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Spannolinamento: come togliere il pannolino a tuo figlio

28 Agosto 2019
Spannolinamento: come togliere il pannolino a tuo figlio

Tutti i consigli e i suggerimenti utili per lo spannolinamento: come togliere il pannolino a tuo figlio e aiutarlo in un passo importante verso la crescita.

La nascita di un bambino è senza dubbio l’avvenimento più emozionante e pienamente rappresentativo del miracolo della vita. Per un nuovo nato, ogni piccolo evento è una conquista che riempie di gioia e incredulità il cuore del genitore. La testolina inizia a stare su da sola seguita dal primo timido sorriso, le braccia e le mani si muovono a caccia di un qualsiasi oggetto da afferrare, la schiena si erige e permette la seduta senza sostegno, seguita dai primi incerti passi. La pappa non è più soltanto latte materno ma passato di verdura, i vagiti diventano parole e così via.

In tutto questo c’è anche la necessità di far capire al bambino che può ben restare senza pannolino durante il giorno e la notte. Lo spannolinamento è un momento molto importante nell’ambito della crescita di un figlio perché coinvolge l’autonomia del bambino. Il passaggio dall’espletazione dei bisogni controllati dall’adulto al controllo completo degli sfinteri crea non poca ansia in chi si occupa del pargolo. Un po’ per la paura di fallire ma un po’ anche per la perdita della mansione di accudimento. Il bambino, dal suo canto, raramente si approccia con gioia all’abbandono del rassicurante e morbido pannolino in favore del freddo e scomodo vasino.

Lo spannolinamento può perciò apparire stressante e non facile ma stai tranquillo: ce la farai anche tu, mamma o papà, e in maniera graduale. Proseguendo la lettura di questo articolo potrai avere informazioni utili sullo spannolinamento: come togliere il pannolino a tuo figlio.

Quando togliere il pannolino?

La prima domanda che ti farai è sicuramente quando togliere il pannolino. Quando arriva il momento di attraversare questa importante tappa? C’è il rischio di farlo troppo presto o troppo tardi?

I pediatri sono concordi nello stabilire che il controllo degli sfinteri avvenga in un periodo variabile dai 18 ai 36 mesi di età. Ciò significa che il bambino, mediamente, inizia ad avere la padronanza dello stimolo a controllare la vescica e dell’espletazione intestinale, intorno ai due anni. All’atto pratico, però, ogni bimbo ha i suoi tempi e questo va rispettato.

Come puoi capire se il tuo bimbo è pronto per lo spannolinamento? Ti aiuteranno dei piccoli segnali come:

  • la scoperta di un pannolino asciutto durante un cambio effettuato dopo diverse ore;
  • le parole cacca o pipì per comunicarti l’intenzione del bisogno fisiologico;
  • l’atto di togliere autonomamente un pannolino sporco o bagnato;
  • la presenza di giocattoli come bambole lasciate sul vasino;
  • l’interesse per libri illustrati sull’argomento.

Diverso, è il discorso dei secondogeniti, che generalmente imitano i fratelli maggiori. Per questo motivo è probabile che, per un secondo figlio, avrai meno difficoltà con lo spannolinamento poiché facilmente lo troverai a sorpresa seduto sul vasino nell’atto di imitare i più grandi.

Spannolinamento: cosa devo fare?

Ora che hai appreso quando iniziare a togliere il pannolino, ti chiederai essenzialmente cosa devi fare. Per prima cosa, devi cominciare a parlare a tuo figlio del vasino, introducendogli questo nuovo oggetto. Puoi avvalerti dell’aiuto di un libretto illustrato in tema oppure portare il piccolo con te al supermercato, dove avrà il compito importante di aiutarti a scegliere il vasino nella forma e nel colore preferito. Potete quindi passare al reparto abbigliamento, per acquistare delle mutandine che gli piacciano.

Giunti a casa puoi iniziare, al primo cambio utile, con il lasciarlo libero di gironzolare per l’ambiente vestito soltanto con una maglietta, in modo da abituarlo all’assenza del pannolino. Sarebbe meglio effettuare questo cambio di abitudini nella stagione primaverile o in quella estiva, sia per la comodità conferita dalla tipologia di vestiario sia per evitare raffreddamenti al bambino. Non è escluso comunque lo spannolinamento in autunno o inverno, poiché il tutto dipende dalla propensione all’evento per il piccolo.

Con tranquillità e serenità, ricorda a tuo figlio che non ha il pannolino e che deve dirti se gli scappa la pipì, così lo accompagnerai in bagno, dove hai riposto il vasino. Non otterrai subito risultati ma tieni duro perché il momento che aspetti arriverà, è una certezza. E quando sarà così, quando vedrai la pipì nel vasino, loda con amore il tuo bimbo per quello che ha fatto.

Se noti la sua tendenza ad andare in bagno intorno a determinati orari, tienine nota e inizia ad accompagnare tuo figlio alla toilette proprio in quei precisi momenti. Da ultimo, ricorda di procedere gradualmente con uno spannolinamento prettamente diurno cioè togliere il pannolino solo di giorno. Successivamente a risultati significativi, potrai togliere il pannolino al bambino anche per la notte.

