Risparmi sotto controllo anche per le persone fisiche

29 Luglio 2019 | Autore:
Risparmi sotto controllo anche per le persone fisiche

Famiglie nel mirino se risparmiano troppo: serve la giustificazione di non aver speso prelevando i soldi in conto, altrimenti si presume l’evasione.

Il Fisco ha un nuovo strumento per accertare il patrimonio di persone e famiglie e confrontarlo con i redditi dichiarati: si tratta del risparmiometro. Analizzerà automaticamente i dati di milioni di conti correnti per far emergere i movimenti non dichiarati; quelli che si è cercato di far sfuggire emergeranno in modo inevitabile. Il lancio era stato preceduto da una sperimentazione compiuta nello scorso mese di giugno: erano emersi 156 soggetti e le loro posizioni sono state subito verificate dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza. L’esito è stato positivo ed ora è tutto pronto per mettere sotto controllo i risparmi anche per le persone fisiche.

La novità è che sinora i dati bancari venivano utilizzati per i contribuenti di maggiori dimensioni, come le aziende ed i professionisti, mentre adesso la facilità del suo impiego ne consente l’utilizzo per tutta la platea dei contribuenti italiani, quindi anche per le persone fisiche, compresi i lavoratori dipendenti, i pensionati e i disoccupati. Il nuovo risparmiometro funziona in maniera piuttosto semplice: parte dai dati di saldo del conto corrente, rileva la giacenza media, esamina il volume dei movimenti in ingresso ed in uscita in quel periodo e confronta questi valori con quelli contenuti nella dichiarazione dei redditi.

Finora, si controllava quanto era stato speso; adesso, invece, il Fisco si concentra su quello che è rimasto: chiede spiegazioni sul rapporto tra entrate ed uscite. Ad esempio, se ogni mese ti vengono accreditati 1.000 euro di stipendio, ma ne prelevi solo 200 per le varie spese, alla fine dell’anno avrai quasi 10.000 euro in più e così sarai selezionato nella lista dei contribuenti da accertare perché non puoi aver “campato d’aria”: da dove hai preso i soldi per le normale spese alimentari, di abbigliamento, trasporti, spese per la casa se non hai quasi toccato il denaro che ti arrivava sul conto?

La potenza del programma messo a punto è che fa emergere immediatamente questi sbilanciamenti. Se i conti correnti della famiglia vengono utilizzati abitualmente per far fronte alle esigenze di vita dei componenti, non ci sarà nessun problema, ma se alla fine del periodo annuale risulta una sproporzione tra quanto rimasto sul conto, dopo i normali guadagni e spese, e quanto dichiarato fiscalmente, si presumerà che ci siano stati altri redditi percepiti ma non dichiarati per coprire le spese essenziali e necessarie, quindi evasione.

Allora scatteranno i controlli: l’Agenzia delle Entrate inviterà il contribuente nei suoi uffici per fornire chiarimenti e dare le necessarie giustificazioni. Si dovrà dimostrare che c’erano stati redditi non tassabili oppure già tassati a coprire le spese (regali dei genitori, vincite) e quindi non è stato necessario toccare i soldi del conto corrente. L’ufficio accertatore verificherà queste circostanze; se non risulteranno convincenti, oppure se il contribuente non ha fornito nessuna spiegazione, scatteranno i recuperi delle imposte evase sui guadagni non dichiarati e le correlative sanzioni.

Se ti interessa approfondire come funziona il risparmiometro e perché il suo scopo è quello di contrastare gli usi illeciti del denaro contante leggi anche l’articolo risparmiometro: così inizia la lotta ai contanti.



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