio nel sangue possono determinare, col passare del tempo, la comparsa di complicanze croniche, come danni a reni, alla retina, ai nervi periferici e al sistema cardiovascolare.

Come si cura il diabete

Il controllo dei livelli di glicemia nel sangue si attua principalmente con un corretto stile di vita e un’adeguata alimentazione, personalizzata in base al tipo di diabete e all’età. Se si è affetti di diabete 1, la cura prescritta consisterà in somministrazioni multiple di insulina durante la giornata. Quando questo tipo di terapia non consente di mantenere un sufficiente controllo glicemico, si può ricorrere al microinfusore, una piccola pompa che inietta insulina in maniera continua e in quantità variabile nei diversi momenti della giornata.

Per il diabete mellito di tipo 2 si prescrive innanzitutto una dieta normoglicemizzante, inoltre, si consiglia di svolgere un regolare esercizio fisico e di ridurre il peso corporeo se è eccessivo. Questa forma di diabete è preceduta da una fase detta “di insulino-resistenza”, in cui la dieta, l’attività fisica e la riduzione del peso corporeo possono riportare la glicemia a livelli accettabili.

Se, tuttavia, dieta e sport non si rivelano sufficienti, si deve ricorrere all’utilizzo degli antidiabetici orali, impropriamente noti come ipoglicemizzanti orali, che possono stimolare la secrezione di insulina da parte delle ß-cellule o, come nel caso della metformina, stimolare il tessuto muscolare a utilizzare il glucosio. Nelle fasi più avanzate della malattia, si ricorre alla somministrazione di insulina.

Chirurgia: nuovi trattamenti per la cura del diabete

Recenti studi clinici per la cura del diabete hanno messo in luce nuove tecniche, consistenti in interventi chirurgici inizialmente sviluppati per il trattamento dell’obesità patologica, che si sono rivelati in grado di migliorare il diabete di tipo 2.

L’International Diabetes Federation (IDF) ha ufficialmente riconosciuto, negli anni scorsi, il ruolo della chirurgia del diabete di tipo 2, sostenendo che la chirurgia bariatrica, trattamento chirurgico per l’obesità patologica, dovrebbe essere considerata in prima istanza nel trattamento dei pazienti diabetici e obesi. Nel 2016 sono state pubblicate le linee guida internazionali che hanno riconosciuto formalmente alla chirurgia il ruolo di trattamento anti-diabetico.

Oggi, la “chirurgia del diabete” è uscita dalla fase sperimentale ed è diventata, ufficialmente e in tutto il mondo, un rimedio anti-diabete, cosi come lo sono la metformina o l’insulina ed esattamente come accade per quest’ultima, anche la chirurgia prevede indicazioni e situazioni cliniche precise. Pioniere della chirurgia del diabete è il cosentino Francesco Rubino, professore di chirurgia metabolica e bariatrica al King’s College di Londra e primo autore delle linee guida, che in seguito ad accurati studi sulla malattia ha dimostrato l’efficacia della chirurgia bariatrica/metabolica nei pazienti affetti da diabete di tipo 2.

Dopo l’intervento chirurgico, numerosi pazienti hanno riportato significativi miglioramenti, consistenti in una remissione a medio termine dell’iperglicemia. È stato, infatti, dimostrato, in seguito a diversi test clinici, che la chirurgia gastrointestinale può migliorare i livelli di glucosio nel sangue più efficacemente di qualunque altro intervento sullo stile di vita o farmaceutico e può portare anche alla remissione della malattia a medio termine.

Nuovi studi hanno dimostrato che un’alta percentuale (80%) delle persone trattate presenta o una remissione della malattia o un livello di glucosio che può essere stabilizzato con meno farmaci o con l’esercizio e la dieta.

Nei pazienti con diabete non controllato o malattie cardiache, la chirurgia potrebbe essere un vero e proprio salvavita. I benefici sulla salute sembrano essere collegati ai cambiamenti metabolici che si verificano dopo l’intervento, come ad esempio la diversa produzione di insulina. L’operazione è simile al bypass gastrico, dal quale si differenzia perché preserva completamente lo stomaco e consiste nel bypassare la prima porzione di intestino tenue, il duodeno.

L’ipotesi da cui è partito il dr. Rubino riguarda i meccanismi intestinali, come ormoni e segnali neuroendocrini, che stimolati dal passaggio del cibo nell’intestino possono determinare alterazioni del metabolismo degli zuccheri. I cambiamenti dell’anatomia gastrointestinale, dunque, sembrano essere in grado di influenzare direttamente il glucosio e di modificare la quantità e i tempi della secrezione degli ormoni intestinali, che a loro volta influenzano la produzione di insulina. Ciò dimostrerebbe che il diabete, almeno in parte, è causato da un guasto nei meccanismi attraverso i quali l’intestino regola il metabolismo.

Quali agevolazioni per i diabetici?

I diabetici possono richiedere l’esenzione dal ticket sanitario per patologia e in caso di riconoscimento di una invalidità superiore al 41% possono avere le agevolazioni previste dalla Legge 104/92.

Nel 2018 [1], è stata data la possibilità a chi è affetto da diabete mellito e sue complicanze di poter rinnovare la patente a condizione di sottoporsi a regolari controlli e valutazioni mediche, che decideranno caso per caso se il soggetto può continuare a guidare [2].

Si ha diritto all’assegno di invalidità se la percentuale invalidante è compresa tra il 74% e il 99%. Con il 100% si ha diritto alla pensione d’inabilità.


Di Francesca Canino

note

[1] D. M. del 26.01.18.

[2] Allegato III del D. Lgs. 59/2011, modificato dalla direttiva 2016/1106 della commissione del 7.07.2016.


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