Questo perché i i bambini possono controllare perfettamente lo stimolo ad urinare di giorno ma non altrettanto semplicemente durante la notte. Almeno negli iniziali periodi dello spannolinamento, quindi è bene lasciare il pannolino al bimbo quando dorme, anche nel caso della nanna pomeridiana. Quando vedrai il pannolino asciutto dopo il sonno, potrai togliere il pannolino nelle ore notturne. Non spaventarti in caso di fuoriuscite di pipì nel sonno, sono incidenti più che comuni.

Spannolinamento: cosa non devo fare?

Adesso sei informato su quando e come fare per lo spannolinamento. Devi, però, tenere a mente anche i comportamenti e le azioni da non commettere, soprattutto perché manderebbero in fumo tutto l’ottimo lavoro che hai fatto fino ad ora.

Per prima cosa, non incaponirti! Togliere il pannolino a tuo figlio non è una gara con gli altri genitori, non insistere se il bambino non è ancora pronto. Come detto nei paragrafi precedenti, ognuno ha i suoi tempi e devi stare tranquillo: prima o poi ce la fanno tutti. Per cui, se tuo figlio mostra resistenze sii sereno, rimanda il tutto, ripeterai il tentativo nelle settimane a venire.

Allo stesso modo, non sgridarlo o mortificarlo se si sporca o gli scappano i bisogni sul pavimento. Instaureresti nel bambino sentimenti di vergogna. Non agitarti o irritarti creando tensioni, non fare paragoni con altri bimbi che addirittura già si siedono sul gabinetto. Non mostrarti disgustato quando devi pulire il vasino. Potresti creare dei problemi di sfiducia in tuo figlio e rendergli insopportabile lo spannolinamento.

E quando decidi di togliere il pannolino perchè vedi dei risultati, non retrocedere: metterglielo nuovamente, magari per uscire fuori casa, non farebbe altro che confondere le idee al bimbo, che non comprenderebbe più la situazione.

Una tipica difficoltà

Lo spannolinamento, il togliere il pannolino a tuo figlio, può portarti ad andare incontro ad una tipica difficoltà, relativa propriamente al discorso del passaggio al vasino. Si tratta della problematica concernente l’istinto del bambino, che lo porta a trattenere la cacca piuttosto che farla. Proprio così, può succedere in alcuni casi che, anche se tuo figlio non mostra alcun problema a fare la pipì nel vasino, della cacca non ne voglia assolutamente sapere: piange, strilla, si nasconde dietro una tenda o sotto il tavolo, pretendendo il pannolino.

Se il bimbo è in difficoltà nel fare la cacca nel vasino, non forzarlo. Non farebbe altro che tenerla il più possibile, anche per diversi giorni, sino a far precipitare il problema che, inevitabilmente, virerebbe verso una pericolosa occlusione intestinale. Abbi pazienza e assecondalo, permettigli di defecare nel pannolino rispettando la sua reticenza e non preoccuparti, arriverà anche quel momento in cui riuscirà a farla nel suo piccolo riduttore.

Forse non lo sai ma esiste un piccolo trucco che può aiutarti quando i bambini si rifiutano di fare la popò in altro posto che non sia il pannolino. Si tratta di uno stratagemma che si consiglia sotto il periodo natalizio: promettere a Babbo Natale di fare la cacca nel vasino in cambio dei regali. Perchè proprio Santa Claus dovrebbe risolvere il problema? Perchè i bambini adorano questo personaggio, ne hanno stima, rispetto e anche un po’ di soggezione. Sono quindi restii a disubbidirgli come invece fanno con i genitori, le figure autoritarie con cui hanno maggiore confidenza.

Lo smaltimento dei pannolini

Togliere il pannolino a tuo figlio sarà, sicuramente, una conquista per l’autonomia del bambino ma anche un beneficio per le tue finanze. Quando riuscirai nell’intento e il tuo bimbo non avrà più bisogno di pannolini neanche per la notte o per fare la popò, sicuramente potrai eliminare la consistente spesa relativa all’acquisto dei pannolini, un esborso che grava sulle spalle delle famiglie molto spesso in maniera notevole e pesante.

Eliminando dal bilancio delle spese familiari questa consistente fuoriuscita economica, avrai inoltre un ulteriore problema in meno, che ti farà tirare fuori un sospiro di sollievo. Mi sto riferendo al discorso dello smaltimento rifiuti e della raccolta differenziata [1]. Se sbagli, infatti, a smaltire i pannolini o, addirittura, li appoggi all’esterno dei contenitori posti nel circondario della tua zona abitativa perchè non sei certo della loro collocazione precisa, puoi incorrere in sanzioni amministrative quali multe salate dagli importi compresi tra i 25 e i 620 euro [2].

Le statistiche ci segnalano come, nei primi tre anni di vita, per cambiare quotidianamente un bambino sia necessaria quasi una tonnellata di pannolini, considerati fino ad ora quali rifiuti non differenziabili, da smaltire quindi nel bidone indifferenziato della raccolta rifiuti. Questa condizione, però, cambierà a breve grazie all’entrata in vigore di un nuovo decreto [3], la cui ufficializzazione è prevista per la fine del corrente mese di luglio. Saranno in breve dettate nuove norme in merito al riciclo dei pannolini, che non si butteranno più nel suddetto contenitore dell’indifferenziato ma in un bidone apposito, trasformandosi così a pieno titolo in rifiuti riciclabili che potranno avere nuova vita.

note

[1] Direttiva Cee 75/442

[2] D. L. n. 152 del 3.04.2006.

[3] D. MinAmbiente n. 62 del 15.05.2019.


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