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La denuncia anonima

30 Luglio 2019 | Autore:
La denuncia anonima

Quando una denuncia è anonima? Qual è la differenza con la denuncia contro ignoti? Quali sono le conseguenze di una denuncia anonima? Può scattare la calunnia?

La denuncia è quell’atto con cui una persona segnala alle autorità competenti la commissione di un illecito. Nell’ambito del diritto penale, con la denuncia si portano all’attenzione delle autorità fatti che costituiscono reato. Lo stesso accade con la querela, con l’importante differenza, però, che quest’ultima può essere sporta solamente dalla persona offesa o da suo delegato, entro precisi limiti di tempo. Spesso accade, però, che la persona che intende sporgere denuncia preferisce restare anonima: vuoi per timore di ritorsioni, vuoi perché il soggetto da segnalare è una persona che riveste un ruolo particolare (pensa al datore di lavoro), molte volte accade che le autorità si trovano davanti ad una denuncia anonima.

La denuncia anonima, di regola, non ha valore, nel senso che la polizia giudiziaria non è tenuta a prenderla in considerazione; d’altronde, tu ti fideresti di una scritto privo di firma, non riconducibile ad una persona? Ciò non significa, però, che una denuncia anonima sia sempre del tutto inutile. Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, anche una segnalazione anonima può sortire degli effetti, seppur in maniera limitata. Se la questione è di tuo interesse, prosegui nella lettura: ti spiegherò tutto ciò che c’è da sapere circa la denuncia anonima.

Denuncia: cos’è?

Prima di parlare della denuncia anonima è necessario che ti spieghi per bene cos’è la denuncia e perché è così importante all’interno del sistema penale italiano. Come ti ho già in parte anticipato nell’introduzione, la denuncia consiste nella comunicazione, fatta alle forze dell’ordine, di un fatto che presenta i connotati del reato. Attraverso la denuncia le autorità competenti vengono informate di una condotta che potrebbe essere punita penalmente e, quindi, perseguita a norma di legge.

La denuncia è uno strumento importantissimo perché consente alle autorità di poter indagare ed intervenire in merito a circostanze che, altrimenti, resterebbero a loro ignote: se è vero, infatti, che la polizia giudiziaria può attivarsi anche d’ufficio, cioè senza bisogno di una segnalazione da parte di terzi, è anche vero che sarebbe impossibile venire a conoscenza di tutti i reati commessi sul territorio italiano.

La denuncia, quindi, rappresenta una forma sia di tutela per il cittadino, il quale può segnalare un reato accaduto, che di collaborazione nei riguardi della giustizia, la quale è messa nelle condizioni di poter intervenire.

Il contenuto della denuncia

La legge [1] dice che la denuncia contiene l’esposizione degli elementi essenziali del fatto e indica il giorno dell’acquisizione della notizia nonché le fonti di prova già note. Contiene inoltre, quando è possibile, le generalità, il domicilio e quanto altro valga alla identificazione della persona alla quale il fatto è attribuito, della persona offesa e di coloro che siano in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti.

In buona sostanza, la denuncia deve contenere tutto quanto è necessario per poter essere d’aiuto allo svolgimento delle indagini. Una denuncia priva delle sue parti essenziali, rabberciata, spoglia delle indicazioni più importanti, corre il rischio di essere presto archiviata per infondatezza della notizia di reato.

In una denuncia, dunque, dovrai indicare le modalità con cui il reato si è svolto, le possibili persone che vi hanno assistito, il nome dell’autore o, se non ne hai conoscenza, dei suoi connotati fisici; eventualmente, puoi indicare anche il nome della vittima, qualora non sia tu.

La sottoscrizione della denuncia

Altro elemento indispensabile della denuncia è la sottoscrizione: la legge [2], infatti, dice che i documenti che contengono dichiarazioni anonime non possono essere acquisiti né in alcun modo, salvo che costituiscano corpo del reato o provengano comunque dall’imputato.

Dunque, se intendi sporgere denuncia dovrai firmarla; in effetti, si può supplire alla sottoscrizione quando la denuncia sia inequivocabilmente riferibile ad una persona.

Se all’inizio il denunciante si identifica, esponendo le proprie generalità, e in calce al documento dimentica di apporre la propria firma, la denuncia non sarebbe comunque anonima.

Nel caso di denuncia sporta oralmente, l’ufficiale della polizia giudiziaria dovrà trascrivere la denuncia e, al termine, far sottoscrivere al denunciante il verbale di ricezione di denuncia/querela sporta oralmente [3].

La denuncia contro ignoti

La denuncia anonima non va confusa con la denuncia contro ignoti: in quest’ultimo caso, infatti, l’incognita riguarda gli autori del fatto, non quello della denuncia. È la stessa legge ad ammettere la possibilità di sporgere una denuncia contro ignoti: come abbiamo appena visto nei paragrafi superiori, la denuncia deve contenere solamente quando è possibile le generalità, il domicilio e quanto altro valga alla identificazione della persona alla quale il fatto è attribuito.

La denuncia contro ignoti, dunque, è perfettamente valida ed è, anzi, piuttosto frequente: pensa al caso di chi, rientrando a casa, la trovi svaligiata, oppure a chi abbia subito l’hackeraggio del proprio account social. In ipotesi del genere, l’autore del reato è ignoto ma è comunque possibile denunciarlo: toccherà poi alle autorità identificare il criminale.

Se ne vuoi sapere di più su questo specifico argomento, ti chiedo di leggere l’articolo dedicato alla denuncia contro ignoti.

Quando una denuncia è anonima?

Una denuncia è anonima quando le autorità non possono in alcun modo risalire al suo autore. Per aversi una denuncia anonima, dunque, è necessario che:

  • manchi, all’interno dello scritto, ogni riferimento al denunciante;
  • non sia sottoscritta;
  • non sia presentata personalmente. In questo caso, infatti, le forze dell’ordine devono procedere all’identificazione di chi sta presentando la denuncia e, pertanto, non vi sarebbe più l’anonimato.

Classico esempio di denuncia anonima è quella inviata alle autorità (polizia, carabinieri, guardia di finanza, procura, ecc.) a mezzo posta.

Va considerata anonima anche la denuncia recante una sottoscrizione illeggibile o un nome di fantasia; al contrario, come detto più sopra, non può considerarsi anonima una denuncia da cui si possa comunque desumere la provenienza (ad esempio, se firmata con uno pseudonimo che identifica in maniera chiara lo scrivente, oppure se sottoscritta con il timbro di una società che è nel possesso solamente dell’amministratore).

Denuncia anonima e indagini preliminari

In linea di massima, una denuncia anonima (denominata anche denuncia confidenziale) diretta a qualsiasi organo autorità di pubblica sicurezza non può sortire effetti, nel senso che non è idonea ad aprire formalmente un’indagine preliminare. E infatti, la denuncia (così come la querela) segue questo iter: una volta presentata, l’ufficiale che l’ha raccolta deve provvedere a trasmetterla alla Procura della Repubblica territorialmente competente. Giunta qui, il magistrato del pubblico ministero, se ritiene che, a prima vista, la denuncia riguardi un fatto che costituisce reato, provvede ad iscriverla in un registro: quello delle notizie di reato, chiamato impropriamente anche registro degli indagati.

Quanto appena illustrato non accade per la denuncia anonima, la quale non è idonea a far cominciare le indagini preliminari. Detto ancora in altre parole, una denuncia anonima non può essere iscritta nel registro delle notizie di reato conservato in Procura. Niente iscrizione, niente indagini, dunque.

Ciò non significa, però, che una denuncia anonima sia totalmente inutile. Prosegui nella lettura se vuoi sapere quando una denuncia anonima può essere utilizzata.

Denuncia anonima: quali conseguenze?

Il più delle volte una denuncia anonima, poiché inidonea a dare l’avvio alle indagini, viene cestinata dalle autorità. È possibile, tuttavia, che se la denuncia anonima sia stata redatta in maniera precisa e dettagliata e si riferisca a fatti plausibili, l’organo di polizia giudiziaria a cui è stata inviata potrebbe intraprendere un’attività volta a fare chiarezza sulle vicende narrate nella denuncia anonima. Mi spiego meglio con un esempio.

Mettiamo il caso che ai Carabinieri giunga, per posta, un documento ove un soggetto ignoto accusa un’altra persona, ben individuata, di essere l’autore di numerose truffe ai danni di persone anziane, allegando alla denuncia perfino delle foto che ritraggono il presunto delinquente nell’atto di compiere il reato. Ebbene, in un’ipotesi del genere, i Carabinieri, pur non potendo comunicare la notizia di reato in Procura affinché si provveda all’iscrizione nell’apposito registro, possono autonomamente intraprendere un’attività investigativa per fare chiarezza sul fatto denunciato in maniera autonoma.

D’altronde, secondo la Corte di Cassazione [4], l’inutilizzabilità delle denunce anonime si riferisce ai documenti rappresentativi di dichiarazioni, sicché la norma non trova applicazione in relazione ai documenti fotografici.

In sintesi, dunque, una denuncia anonima può sollecitare le autorità a procedere ad investigazioni senza la necessità che sia il pubblico ministero a delegare formalmente le indagini; non a caso, la legge [5] dice che la polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale.

La denuncia anonima può, dunque, essere un valido pungolo per l’attività investigativa delle autorità, uno stimolo ad intervenire pur in assenza di una formale iscrizione nel registro delle notizie di reato (iscrizione che potrebbe avvenire in seguito nel caso in cui le autorità, intervenendo su segnalazione anonima, scoprano che in effetti è in atto la commissione di un reato). La denuncia anonima, comunque, non fa sorgere alcun obbligo di intervento.

Tanto è confermato anche da altra sentenza della Suprema Corte [6], secondo cui la denuncia confidenziale o anonima, non inseribile negli atti ed inutilizzabile, non può qualificarsi notizia di reato idonea a dare inizio alle indagini preliminari. Tuttavia, se la denuncia è specifica, dettagliata e verosimile, il pubblico ministero può disporre accertamenti per verificare la sua fondatezza, ma queste investigazioni, volte allo scopo di acquisire elementi di prova utilizzabili, si pongono fuori delle indagini preliminari.

Limiti delle indagini a seguito di denuncia anonima

La denuncia anonima è inidonea ad essere iscritta nel registro delle notizie di reato in Procura, ma, se precisa, dettagliata e verosimile, può essere idonea a stimolare l’attività investigativa dell’autorità presso cui è stata presentata.

Il problema è che, poiché questa attività di ricerca non si basa su un’effettiva iscrizione della notizia di reato, l’autorità non può procedere a perquisizioni, sequestri o intercettazioni telefoniche, ma può soltanto svolgere un’attività investigativa finalizzata a raccogliere elementi ed indizi importanti per una futura, formale indagine.

In altre parole, la denuncia anonima è idonea a dar luogo all’effettuazione di attività investigativa, ma non può legittimare l’adozione di provvedimenti incidenti sui diritti della persona, come perquisizioni, sequestri o intercettazioni telefoniche [7].

Dunque, il pubblico ministero, se può disporre accertamenti per verificare la fondatezza della denuncia anonima, non può tuttavia emettere decreto di perquisizione e sequestro, perché in tal caso questo decreto, da mezzo di ricerca della prova, si trasformerebbe in strumento di acquisizione della notizia di reato [8].

Denuncia anonima: è possibile la calunnia?

Così come una denuncia anonima, dettagliatamente esposta ed, eventualmente, corredata di documentazione, è idonea a far scattare le investigazioni, ugualmente è idonea ad integrare il reato di calunnia. Secondo la giurisprudenza, anche nel caso in cui la falsa incolpazione sia contenuta in uno scritto anonimo è possibile che scatti la calunnia [9].


note

[1] Art. 332 cod. proc. pen.

[2] Art. 240 cod. proc. pen.

[3] Art. 333 cod. proc. pen.

[4] Cass., sent. n. 44868/2003.

[5] Art. 55 cod. proc. pen.

[6] Cass., sent. n. 2450/1997.

[7] Cass., sent. n. 20096/2018.

[8] Cass., sent. del 10 febbraio 2004.

[9] Cass., sent. n. 33694/2001.

Autore immagine: Pixabay.com


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